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Commenti

CONCORRENZA, LIBERALIZZAZIONI, PRIVATIZZAZIONI

di Carlo Scarpa, Categoria Concorrenza e Mercati, Data 31.01.2008
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Liberalizzazioni
    Nome: gant  Data: 12.04.2008

    Quando Berlusconi dice che lui non metterà le mani nelle tasche degli italiani bisogna ricordargli che durante il suo governo i salariati/pensionati hanno subito una tassazione di oltre il 50% del proprio reddito! Infatti la perdita del potere di acquisto è dovuto esclusivamente alla mancanza di concorrenza nelle libere professioni ed in parte alla distribuzione di beni.Ricordo bene l'appoggio dato da Federfarma e Ass.Notai ( casta) a Berlusconi alle ultime elezioni ( quello fu il vero motivo della rimonta su Prodi ). Non capisco come possa un piccolo imprenditore,che si batte tutti i giorni in un mercato fortemente concorrenziale, votare un politico - Belusconi- il quale protegge questi privilegi !

  • Concorrenza
    Nome: Francesco M.  Data: 06.02.2008
    Mi associo a Sergio nel ringraziamento per l'opera di Bersani, convinto che la poca incisività e il fallimento di alcune misure in materia siano figlie, più che della debolezza della maggioranza, della frammentazione delle componenti economico- sociali del Paese, tese prevalentemente alla strenua difesa di interessi particolaristici, spesso anacronistici.
  • Liberalizzazioni
    Nome: ciro daniele  Data: 05.02.2008

    E' del tutto velleitario liberalizzare un settore lasciando tutto il potere di mercato ad un paio di grandi imprese. Sraffa ha dimostrato quasi un secolo fa che non può esserci concorrenza se esistono economie di scala che avvantaggiano le imprese più grandi. Molte liberalizzazioni sono fallite perchè ci si è limitati a togliere qualche (modesta) barriera all'entrata, mentre sarebbe stato necessario mettere qualche barriera alla dimensione massima (lo Sherman Act di quasi un paio di secoli fa insegna).

  • Il settore delle Risorse Idriche: dalla liberalizzazione alla gestione pubblica
    Nome: Gabriele Ferrante  Data: 05.02.2008

    L'attuale crisi di governo ha interrotto il processo di riforma del settore che prevedeva la gestione pubblica del servizio. Con tale riforma il settore ritornava inevitabilmente a quella organizzazione inefficiente che si era tentata di superare con la Legge Galli (1994) che avrebbe permesso al settore lo sfruttamento delle economie di scala e l'individuazione di un gestore unico di ambito che garantisse efficienza e qualità del servizio. Questo intervento strutturale sembrerebbe ormai svanito, come il tentativo di riportare indietro il settore di 14 anni e procedere a quella frammentazione gestionale considerata una delle principali cause di inefficienza. Spero, pertanto, che il nuovo governo indichi una politica di sviluppo del settore in linea con i principali paesi europei, dove, peraltro, le gare per l’affidamento del settore idrico sono la via indicata per garantire la crescita, gli investimenti e la qualità del servizio.

  • Concorrere liberamente
    Nome: francesco  Data: 05.02.2008

    Ho ancora vivo il ricordo di qualche anno fa, quando un ragazzotto di belle speranze, in capo all'iri, procedeva a privatizzare molte aziende, di settori ritenuti di interesse nazionale fino a quel momento. Sinceramente, da come poi è stato possibile evincere dalle carte e dalla storia, più che di privatizzazioni, si doveva parlare di svendite ad occasione. Come attori protagonisti, i soliti noti, come registi i pluridecorati e come pubblico, noi. Contrariamente,quindi, a quello che avveniva e avviene, nelle altre nazioni Democratiche (team di esperti non solo di nomina politica)in italia è sempre stato associato alla triade concorrenza-liberalizzazione-privatizzazione, una valenza rassimilabile a accorrete-accorrete-vendonsi a saldo! Purtroppo la materia rientra nel novero delle "decisioni politiche" pur se di numeri si dovrebbe trattare. E dato che in politica molti numeri assumono sembianze quasi umana, spero vivamente che, fino a quando, non si inizi un processo di "spersonalizzazione numerica", non si svenda altro. Come dicevano i vecchi commercialisti una volta: "pensiamo a salvare almeno la proprietà per l'avviamento ci sarà tempo".

  • Il tempo?
    Nome: Filippo Crescentini  Data: 05.02.2008
    Viene mai in mente che il governo Prodi, essendo governo serio, lavorava nella logica temporale della legislatura? Il solerte redattore dell'elenco delle cose non fatte, quello che sottovaluta perfino la decisione di vendere Alitali, considera o no ol fatto che sta facendo il bilancio di 1,5 anni e non di 5 anni di governo? Perchè quelle cose non fatte, non le aveva fatte il governo precedente? Questi almeno ci si sono impegnati. Io direi che è il caso di metterli in condizione di riprendere le cose dove le hanno lasciate. L'alternativa è che di queste cose non si parlerebbe nemmeno più.
    Risposta:

    Trovo piuttosto deprimente il fatto che constatare che Tizio non ha fatto alcune cose faccia immediatamente scattare la reazione "ma neppure Caio le ha fatte". Capisco i fan del governo Prodi, ma non è possibile constatare "serenamente, pacatamente" che certe cose sono state fatte, ma altre purtroppo no? Dire questo deve per forza rappresentare un sostegno alla parte politica opposta?
    E chi (legittimamente) sostiene il governo Prodi non riesce neppure ad ammettere che su certe cose l'accordo nella maggioranza non c'era, e non sarebbe emerso neppure se la legislatura fosse durata 90 anni...?
    per favore...
    Carlo Scarpa

  • Esiste solo il mercato?
    Nome: Paolo  Data: 04.02.2008

    Preferirei che l'acqua, il gas, l'elettricità, il futuro Wimax siano di proprietà pubblica e gestite dallo Stato in maniera efficiente. E questo credo sia possibile se ci fosse meno clientelismo e corruzione nella gestione della cosa pubblica. Non sono contrario a priori a delle liberalizzazioni in alcuni settori, ma - ad esempio - in determinati campi strategici in cui gli investimenti per aggiornare e ristrutturare le reti sono ingenti credo sia più opportuna la presenza dello Stato al fine di garantire più alti standard di qualità e accesso universale ai servizi. Dunque considero positivo che il ddl Lanzillotta sia fallito. Mi spiace, però, vedere che siamo in pochi a pensarla così e a non scrutare l'orizzonte solo attraverso la lente ristretta del mercato e della mercificazione dei diritti essenziali. Buon lavoro! P.M.

  • liberalizzazioni vs corporazioni
    Nome: sergio  Data: 01.02.2008
    La riflessione di Carlo Scarpa, ancorché equilibrata, non entra nel cuore della vicenda. Per ogni tentavivo di liberalizzazione del mercato esiste in Italia una spinta contraria basta su un perverso meccanismo di difesa di tipo corporativistico. Quest'ultimo è forse il patrimonio peggiore che ci ha lasciato il Ventennio fascista, perché tuttora permea la mentalità delle categorie sociali. Farmacisti, tassisti, notai, banche e altre categorie vedono l'apertura al mercato come una fonte di eccessiva flessibilità. In altri termini, l'economia di mercato piace solo a parole oppure quando riguarda gli altri. Al ministro Bersani va il mio sincero ringraziamento per quanto ha potuto fare per combattere la vera malattia del Paese.
    Risposta:

    ...Infatti non è una riflessione - è solo una scheda riassuntiva dei provvedimenti del governo...
    Carlo Scarpa

  • Grazie liberalizzazioni
    Nome: Fabio Milocco  Data: 31.01.2008
    Le liberalizzazioni sono una manna per questo Paese, il problema nel farle e nell'applicarle è che ci si scontro contro potenti lobbies, alle quali non interessa il bene dell'Italia ma solo dei solo salvadanai.