
L'eccessiva durata dei processi enfatizza il ruolo delle indagini preliminari. Le informazioni raccolte e divulgate in questa fase tendono fisiologicamente a rappresentare le posizioni di una sola delle parti processuali: l'accusa. Così, la loro divulgazione danneggia il politico in uno degli aspetti che più gli sta a cuore: la popolarità. L'ironia del caso Mastella sta nel fatto che il ministro ne è stato colpito proprio quando si accingeva ad annunziare provvedimenti che, accorciando i tempi del processo, avrebbero dovuto avviare a soluzione il problema.
Non sono esperto in materia giudiziaria. Sono però convinto che nessun problema si risolve, o si migliora, "se non si misura". Se siamo convinti del danno enorme che paga il paese per un sistema giudiziario lumaca -e salto altri aggettivi applicabili- e vogliamo veramente (?) risolverlo, proviamo a quantizzare in una semplice tabella tutta una serie di indicatori sul sistema giudiziario nel suo complesso, in confronto con analoghi di altri paesi europei. Esaminiamoli con buon senso ed "onestà mentale". Forse scopriremo tante "anomalie"; per ciascuna, chiediamoci se solo noi "siamo nel giusto" e gli altri, poverini... incivili! Non intasiamo le aule di giustizia per "beghe di condominio" e simili; gli avvocati siano diffidati ad intraprenedere tali azioni (oltraggio alla corte). Chiediamoci se, nel terzo millenio, ha ancora senso spostare le cause avanti ed indietro ( magari dopo ANNI di sviluppo) da un tribunale all'altro per problemi di "competenza territoriale": lo scenario ormai è il mondo ! Chiediamoci pure se non abbiamo "sbilanciato" troppo la bilancia della giustizia: guai a chi tocca Caino (chi se ne frega di Abele!).
In questo paese senza etica e senza società civile è rimasta solo la dimensione giudiziaria. In un paese normale tanti fatti e comportamenti non si verificherebbero, e soprattutto sarebbero valutati prima di tutto con il metro dell'etica e del vivere civile, e non solo per la loro valenza giudiziaria, la quale in una società sana non può che essere l’ultima ratio. I casi Mastella oggi e Andreotti ieri sono esempi illuminanti, ma sono bazzecole di fronte a quella che viene gentilmente definita l’anomalia italiana. L’Italia è l'unico paese al mondo in mano ad una persona (o chi per lui) che da sola riunisce i 3 poteri -economico, mediatico e politico- che governano il mondo. E che, guarda caso, è partito dal primo, si è consolidato con il secondo e solo in ultimo si è interessato alla politica, il meno influente fra i 3. Quando hai in una sola mano questi 3 poteri anche un'idea francamente idiota come quella dei magistrati comunisti funziona per seminare odio, martellare e ottundere i cervelli di un popolo già di suo menefreghista, e, male che vada, farsi leggi ad hoc per derubricare reati che nessuno si sogna di sanzionare prima di tutto sul piano morale e politico.
Anche il Magistrato che sbaglia, come qualsiasi altro professionista, deve pagare. La responsabilità civile dei Magistrati fu voluta da un referendum votato da una maggioranza qualificata di Italiani. Nonostante tutto una legge che affronti il problema in maniera seria non è stata mai fatta. E' ora, anche a tutela della stragrande maggioranza dei magistrati, seri, capaci, obbiettivi, non politicizzati, che una legge seria venga fatta. Tutti quei poilitici, imprenditori, professionisti durante tangentopoli(circa il 75% degli indagati) che in dibattimento sono stati prosciolti con formula piena chi li ripagherà dei danni morali, economici della carriera persa? riflettiamo per favore anche su questo aspetto!!
Gli argomenti portati in questo articolo sono in larga parte condivisibili: molto meno condivisibile, forse lievemente preoccupante, è il tono soave con il quale viene affrontato un argomento centrale per qualsiasi discorso sullo stato della giustizia. E’ preoccupante che comportamenti censurabili sotto la voce coerenza o correttezza politica, vengano rubricati come atti delittuosi. Se di questo si tratta – e pare che l’autore non abbia dubbi - siamo all’arbitrio ed allo stravolgimento del diritto: cose che dovrebbero far orrore in un paese con un minimo di civiltà giuridica. Una ciliegina sulla torta nel “caso Mastella” è rappresentata dalla incompetenza territoriale, secondo il parere di un esperto, già n. 2 del pool di Milano ai tempi di mani pulite. La preoccupazione cresce a dismisura leggendo alcuni commenti all’articolo, nei quali compare l’istinto forcaiolo. Se vi è un nutrito gruppo di italiani che non crede nello stato di diritto, qualsiasi riforma nascerà morta.
Non mi dilungo su quanto ha gia fatto osservare Giannini nel suo post: la divulgazione di fonti riservate oltre che poter esser fatta da tanti soggetti non sempre identificabili sta quasi - a mio giudizio - per trasformarsi singolarmente in una puntuale e metodica parastrategia di difesa che ai politici indagati non credo dispiaccia. Tant'è che la applicano anche a sproposito (quando le notizie sono ormai pubbliche per diritto) sicuri non solo del ritorno mediatico favorevole che ne avranno, ma anche della facilità autistica con la quale i media replicano sempre il medesimo copione: scandalo, attacco, retromarcia, difesa a spada tratta dell'indagato. Risulta davvero singolare che in questo contesto tanto evidente nella sua logica e ripetitività, Guarneri scriva che a parlare sia prevalentemente, nella fase delle indagini preliminari, l'accusa. Durante quella fase, com'è noto, non parla nessuno, se non le fughe di notizie commentate a trombe spiegate dagli imputati e dai loro avvocati in diretta tv, mentre ai giudici non tocca neppure un minimo diritto di replica. Che la popolarità del politico diminuisca, direi che è del tutto da dimostrare...Son gli stessi da secoli.
Riguardo alla lungaggine della giustizia italiana e ai conflitti che questa genera non sarebbe più semplice convertire in legge il principio secondo cui il processo è prescritto se il reato viene scoperto dopo un numero ragionevole di anni, e viene invece portato a termine senza prescrizione del reato se lo stesso si palesa in precedenza? Si eviterebbe così la rincorsa al cavillo burocratico per allungare i processi nell'attesa che gli stessi vadano in prescrizione. Che cosa ne pensa?