
La crisi di fiducia verso il sistema bancario rischia di trasmettersi ad altri settori dell'economia e portare alla più grave recessione americana degli ultimi decenni. La vicenda dei mutui subprime, seppure di dimensioni contenute, ha mostrato tutte le debolezze dell'enorme piramide di carta costruita con gli asset-backed commercial paper. Un meccanismo che ha permesso alle banche internazionali di concedere una grande quantità di crediti facendosi finanziare dal mercato senza utilizzare il capitale di vigilanza e senza registrare alcunché nei bilanci.
No, la crisi è lungi dall'essere terminata; anzi il centinaio di miliardi di dollari sin qui annunziati tra svalutazioni e perdite su crediti rappresenta solo il primo impatto. Ammettendo che la pulizia dei bilanci sia finita qui, vi sarà da sistemare l'impalcatura regolamentare dei mercati. E fosrs'anche da ripensare agli assunti di base di "Basilea 2", foocalizzati sui rating esterni (che non si sono dimostrati affidabili) ed interni (di cui, viste le performace delle banche specie angloanericane, evidentemente non ci si può fidare granchè). In più, taluni organismi e fora internazionali, tra cui l'FSF, dovrebbero fare un po' di introspezione autocritica per come hanno dilazionato nel tempo anche il solo avvio di un serio dibattito su derivati e regolamentazione. In ogni caso, Hamaui ha una grande esperienza del mercato e dei titoli sintetici, e le cnsiderazioni espresse nell'articolo mi trovano molto d'accordo.
Certo che non è finita, la gente è stata spinta ad acquistare oltre le sue necessità, per ostentare un tenore di vita al di sopra delle propie possibilità, spessissimo indebitansosi per beni futili; auto enormi con consumi spropositati, accessori moda costosissimi e spesso non di qualità etc. etc. Vedrete quandop scoppierà il bubbone carte di credito. Cordiali Saluti
La relazione al 31 maggio di BankItalia già diceva che il valore nozionale sotteso dalle operazioni in derivati era 10 volte il Pil mondiale; il prof.Onado, qualche giorno fa, quantificava, solo per l'America, non meno di 47mila miliardi di dollari, cioè 4 volte il pil americano. Non si sanno le cifre per l'Europa, ma si sapranno ad aprile, quando il comitato internazionale presieduto da Draghi, darà il resoconto. Ora sarà meglio aspetare tale relazione. Per il momento l'unica cosa che le banche centrali possono fare è aiutare le banche, ma punire i responsabili.