
In campagna elettorale, Sarkozy ha presentato un programma corposo, che riprogettava tutta la vita dei francesi nei minimi particolari. Ha fatto proposte audaci e in genere buone. Ora molti suoi progetti sembrano sprofondare nelle sabbie mobili della politica. Il metodo che porta ad aprire contemporaneamente più fronti, comincia a mostrare i suoi limiti. Meglio forse gerarchizzare le riforme, cominciando dalle più importanti e mettendosi in condizione di poterle realizzare. E se la priorità è la disoccupazione, bisogna riformare il mercato del lavoro.
Sarebbe così semplice riacquistare tutte le licenze dei tassisti? Vediamo. Esistono 67000 licenze in francia, ad un prezzo medio di 100 000 euro fa 6,7 miliardi di euro. La collettività dovrebbe quindi pagare 6, 7 mld per compensare i tassisti che fanno traffico di licenze, in principio gratuite. Tanto semplice evidentemente non è. Veniamo ora al punto fondamentale, quello della disocupazione, che secondo l’autore deriva essenzialmente dalle 35 ore e dal mercato del lavoro. In Francia il tasso di disoccupazione è alto dagli anni ‘80 e ha raggiunto il picco nella primi metà degli anni 90’, cosa c’entrano le 35 ore? Davvero se si cambia il contratto di lavoro, svuotandolo di ogni protezione per il dipendente e si obbligano i disoccupati ad accettare qualunque tipo di lavoro, togliendo le indennità di disoccupazione, le cose miglioreranno anche se tutto il resto rimane immutato?
L'anno scorso mi e' capitato di partecipare ad un programma di studio internazionale, era la prima volta che mi trovavo a contatto ravvicinato con dei francesi senza parlare solo di calcio. Da quella esperienza avevo capito quanto noi ed i francesi siamo in realta' popoli simili, con stili di vita simili e sistemi di governo con gli stessi problemi. Si pensi che in quell'occasione mi capitò di parlare del contratto di lavoro proposto ai giovani,che le televisioni mostravano come un'infamia, in realta' quel contratto non si applicava ai detentori di titoli di studio universitari e infatti i miei amici francesi lo sostenevano. Secondo loro un' impresa non avrebbe mai assunto a tempo indeterminato un ragazzo di preparazione modesta, ma attraverso il periodo "di prova" di 6 mesi le persone in gamba avrebbero comunque potuto farsi avanti. Leggere questo articolo non fa altro che ravvivare in me questa coscienza di similarita' con i francesi, e mi viene da dire, tristemente, se non ce la fa Sarko' come possono farcela Veltroni o Berlusconi?!