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ASPETTANDO UN EURO PIU' DEBOLE *

di Charles Wyplosz, Categoria Moneta e Inflazione, Data 08.01.2008

Oggi l'euro è forte, ma tornerà a deprezzarsi. Quando? Probabilmente, abbastanza presto. L'amministrazione Bush sembra correre ai ripari sul disavanzo pubblico. E con la crisi del mercato immobiliare le famiglie americane riscoprono il risparmio. Per accelerare l'indebolimento dell'euro, la Bce potrebbe abbassare i tassi d'interesse. Ma la Banca teme a ragione l'impatto dell'aumento del prezzo del petrolio sull'inflazione. Se la recessione si espande, però, la quotazione del greggio si abbasserà. E il provvedimento sarà di nuovo all'ordine del giorno.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Forza del dollaro, forza delle armi
    Nome: Val  Data: 18.02.2008
    L'articolo risveglia un mio dubbio ricorrente, che riguarda l'egemonia militare Usa. E' possibile affermare che il valore dollaro si basa più sulla forza militare degli Usa che sui fondamentali della sua economia? Ricordo i rumors che indicavano nella scelta di Saddam (così come in quella di Chavez, demonizzato al di là di ogni sua pur colpevole demagogia e cialtroneria) di passare all'euro per il pagamento del greggio le ragioni della guerra del Golfo. Fantapolitica, forse. Ma nemmeno un bambino può credere che l'onnipresenza armata Usa sul globo terracqueo sia meramente difensiva. E' così assurdo ipotizzare una relazione tra potere militare e diffusione del dollaro come valuta internazionale? Perché nell'ambito dell'analisi economica questo aspetto è, almeno per quanto ne so, così poco dibattuto, come se fosse esterno al problema?
  • Tutta colpa del petrolio
    Nome: Ercole Palmeri  Data: 20.01.2008

    Ho rispetto per il mandato della Banca Centrale Europea, in quanto il controllo dell'inflazione è importante. Si dovrebbe però tenere in considerazione che il quadro sociale ed economico, in Europa, è molto variegato, e proprio per questo è molto difficile attuare una politica comune con l'obiettivo di controllare l'inflazione. Queste differenze aiutano anche l'inflazione energetica, che da noi sembra più vivace che altrove. Fortunatamente ci sono loro, che ancora una volta ci esportano la soluzione: la recessione, che mai come ora fu più sospirata. Il quadro attuale è chiaro, ma il futuro mi sembra un po' incerto. Sinceramente non sono così sicuro che un deprezzamento del petrolio, dovuto alla recessione, ci porti un calo dell'inflazione e quindi dei tassi. E voi ?

  • Inflazione e Carla Bruni
    Nome: Enrico Gallina  Data: 17.01.2008

    Il mio viaggio in California è appena finito e il bell’articolo di Wyplosz mi suscita due considerazioni al volo: a) forse è già in contrazione l’indebitamento delle famiglie per consumi, ma sperare in una riscoperta del gusto del risparmio mi sembra eccessivo (del resto quando mai gli Americani hanno avuto una propensione al risparmio da formiche?). Anedoctal evidence suggerisce che se le vendite di nuovi Pick Up rallentano nessuno sta vendendo l’Hummer per comprare la 500 Fiat e risparmiare la differenza (equity extraction al contrario)! Al massimo speriamo che lo converta a gas come Schwarteneger! Insomma essere costretti a rientrare sul credit card loan non significa ancora cominciare a risparmiare. b) Spero anche io che il dollaro risalga sull’euro ma conto poco sul differenziale di tasso. La BCE non può inseguire la Fed nel ribasso dei tassi per due motivi: a) istituzionali: il mandato BCE è il controllo dell’inflazione. Non anche la crescita; b) economici: l’inflazione energetica è più minacciosa in Europa (mercato interno meno concorrenziale). Certo che i politici europei sono preoccupati. Ma ogni pressione sulla BCE è un attacco alla sua indipendenza. In materia di politica monetaria deve prevalere il principio "Non parlare al conducente". Mi spiace per Sarko. Non è roba di sua competenza. (Non è meglio dedicare più tempo a Carla Bruni ?)

