
Nelle primarie americane si discute molto di una soluzione per la crisi dei subprime. Da noi la situazione non è così allarmante, ma è comunque importante valutare le proposte dei programmi elettorali sulla finanza e il diritto delle imprese. Il Pd lancia idee un po' generiche, ma che possono essere di buon auspicio. Significativo il messaggio della trasparenza coniugato con la semplificazione dei contratti. Soprattutto se fosse accompagnato da un progetto di educazione finanziaria. Si aprono nuove frontiere sul terreno delle relazioni industriali.
La differenza tra il PD e i Democratici Americani è tutta nel parallelo fatto dall' autore dell' articolo. Tra i Democratici Americani esiste un anima " concreta " Hillary e un anima " idealista " Obama. Anche se, a mio avviso, l' idealista (cioè Obama) lo è più per convenienza, elettorale, che non per una convinzione. Comunque, al di là di ciò, il dibattito tra i Democratici Americani, "concreti" contro " idealisti", rivela un contatto concreto, dei politici americani,rispetto ai problemi concreti dei cittadini. Il più " idealista " dei candidati democratici, per la Presidenza degli Stati Uniti, cioè Ohbama è un esempio di " concretezza " rispetto a Veltroni. Lo dico con un grande dispiacere, essendo un elettore di sinistra. Una sinistra però che dovrebbe essere moderata e concreta. L' idealismo fà parte dei " geni " della sinistra, ma deve essere " abbinata " ad una concretezza che realizzi delle riforme di cui tanto si parla. In Italia nel PD dove è l' area " concreta " del Partito? Se dovesse scoprirsi, che l' uomo " concreto " è Veltroni, cosa è cambiato dal passato?
Non c'è dubbio che il nostro sia un mondo nel quale ormai tutti vengono a contatto con la finanza e che non pochi si siano anche bruciati. Come è altrettanto vero che la cultura finanziaria italiana sia ancora quella dei bot-people. Del resto una recente indagine Eurisko ha evidenziato quanto bassa sia la preparazione degli italiani, anche laureati, su argomenti finanziari elementari. Nonostante questo molte organizzazioni - da intendersi qui in senso lato cioè politiche, sindacali, ricreative, mediatiche etc - si prodigano nel trovare un unico capro espiatorio delle "bruciature " di cui sopra. Senza prendere le difese di nessuno, veramente si crede che il sistema bancario abbia scientemente proposto mutui a tasso variabile nella consapevolezza della difficoltà futura dei prenditori?Veramente si crede che le difficoltà dei mutuatari siano i vantaggi dei mutuanti? Manca quindi non solo cultura finanziaria, ma anche la volontà di assumersi in prima persona la responsabilità di atti personali che, essendo ormai così diffusi e frequenti, si vorrebbe fossero supervisionati da qualcuno (magari da chi prima ci inondava di bot così sicuri e redditizzi).
Il problema in Italia, molto più grave che altrove, é che l'informazione e quindi l'educazione finanziaria é sempre stata distorta o in conflitto d'interessi. Difficilmente si curano gli interessi dei risparmiatori o dei consumatori, pur riservandosi il giusto profitto. Si é sempre cercato di alimentare una rendita con situazioni di scarsa concorrenza e trasparenza. E magari in Italia la chiamano o la fanno passare per fidelizzazione del cliente.