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IL TRAMONTO DELL'ISPANO-TEDESCO

di Salvatore Vassallo, Categoria Istituzioni e Federalismo, Data 29.01.2008

Al di là dei potenziali effetti e delle sue implicazioni sistemiche, difficilmente il Vassallum sarà adottato. Molti partiti non accettano che l'assegnazione dei seggi sia appesa a un meccanismo non manipolabile e non prevedibile come il voto personale nei collegi uninominali. Per approvare una legge elettorale simile, i due maggiori partiti dovrebbero mettere sotto tensione i rapporti con gli alleati e turbare parte del loro elettorato. Il ciclo infinito dei tentativi di riforma è destinato a continuare. E tra un anno dovrà essere convocato il referendum.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Contenere la "distorsione" ma assicurare la governabilità
    Nome: Claudio Leporelli  Data: 03.02.2008

    Non mi piace il termine "distorsione" usato da Vassallo: è distorsivo che i voti a Rifondazione facilitino un governo Berlusconi. L'ideale sarebbe: un diritto di tribuna in una camera iperproporzionale e la formazione di maggioranze coese in una camera che dà la fiducia. Il doppio turno o doppio voto è essenziale per dare a tutti la possibilità di scegliere "il meno peggio" senza rinnegare le proprie scelte "ideali". Per arrivarci è necessario tener conto del potere condizionante dei piccoli che paralizza il cambiamento. Un opportuno premio di maggioranza lo può fare, rendendo leggibile e limitata la distorsione. Un premio può "distorcere"meno di sistemi senza premio (inglese, francese, etc.). Se si modificasse l'esito del referendum limitando il valore massimo del premio e attribuendolo con un voto distinto (al partito più votato) i piccoli potrebbero sentirsi più protetti. Nel contempo i grandi potrebbero attuare politiche di "due forni bipolari". Salveremmo un bipolarismo distrutto perché l'astensionismo alle estreme oggi conta di più della mobilità al centro. Un consiglio alla sinistra: in cambio di coalizioni alla Camera consentite al PD di essere il solo presente al Senato.

  • Sistema elettorale
    Nome: franco benincà  Data: 02.02.2008

    L'analisi del prof. Vassallo trova la mia approvazione. Vorrei solo aggiungere che la difficoltà di un accordo nella legge eletorale risiede anche in ragioni storiche. l'Italia dei partiti voluta dal Costituente è il portato ideologico di una cesura con il passato fascista, dove della libertà elettorale fu fatto strame. I meccanismi elettorali e la mutazione delle regole si adatta al contesto storico-sociale di ogni periodo in cui si è modificata la legge elettorale: proporzionale con il famoso "conventio ad excludendum" del PCI e dal 92 il tentativo di inserire un sistema anglosassone maggioritario bipolare. Ma ciò che in definitiva non è cambiato è l'elettorato. fortemente collocato in centro sul quale le due coalizioni giocano a rosicchiare i voti e spostare l'equilibrio dell'elettore mediano. I regolatori dei partiti lo sanno e certo non costruiranno regole così innovative da cedere il controllo su tale meccanismo che rende la scheda elettorale un foglio in balia del vento.

  • Sistema elettorale
    Nome: giovanni gisonda  Data: 01.02.2008

    Spero che l'insistenza di gran parte dei partiti di centro-sinistra nel chiedere un più equo sistema elettorale sia solo strumentale, cioé teso a procurarsi un argomento polemico contro la destra ingorda nell'approfittare del momento favorevole più che dell'interesse nazionale. Se si da per scontato che la destra vinca le elezioni, una legge migliore le assicurerebbe una vittoria più facile e un governo più tranquillo. Perchè il porcellum é fatto a misura per la parte perdente; il CS dovrebbe restituire lo scherzo fatto dal CD nelle precedenti elezioni: concentrare tutti gli sforzi al senato, candidando li i suoi uomini migliori, a cominciare dallo stesso Veltroni e dai presidenti di regione allo scopo di rendere quella camera ingovernabile; allora si tutti tornerebbero a chiedere una nuova legge elettorale. Furbizie? In un Paese di furbi...

  • Referendum e sciogliemento del solo Senato
    Nome: Massimo GIANNINI  Data: 31.01.2008

    Io credo che alla luce della situazione attuale due cose si debbano fare per rispettare la volontà popolare e la Costituzione e in caso Marini non riesca a mettere d'accordo i partiti. La prima é indire il referendum, che mi sembrerebbe un obbligo anche se in Italia c'é una tradizione a non tener conto dei referenda. La seconda é visto che la sfiducia é arrivata dal Senato e lì stanno i problemi maggiori e di tutti i tipi, sciogliere solo quella Camera come la Costituzione rende possibile (art. 88). Se al Senato verrà fuori una maggioranza diversa le larghe intese saranno obbligate...ma almeno si saranno seguite trasparenza, procedure e Costituzione smettendo di fare i giochi della politica...

  • stiamo perdendo una grande occasione
    Nome: francesco iannello  Data: 31.01.2008

    La crisi di governo ha aperto la strada a due possibili scenari: o elezioni anticipate con l'attuale sistema elettorale oppure un tentativo difficile quasi disperato di arrivare a una riforma della legge elettorale per poi andare alle elezioni; concordo con Giannini sulla possibiltà del referendum ma anche qui i margini sono molto stretti; riformare la legge elettorale é un'intenzione nobile ma non vorrei che si arrivasse con un accordo molto stretto soprattutto se l'approdo é la bozza Bianco. Il testo di Vassallo era ed è, attualmente, il miglior approdo possibile per ridurre la frammentazione e per tentare di preservare la dinamica bipolare.

  • Due domande al prof. Vassallo
    Nome: Stefano Manestra  Data: 30.01.2008
    Ho due perplessità sulla proposta del professor Vassallo: 1) i collegi uninominali funzionerebbero a turno unico; perché non dovrebbero continuare ad essere decisivi i voti "marginali" dei piccoli partiti, come avveniva con il sistema Mattarella? 2) Visto che la proposta incontra comunque il veto dei partiti medi, non è meglio cercare di "sbancare" e puntare direttamente al più semplice doppio turno? P.S.: si potrebbe smetterla con il latino maccheronico? "Mattarellum" era un termine simpatico e originale, ma quell' "um" appiccicato ovunque è ormai stucchevole.
  • Sistema elettorale
    Nome: Paolo Vannucchi  Data: 29.01.2008
    Sono contro l'attuale sistema elettorale e mi sembra superfluo dire perché. L'unico sistema che può garantire governi stabili è il sistema alla francese: prima tutti poi il ballottaggio. altra cosa importante, che i candidati si possano iscrivere in una sola circoscrizione elettorale e vi siano residenti da almeno un anno. Quindi candidati legati al territorio di appartenenza. I partiti propongono, i cittadini scelgono. Al bando premi di maggioranza e alchimie elettorali che impediscono alle persone comuni di capirci qualcosa. Vorrei che tutti quelli che la pensano come me si organizzassero per manifestare in piazza e rifiutare di votare con il sistema vigente o uno similare.