Veltroni ha fatto una dichiarazione nuova, forte e precisa sullo schieramento del PD contro le mafie. Non altrettanto contro la corruzione, credo perchè l'argomento si porterebbe dietro quelli di mani pulite e della storia di Berlusconi, il che sembra che non sia politicamente opportuno (incredibile ma vero!) in questa campagna elettorale. Comunque questo mio commento è di piena adesione e di disponibilità a collaborare ad eventuali inziative contro la mafia (mio padre era nato a Siderno, Locride, da decenni noto ai locali come headquarters di "Siderno Groups" attivi in USA, Canada, Australia e sicuramente Nord Italia).
La ribellione
Nome: maria di falcoData: 25.03.2008
Sono d'accordo anzi d'accordissimo con l'iniziativa della Redazione, che però mi fa riflettere su una cosa ad essa legata, anzi forse credo che ne sia il presupposto, senza il realizzare il quale non si va da nessuna parte. Mi riferisco alla legge sul conflitto d'interessi. Finchè non verrà varata una legge seria su questo punto la lotta alla criminalità organizzata avrà le armi spuntate. La redazione si chiede come mai non sia stato dato risalto alle ribellioni della società civile contro la criminalità organizzata. La risposta sta nel fatto che la comunicazione televisiva è caratterizzata da una accentrazione inimmaginabile in altri paesi dell'Europa. Inimmaginabile sia per l'elevato tasso di concentrazione sia per il/i personaggi che sono protagonisti delle tre reti Mediaset. In quale paese una TV commerciale può fare i TG senza fornire garanzie ad un Organo indipendente della indipendenza del pr oprio comitato di redazione. E che dire dell'Auditel? Cosa si aspetta a sostituirlo con qualcosa di più trasparente e democratico? Per esempio, la richiesta di pagare il canone TV arriva e milioni di italiani, ma perchè a questi utenti non è data la possibilità di esprimersi?
Un elenco di adesioni
Nome: Antonio PandolfiData: 25.03.2008
Mi associo a quanto chiesto da altri visitatori, augurandomi di vedere attivata nei prossimi giorni nel sito una pagina di "sottoscrizioni online" al testo proposto dalla redazione. Di fatto tutti noi, che abbiamo aggiunto un commento a favore, la stiamo già popolando. Grazie ai redattori de lavoce.info, per la consueta capacità di individuare spazi concreti di iniziativa.
LA RIBELLIONE - petizione
Nome: ValerioData: 23.03.2008
Molto bene il commento de lavoce.info. L'idea di una petizione, suggerita da un altro commento, mi sembra buona. lavoce.info potrebbe promuoverla. Per esempio potrebbe chiedere al governo, con la petizione, la campagna televisiva per sottolineare gli episodi di ribellione alla mafia oppure chiedere ai leader degli schieramenti se intendono mettere in atto meccanismi, e quali, per schermare dalle organizzazioni criminali i finanziamenti di opere pubbliche.
ATTENZIONE AI MEDIA
Nome: Valentina MontaltoData: 23.03.2008
Allora, condivido l'entusiasmo per questa (apparente) svolta epocale nella lotta alla mafia. Sembra che gli animi si stiano risvegliando e che ci sia una concreta reazione di istituzioni e società civile alla logica mafiosa. Ma, io suggerirei, attenzione a cosa chiediamo ai media. Io credo (e vi prego di smentirmi se non è così) che ultimamente si stia dando la visione di una mafia come gigante morente, ormai prossimo alla sconfitta. Ora, perdonate il pessimismo che io in realtà chiamo sano realismo, ma credo che siamo ben lungi dall'"eliminare" la mafia. Purtroppo non posso fare a meno di pensare che nei pizzini di Provenzano c'era l'ordine di creare associazioni anti-racket, che diversi soggetti di vari associazioni di lotta alla mafia hanno processi in corso, che la situazione in Campania non sembra molto prossima al cambiamento dopo ben 14 anni! E allora, che ben vengano le iniziative! Soprattutto, che ben vengano le manifestazioni di migliaia di ragazzi che veramente credono nel cambiamento. Però, attenzione all'intervento dei media e al messaggio che possono diffondere. Altrimenti si rischia di fare il gioco di questo gigante ancora ben lungi dalla morte.
