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STRATEGIA DI LISBONA E MODELLI DI WELFARE

di Vito Tanzi, Categoria Europa, Data 27.12.2007

L'Unione Europea non riuscirà a divenire l'economia più competitiva del pianeta se non riduce significativamente gli attuali livelli di tassazione, necessari per finanziarie i costosi welfare state, e il ruolo dello Stato nella regolazione dei mercati. In un mondo sempre più globalizzato e con una competizione crescente servono reti di sicurezza che proteggano i lavoratori più esposti ai rischi del cambiamento. Ma che non possono essere i sistemi di protezione sociale pensati nel secolo scorso. Ne occorrono di nuovi, più efficienti e più amici del mercato.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • L'insostenibilità politica
    Nome: Paolo Bardicchia  Data: 08.01.2008

    Analisi ineccepibile che però si scontra con una realtà difficile. In Italia quasi il 60% dei votanti ha più di 47 anni. Questo blocco sociale non desidera ardentemente aggiustare quel sistema pensionistico che pesa in modo così forte sui conti pubblici. In Europa la situazione non è troppo dissimile ed in ogni paese esiste un ceto politicamente forte e compatto che vive di welfare e di gestione del welfare e che usa la bandiera del welfare per compattare le fasce sociali meno integrabili in una economia di mercato. La soluzione ideale è un percorso di abbandono di alcune pratiche di welfare e la contemporanea apertura di alternative non governative favorite da condizioni vantaggiose. Prendiamo l'esempio del collocamento, una riforma positiva ma non ottimale. La nascita delle agenzie per il lavoro ha aumentato l'efficienza nel placement ma non ha ridotto i costi per lo Stato perché lo ha affiancato ma non sostituito. Occorrerebbe creare un meccanismo di sostituzione del welfare pubblico che porti a: fine dell'erogazione pubblica del servizio, chiusura dei rapporti di lavoro con gli addetti pubblici a quel servizio, dismissione degli immobili (e non ritorno).

  • Nuovi modelli di welfare 1
    Nome: Cosimo Quarta  Data: 03.01.2008

    Egr. Sig. Tanzi lei scrive " L'Unione Europea non riuscirà a divenire l'economia più competitiva del pianeta se non riduce significativamente gli attuali livelli di tassazione, necessari per finanziarie i costosi welfare state, e il ruolo dello Stato nella regolazione dei mercati." , poi aggiunge "Servono reti di sicurezza che proteggano i lavoratori più esposti ai rischi del cambiamento" aggiunge ancora, e qui lo riporto con parole mie , le pensioni sono troppo basse vanno adeguate all''attuale potere d'acquisto. Non individua poi quali dovrebbero essere gli strumenti che ad un tempo aumentano le uscite e diminuiscono le entrate, affidandosi e affidando la nostra fantasia ad un generalizzato " strumenti amici del mercato" . Ritengo il suo articolo ben valido come spunto di discussione e utile richiamo verso strategie che, per realizzarsi dovrebbero, laddove non scaturire, quantomeno essere partecipate e partecipate dal basso, d'altro canto però lei non ci aiuta ad analizzare e fornire soluzioni alla problematica, perchè di soluzioni lei, almeno in questo articolo, non ne prospetta alcuna.

  • obiettivi
    Nome: mirco  Data: 01.01.2008
    Secondo il mio modesto parere dati i seguenti obiettivi per il welfare: pensioni casa sanità scuola lavoro occorre verificare i seguenti problemi per evitare che le economie europee risentano negativamente dallo smantellamento dei su citati pilastri: pensioni: non badare solo alla sostenibilità finanziaria dei sistemi pensionistici ma anche e soprattutto al fatto che l'assegno mensile finale che va al pensionato sia sufficiente per farlo vivere decentemente. Se così non fosse la sfiducia minerebbe l'economia. Casa: non solo politiche per case di proprietà ( che poi i mutui bassi sono finiti) ma anche affitti bassi pere permettere ai giovani di staccarsi dalla famiglia di origine( il problema italiano ad esempio è proprio quello dei 30enni in casa) La sanità deve essere gratuita sempre ( l'esempio degli Stati Uniti con il sistema delle assicurazioni è troppo negativo).Quindi per l'Europa si pone un problema di efficienza e diminuzione degli sprechi. Come la sanità la scuola deve essere pubblica :garantisce laicità e uguaglianza nelle opportunità di formazione almeno di partenza; è vitale per le società di democrazia liberale Protezione anche per il lavoro precario
  • "Welfare state" ed efficienza
    Nome: Gianluca Rapuano  Data: 30.12.2007
    Secondo il modello di welfare State proposto da quest' articolo l'Euorpa dovrebbe adeguarsi a livelli più bassi di tassazione per ottenere un miglioramento dell'efficienza del mercato. Mi sento di non condividere quest'affermazione. Nell' Unione Europea esistono diversi sistemi di "welfare state".E i paesi nordici sono tra quelli che hanno grandi modelli di "stato sociale" e quindi "costi più elevati" in tal senso. Secondo i dati ufficiali, nel periodo 1995-2003 (dati Ocse 2004), i tassi di crescita medi dei paesi nordici sono stati tra i più alti in Europa (Finlandia 3,6%, Olanda e Svezia 2,5%, