
Il fallimento del governo Prodi non è colpa della cosiddetta sinistra radicale. E non solo per il fatto ovvio che la sua caduta non è avvenuta per opera di questa componente. Era necessario e possibile uno scambio coraggioso fra un liberismo deciso e una forte redistribuzione a favore del lavoro dipendente dei giovani e delle famiglie più in difficoltà. Ma il governo non ha saputo farlo: basta guardare come sono stati distribuiti gli aumenti delle pensioni minime. O chi ha pagato l'abolizione dello scalone.
La difficoltà di un governo che voglia aiutare i più bisognosi sta nel fatto che le statistiche italiane sono inaffidabili. Quanti sono quelli che risultano incapienti e non lo sono? Quanti sono i pensionati al minimo che continuano a lavorare in nero? Quanti gli artigiani che fatturano una minima parte dei loro lavori? Mancano le case per i giovani: ma quanti sono gli affittuari delle case popolari, figli o nipoti dei vecchi assegnatari? Gente che oggi potrebbe pagarsi un affitto di mercato, gira in Bmw, e magari si lamenta anche della scarsa manutenzione delle loro case. Un'esperienza personale: un appartamento signorile degli anni 30 a Milano in zona vecchia fiera, in base al catasto milanese risulta di minore valore di un bilocale del 60 nella periferia di Genova! E quando Visco dice che bisogna rivedere il catasto (e quini l'Ici) si grida allo scandalo e, anzi, si deve abolire l'Ici a tutti!
grazie
luigi curioni
Chiunque vincera le elezioni non ha nessuna possibilita, oltre la capacita, di ridurre il deficit dello stato. La macchina pubblica, la giustizia,etc in gran parte e incapace a modernizzarsi inquanto nel ns DNA, il pragmatismo e la capacita di seguire un obiettivo per ottenere il risultato lavorando in équipe, semplicemente non siste. L''educazione familiare e la formazione nelle scuole in generale non prepara dei cittadini capace di affrontare le difficolta con realismo. L'unica solzione potra essere : L'Italia esce dall'Euro per un periodo di 3/5 anni e svalutando la nuova Lira massicciamente riducendo cosi il debito con una forte inflazione alla SudAmericana tanto per intenderci. Dopodiche se riusciremo a comportarci seriamante potremo rientrare nell'Euro e riprendere il camino su basi diverse.. In fondo non siamo poi cosi differenti dagli Argentini!
Più semplicemente perchè non aveva i numeri e la squadra era una accozzaglia di individui troppo diversi uno dall'altro: per generazione, per cultura, per ambienti frequentati. A questo si può aggiungere la lentezza dell'azione politica, sempre alla ricerca del consenso di confindustria e dei sindacati e la difficile comprensione dei suoi atti di cui si sarebbe vista la logica in futuro. Mi auguro che veltroni sia più chiaro, ma non mi sembra.
Apprezzabile e molto incisivo l'articolo.Ma a mio avviso lo "scambio coraggioso", in Italia del tutto auspicabile, prevede un governo forte e autorevole numericamente e politicamente. Prodi con una maggioranza esile e poco coesa non ha avuto nessuna possibilità (e forse capacità) di predisporre politiche forti e autorevoli. Non credo che il problema sia di destra o di sinistra. Speriamo che il prossimo governo avrà la consapevolezza che lo "scambio coraggioso" è indispensabile al progresso del nostro Paese e avrà la forza per attuarlo.
Non sono d'accordo che nella distribuzione degli aumenti si sia tenuto conto degli anni di contributi versati. Si trattava di distribuire risorse previdenziali, non fiscali. Se si vuole combattere la povertà si devono usare risorse fiscali, non previdenziali. E' giusto che la gente comprenda che la sua pensione futura sarà proporzionale a quanto ha versato e non da misure politiche favorite da lobby. Si metta poi nei panni di chi ha versato contributi per 40 anni e si vede dare lo stesso aumento di chi ne ha invece versati per 15 anni, lavorando - magari - in nero per il resto della sua vita.
La distribuzione delle risorse a pioggia non risolve i problemi dei ceti deboli e sembra piu' uno spot elettorale che una manovra sociale; il vero problema è garantire una protezione sociale ai ceti deboli e spingere sul liberismo una volta garantita questa protezione; spingere sul liberismo pero' vuol dire eliminare i tabu' della uguaglianza sociale da raggiungere conla redistribuzione del reddito. complimenti a prof.Giavazzi per le sue analisi lucide e piene di buon senso
A me sembra invece, e proprio che lo "scambio coraggioso fra un liberismo deciso e una forte redistribuzione a favore del lavoro dipendente dei giovani e delle famiglie più in difficoltà" sia stato impedito proprio dal sindacato e dalla sinistra radicale che, in italia, non difende i poveri (intesi come eredi dei proletari) bensì posizioni ideologiche - la sinistra italiana ha notoriamente in odio la famiglia, questo è evidente - che finiscono per tutelare i dipendenti, anche pubblici, che già sono ipertutelati (sebbene anche ipertassati, forse). in proposito concordo con la proposta del prof. giavazzi secondo cui anche i dipendenti dovrebbero pagare direttamente, e senza sostituto, le imposte così da rendersi conto del prelievo. mi domando, da elettore non ideologico, le riforme profonde chi le farà?
La "caduta" invero è dovuta alla ristettezza del margine della maggioranza al Senato incapace di buffering erosioni della maggioranza stessa (Mastella \Dini), altra questione è lo scarno bilancio che La Voce sottolinea di una azione di governo confusa e sempre insoddisfacente, incalzata, aggiungiamo noi, da diatribe interne e una demagogia della opposizione implacabile, il tutto condito,in partenza, da una mancanza di leadership della coalizione.