
Anche in Italia sembra crescere la malpractice medica e per questo è stata istituita una commissione di inchiesta. Tuttavia, gli errori medici non sono necessariamente indice di una sanità in crisi, quanto il risultato dell' evoluzione della relazione medico-paziente. A far crescere i costi sociali, compresi quelli assicurativi e da medicina difensiva, è la dissociazione errori-responsabilità. Primo compito della commissione è allora chiarire i termini dei problemi, troppo spesso fraintesi dalle parti in causa, partendo da una ricognizione empirica nazionale del fenomeno.
In questo campo non esiste proprio la responsabilita'. Non esiste nemmeno se un medico controfirma una richiesta di rilascio porto d'armi e il giorno dopo lo svitato di turno, quasi sempre un povero malato mentale sfuggito alla cure, ammazza 2-3 persone. E non accade piu' di rado. Non e' responsabile lo psichiatra nemmeno nelle altre situazioni. E' dificile provare se un giorno X un suo paziente era o non era in crisi psicotica, se era seguito e se le cure erano giuste o corrette.. Al nostro caro psichiatra basta ribadire banalmente e nel solito modo, a qualsiasi accusa, per scaricare qualsiasi responsabilita': "... non ho potuto agire per non rovinare il rapporto terapeutico... (cosi' spedisce in giro malati gravi imbottoti di psicofarmaci in motocicletta)... " e altre simili stupidaggini. C'e' molto da pensare e da rabbrividire. Penso che Beppe Grillo e sostenitori dovrebbero iniziare ad occuparsi di questo gravissimo problema della salute mentale, dove gli operatori sono degli abusatori di psicofarmaci e per giunta incompetente (molti sarebbero bene accolti come braccianti agricoli), le responsabilita' non esistono e i pazienti abbandonati a sé. Capita da quasi 30 anni...
Fra le iniziative portate avanti a livello regionale/provinciale per elaborare una soluzione al problema che Veronica Grembi analizza nel suo contributo vorrei segnalare una ricerca esistata in un volume che qualche anno fa ho curato assieme a Giovanni Pascuzzi e ad un gruppo di studiosi dell'Università di Trento: "La responsabilità medica nella Provincia Autonoma di Trento: Il fenomeno. I problemi. Le possibili soluzioni" v. http://www.jus.unitn.it/dsg/pubblicazioni/altre/izzo/home.html
Un bimbo di 17 mesi muore per un banalissimo prelievo di sangue. L'accaduto è avvennuto presso l'Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII di Bari, dove il povero bimbo è stato ricoverato per 17 giorni. Assurdo! E' del tutto inammissibile che tragedie del genere continuino ad accadere nel nostro paese. Posso capire nell'Africa nera, dove magari non hanno neanche le siringhe, ma nel resto del mondo NO! Altrettanto assurdo è che in una struttura del genere manchi la RIANIMAZIONE! Vergogna! Questa è la sanità italiana! Tutto il mio cordoglio va a quelle famiglie colpite da queste assurde tragedie ma, per chi ha colpa non ci sono parole che tengano, l'ergastolo è un lusso!
Che la materia necessiti un approfondimento non c'è dubbio; altrettanto non c'è dubbio che le analisi devono fondarsi sulla conoscenza dei fenomeni. Correttamente l'autrice utilizza il condizionale nel citare i dati sugli eventi avversi. Per evitare un allarmismo (...che viene da chiedersi a chi giova...) sembra il caso di segnalare che la stima di 320.000 eventi avversi è probabilmente una pedissequa applicazione delle frequenze riscontrate dall'Harvard Medical Practice Study (del 1984 e condotto in un contesto del tutto diverso da quello italiano!). La stampa da anni lancia il messaggio di un allarmante incremento del fenomeno citando però sempre lo stesso (e costante) dato di 320.000 danni (cfr. le slides di L. Franzi scaricabili da www.assr.it). Esistono però alcune evidenze empiriche che concordano nel dire che almeno la sinistrosità non sembra in significativa crescita e, almeno nel Centro-Sud, ha dimensioni economiche così modeste da spingere alcune aziende sanitarie a rinunciare alla copertura assicurativa (cfr. Sole 24 Ore Sanità nov. e dic. 2007), smentendo così "gli allarmi". Il dato mi risulta si confermi dalle analisi svolte dall'Osservatorio lombardo.
Che dire allora dello nota della finanziaria che disciplina, contravvenendo al contratto nazionale di lavoro dei dipendenti ospedalierie e alle normative UE recepite dal governo,i n merito al diritto al riposo dopo un turno di lavoro superiore alle 8 ore? Di chi è la responsabilità della stanchezza?
Da qualche parte ho letto che i piloti d'aereo hanno delle buche delle lettere anonime in cui inseriscono dei resoconti degli errori che fanno in modo che questi divengano di dominio pubblico ed aiutino gli altri piloti a non ripeterli, forse, associata anche ai meccanismi di responsabilizzazione di cui parlate anche un'innovazione del genere potrebbe in qualche modo aiutare.
Condivido molte delle argomentazioni. Al riguardo alcuni punti da tener presenti: l'evento avverso in medicina, come ampiamente dimostrato dalla letteratura, è inevitabile; non sempre è dovuto ad un errore umano ma alla organizzazione complessiva ( ad esempio per la terapia vi dovebbe essere il controllo delle grafiche da parte di due medici: ma l'organico lo consente sempre?) o ad eventi non prevenibili; il paziente danneggiato ha diritto ad un indennizzo solo in caso di colpa del medico ( è un danno per il paziente stesso che in caso di effetti collaterali anche gravi non viene indenizzato se l'operato medico è corretto) -le aspettative nei riguardi della medicina sono , spesso per colpa del trombonismo medico televisivo, esagerate: non si accetta il limite della vita,o delle cure -aprire ,con un contratto a percentuale con uno studio legale, una richiesta di risarcimento, magari appoggiata da una perizia medico legale chiaramente errata non è pericoloso: non ci sono conseguenze per lite temeraria o per i periti che sostengono tesi assurde ed errate; è una partita in cui chi fa la richiesta o vince o pareggia ; il medico o pareggia o perde... Dimenticavo sono un medico
Davvero un ottimo articolo, complimenti. Mi sono permesso di ripubblicarlo sul mio blog. Spiega in maniera davvero molto chiara la situazione della malpractice medica in Italia, e il lavoro (molto oneroso) che spetta alla commissione parlamentare. Personalmente penso che in futuro assisteremo a una graduale privatizzazione del sistema sanitario; in questo modo si verrà a creare, tramite il pagamento di un'assicurazione sanitaria privata (come in Usa), l'indotto di denaro necessario per garantire il funzionamento del sistema stesso. Ma è un mia opinione, e da ignorante in materia;) Saluti Alberto