Responsabilità oggettiva
Nome: il MarzianoData: 22.03.2008
Sono pienamente d'accordo con voi nel segnalare l'assoluta insufficienza di risonanza mediatica data agli eventi in oggetto dai grandi mezzi di informazione.
Una parola di cui, a mio avviso, si è perso il senso profondo è "scandalo": ebbene, io trovo che questa grave mancanza dei giornali e delle tv italiane sia davvero, questa sì, uno scandalo.
Politica
Nome: MirkoData: 20.03.2008
I soggetti politici italiani devono manifestare in modo chiaro ed evidente la loro posizione nei confronti della mafia, dell'andrangheta e delle camorre varie, cosa che da elettore del PD non vedo fare in modo come mi piacerebbe più forte ed evidente.
La ribellione
Nome: samorì luigiData: 20.03.2008
La stampa, in gran parte per colpa, di noi lettori, ha altro di cui occuparsi. E' una vergogna non dare grande spazio a queste notizie. Anche lo Stato dovrebbe cogliere la palla al balzo e potenziare tutte le sue strutture che lottano contro la mafia , la nrangheta e la camorra. Purtroppo sono convinto che non farà nulla cordiali saluti samorì luigi
La ribellione
Nome: Luciano Dal PratoData: 20.03.2008
Un ottimo suggerimento quello de "lavoce": riempire le pagine dei media di messaggi positivi e non di soli messaggi negativi o di cronoca nera. Penso che servirebbe molto più di uno spot di invito a combattere la criminalità organizzata. In mancanza di altro il Governo inizi subito a farlo sapendo però che quello che serve è un programma di educazione che coinvolga le scuole, le sale cinematografiche, i cartelloni luminosi delle autostade, soprattutto nei momenti di grande traffico, i cartelloni delle stazioni ferroviarie e degli aeroporti; in generale tutti i luoghi dove si ritrovano i giovani ed i meno giovani. La legalità non è un optional ma un modo di vivere; è costume. Grazie a voi de "lavoce" per la sollecitazione. Luciano Dal Prato .
La capacità di scegliere
Nome: Laura BenigniData: 20.03.2008
E' positivo iniziare la giornata con una buona notizia. Il vostro testo mette in vetrina una splendida notizia e cioè il fatto che in Italia si usa pienamente la capacità di scegliere. Si può scegliere un film, un libro, la radio, il cibo, l'acqua da bere, i colori degli abiti, lo stile delle scarpe e la pesantezza delle calze. Praticare ogni giorno la raccolta differenziata ad esempio è uno splendido allenamento per non perdere l'allenamento nella capacità di scegliere e ricordarsi che i comportamenti collettivi cambiano a cominciare da sè. Da giorni immagino padrini da barzelletta sepolti da camion di rifiuti pericolosi e dal ridicolo di accettare che il cassonetto davanti alla porta di casa sia ogni giorno solo un cumulo sempre più alto di rifiuti. Le mie fantasie vanno nella direzione di vedere lo spazio pubblico pieno di spazzatura come un teatro, in cui tutti deliberatamente scelgono come scena adatta a loro, come logo, il cassonetto del proprio condominio coperto da sacchetti di spazzatura.Misteriosissimo il motivo per cui non si parla mai delle campagne di accompagnamento e partecipazione alla decisione nella gestione dei rifiuti.La Provincia di Torino ad esempio.
Veltroni ha fatto una dichiarazione nuova, forte e precisa sullo schieramento del PD contro le mafie. Non altrettanto contro la corruzione, credo perchè l'argomento si porterebbe dietro quelli di mani pulite e della storia di Berlusconi, il che sembra che non sia politicamente opportuno (incredibile ma vero!) in questa campagna elettorale. Comunque questo mio commento è di piena adesione e di disponibilità a collaborare ad eventuali inziative contro la mafia (mio padre era nato a Siderno, Locride, da decenni noto ai locali come headquarters di "Siderno Groups" attivi in USA, Canada, Australia e sicuramente Nord Italia).