  • No grazie!
    Nome: mm  Data: 12.01.2008

    Chiunque abbia un minimo di cultura in materia di economia si augura che la previsione di Wyplosz non si avveri. Questo dipenderà naturalmente dalle decisioni della BCE e dal mercato. Ma la sostanza non cambia,comunque vadano le cose: il rapporto di cambio dollaro/euro non fa che riflettere una situazione reale sotto gli occhi di tutti, o almeno di coloro che sanno leggere i numeri dell'economia. Se il dollaro va progressivamente deprezzandosi nei confronti dell'euro, questo è dovuto principalmente alla debolezza di fondo del dollaro, a sua volta determinata dallo stratosferico debito pubblico americano nei confronti del resto del mondo. In poche parole semplici e chiare a chiunque, gli Stati Uniti, dopo aver invaso il mondo con la loro "carta" ed aver vissuto al di sopra delle loro possibilità grazie a questo, ora si trovano nella scomoda situazione di dover ripagare i loro debiti stratosferici e fronteggiare le valanghe di dollari che il resto del mondo vuole rispedire al mittente, prima che forse sia troppo tardi. Indebolire l'euro nei confronti del dollaro equivarrebbe in buona sostanza ad accollarsi una parte del debito Usa.

  • EURO FORTE E DOLLARO DEBOLE: QUALCOSA NON QUADRA
    Nome: mm  Data: 11.01.2008

    L'interessante ed ottimistico articolo di Wyplosz ci dice una verità...a metà. Il dollaro è debole ed è inesorabilmente destinato ad indebolirsi ancora per il semplice fatto che gli Stati Uniti da mezzo secolo hanno invaso il mondo intero con i loro biglietti da visita verdi con la faccia dello zio Sam: carta, dopotutto,nient'altro che carta. Insieme al deterrente rappresentato dalla loro indiscussa superiorità militare, il dollaro ha permesso agli Stati Uniti di instaurare la loro egemonia politica sul resto del mondo e di vivere al di sopra delle loro possibilità, a spese di quanti accumulavano i suddetti pezzi di carta nelle loro banche. Ma la nascita dell'euro (osteggiatissima da Greenspan), l'attentato alle torri gemelle e la sconsiderata guerra in Irak stanno dimostrando che questo gioco -durato più di mezzo secolo- sta per finire. In attesa che gli Stati Uniti ne prendano atto, restano in giro per il mondo migliaia di tonnellate di carta (verde e frusciante) da smaltire e miliardi di debiti da ripagare. Insomma, una situazione molto simile a quella dell'Argentina prima del default...ma di ben altre dimensioni. A voi tirare le conclusioni.

  • La BCE ed il valore dell'Euro
    Nome: M.Giberti  Data: 08.01.2008

    Ho cercato più volte di interloquire con i vari redattori dei vostri articoli sul tema. Io continuo ad affermare che la BCE tiene alti i tassi per favorire le banche e non per proteggerci dall'inflazione come viene comunemente detto. l'Euro forte ci aiuta contro l'aumento del grezzo ma come afferma Wyplosz può anche essere vero il contrario e cioè che il grezzo cresce perchè il dollaro è debole ed i paesi produttori comprano sopratutto in Europa e comunque con divise forti. Proviamo ad invertire la tendenza abbassando l''Euro agendo sui tassi e vediamo cosa succede. Tutti i paesi esportatori di beni ed importatori di materie prime ci guadagnerebbero alla lunga. Ma le banche sarebbero costrette a ridurre i loro spreads e quindi i margini. Sono più importanti le Banche o gli Stati? I banchieri della BCE farebbero bene a dimenticare le loro origini ed agire da statisti. Ricordo inoltre che per noi Italiani, ogni riduzione di 1% dei tassi di sconto implica una riduzione degli interessi sul debito pubblico di circa 15 miliardi annui.

  • Aspettando un euro più debole
    Nome: angelo  Data: 08.01.2008

    Non sono d'accordo.Le transazioni commerciali rappresentano 1/30 mi sembra dei movimenti giornalieri di capitale.Quello che muove i capitali da un mercato all'altro è il differenziale dei tassi d'interesse.Se i tassi USA calano e sono in procinto di calare ancora,con ciò deprezzando il capitale investito in BOND.....i soldi volano verso tassi migliori. Con i tassi non si governa più l'inflazione come una volta.E' una visione vecchia....vecchia come Trichet.Con i tassi puoi solo governare i cambi....appunto per la capacità che hanno i tassi di far migrare capitali e quindi far richiedere o offrire una valuta contro l'altra.Ma la BCE fa un errore macroscopico,assurdo addirittura. Non ha capito due cose :che il prezzo del petrolio è diventato il parametro di riferimento,e che gli arabi non hanno più l'anello al naso.Se tu paghi il petrolio in carta destinata alla svalutazione,il minimo che puoi aspettarti e che ti chiedano maggior carta per un barile. Trichet,da uomo vecchio,non ha capito che soltanto abbassando i tassi può riportare il cambio col dollaro a 1 - 1,10