
Le indagini dell'Istat e della Banca d'Italia confermano che il nostro paese ha un grado di disuguaglianza di reddito superiore alla media europea, mentre la ricchezza netta presenta una distribuzione ancora più diseguale. Nella Finanziaria 2008 non è prevista una misura significativa di contrasto della povertà. Ma prima della crisi, il governo sembrava intenzionato a tornare sul tema dell'esclusione sociale. Sarebbe comunque opportuno assegnare una chiara priorità alle politiche per i più poveri e indicare l'ammontare di risorse disponibili nel prossimo futuro.
Credo che affrontare il problema della povertà e mi riferisco a quella delle famiglie dal punto di vista delle diseguaglianze di reddito e della redistribuzione ( assai difficile da indirizzare esclusivamente a questi) non porti da nessuna parte. Un federalismo con tasse locali differenziate sui consumi ovvero una Imposta sul valore aggiunto da 0 a 25 potrebbe risolvere il problema in maniera più corretta. ( alimentari di ampio consumo: Iva allo 0 caviale 25%) Ai poveri non dovrebbero interessare le disuguaglianze di reddito o di ricchezza ma la possibilità con le loro risorse scarse di accedere ad un numero maggiore di consumi che in linea di principio sono di volano e crescita per tutti.
Per la verità ne stanno parlando un po' tutti. Sarà uno dei temi caldi della campagna elettorale. E' il passaggio dalle parole ai fatti che sembra più difficile