Sono d'accordo anzi d'accordissimo con l'iniziativa della Redazione, che però mi fa riflettere su una cosa ad essa legata, anzi forse credo che ne sia il presupposto, senza il realizzare il quale non si va da nessuna parte. Mi riferisco alla legge sul conflitto d'interessi. Finchè non verrà varata una legge seria su questo punto la lotta alla criminalità organizzata avrà le armi spuntate. La redazione si chiede come mai non sia stato dato risalto alle ribellioni della società civile contro la criminalità organizzata. La risposta sta nel fatto che la comunicazione televisiva è caratterizzata da una accentrazione inimmaginabile in altri paesi dell'Europa. Inimmaginabile sia per l'elevato tasso di concentrazione sia per il/i personaggi che sono protagonisti delle tre reti Mediaset. In quale paese una TV commerciale può fare i TG senza fornire garanzie ad un Organo indipendente della indipendenza del pr oprio comitato di redazione. E che dire dell'Auditel? Cosa si aspetta a sostituirlo con qualcosa di più trasparente e democratico? Per esempio, la richiesta di pagare il canone TV arriva e milioni di italiani, ma perchè a questi utenti non è data la possibilità di esprimersi?
Mi associo a quanto chiesto da altri visitatori, augurandomi di vedere attivata nei prossimi giorni nel sito una pagina di "sottoscrizioni online" al testo proposto dalla redazione. Di fatto tutti noi, che abbiamo aggiunto un commento a favore, la stiamo già popolando. Grazie ai redattori de lavoce.info, per la consueta capacità di individuare spazi concreti di iniziativa.
Molto bene il commento de lavoce.info. L'idea di una petizione, suggerita da un altro commento, mi sembra buona. lavoce.info potrebbe promuoverla. Per esempio potrebbe chiedere al governo, con la petizione, la campagna televisiva per sottolineare gli episodi di ribellione alla mafia oppure chiedere ai leader degli schieramenti se intendono mettere in atto meccanismi, e quali, per schermare dalle organizzazioni criminali i finanziamenti di opere pubbliche.
Allora, condivido l'entusiasmo per questa (apparente) svolta epocale nella lotta alla mafia. Sembra che gli animi si stiano risvegliando e che ci sia una concreta reazione di istituzioni e società civile alla logica mafiosa. Ma, io suggerirei, attenzione a cosa chiediamo ai media. Io credo (e vi prego di smentirmi se non è così) che ultimamente si stia dando la visione di una mafia come gigante morente, ormai prossimo alla sconfitta. Ora, perdonate il pessimismo che io in realtà chiamo sano realismo, ma credo che siamo ben lungi dall'"eliminare" la mafia. Purtroppo non posso fare a meno di pensare che nei pizzini di Provenzano c'era l'ordine di creare associazioni anti-racket, che diversi soggetti di vari associazioni di lotta alla mafia hanno processi in corso, che la situazione in Campania non sembra molto prossima al cambiamento dopo ben 14 anni! E allora, che ben vengano le iniziative! Soprattutto, che ben vengano le manifestazioni di migliaia di ragazzi che veramente credono nel cambiamento. Però, attenzione all'intervento dei media e al messaggio che possono diffondere. Altrimenti si rischia di fare il gioco di questo gigante ancora ben lungi dalla morte.
La stampa, in gran parte per colpa, di noi lettori, ha altro di cui occuparsi. E' una vergogna non dare grande spazio a queste notizie. Anche lo Stato dovrebbe cogliere la palla al balzo e potenziare tutte le sue strutture che lottano contro la mafia , la nrangheta e la camorra. Purtroppo sono convinto che non farà nulla cordiali saluti samorì luigi
Un ottimo suggerimento quello de "lavoce": riempire le pagine dei media di messaggi positivi e non di soli messaggi negativi o di cronoca nera. Penso che servirebbe molto più di uno spot di invito a combattere la criminalità organizzata. In mancanza di altro il Governo inizi subito a farlo sapendo però che quello che serve è un programma di educazione che coinvolga le scuole, le sale cinematografiche, i cartelloni luminosi delle autostade, soprattutto nei momenti di grande traffico, i cartelloni delle stazioni ferroviarie e degli aeroporti; in generale tutti i luoghi dove si ritrovano i giovani ed i meno giovani. La legalità non è un optional ma un modo di vivere; è costume. Grazie a voi de "lavoce" per la sollecitazione. Luciano Dal Prato .