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LARGO ALLE GIOVANI IMPRESE*

di Thomas Philippon, e Nicolas Veron, Categoria Concorrenza e Mercati, / Europa, Data 03.03.2008

Le grandi imprese europee se la cavano bene nella competizione internazionale. Invece, hanno difficoltà ad affermarsi le start up, al contrario di quanto avviene negli Stati Uniti. Dove da tempo il sistema finanziario è in grado di garantire gli investimenti necessari alle aziende emergenti. L'Europa dovrebbe allora rivedere la regolamentazione prudenziale, aprire il settore a soggetti non banking e stabilire regole semplici valide per tutti. Insieme a una tassazione omogenea delle attività finanziarie e alla armonizzazione delle norme sulla bancarotta.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Banche: fatevi da parte
    Nome: donata cappelli  Data: 08.04.2008

    Purtroppo il sistema bancario italiano rappresenta uno dei più seri ostacoli alla modernizzazione del nostro Paese. Il problema fondamentale sta nel fatto che le banche non sanno valutare il business delle imprese, non conoscono i mercati né i prodotti, di fatto non sanno (non vogliono) fare quello che sarebbe il loro mestiere: valutare il rischio. La difficoltà nell’accesso al credito è oggettiva anche per le imprese esistenti che, almeno, possono presentare bilanci pregressi e assets patrimoniali in garanzia. Figuriamoci le start-up, che non vantano grandi patrimoni né trend passati, che addirittura hanno un’idea nuova, basata su innovazioni tecnologiche, scientifiche, commerciali, non ancora testate. Soluzione per le start-up? Puntare sui soggetti non banking. Largo a nuovi fondi pre-seed, seed e private. Benvenute le partecipazioni a questi fondi di enti locali, fondazioni bancarie in misura, magari, decrescente quando si passa dal seed al private equity. E infine nuove borse. il MAC poteva essere un tentativo apprezzabile per facilitare l’accesso ai mercati finanziari delle PMI ma purtroppo, ancora una volta, sembra un gioco tutto tra banche: fanno le palle e se le tirano.

  • MERITOCRAZIA FINANZIARIA
    Nome: MARCO MUSCETTOLA  Data: 16.03.2008

    Per quanto riguarda le capacità che le microimprese start-up italiane hanno di svilupparsi in maniera armonica, molte delle variabili che ci differenziano dall’ambiente macroeconomico americano si possono ritrovare nella gestione del credito delle nostre banche. Il sistema finanziario italico, infatti, è sempre stato sorretto su una solo apparente concorrenza tra intermediari, una forte frammentazione delle attività produttive, un’estrema e arrogante ignoranza imprenditoriale ed una vincente plutocrazia e clientelismo praticato dalle banche. Le erogazioni di denaro sono da sempre finalizzate a finanziare imprese che hanno già superato la fase di start-up, piena di troppe incognite, avendo sempre come contropartita la patrimonialità, o almeno il nome, del debitore piuttosto che la sua capacità di rimborso, la sua idea e, pertanto, la sua redditività (tutte queste capacità indiscusse di un’impresa che crea valore e che fa fruttare gli investimenti/risparmi migliorando anche tutto lo status economico circostante).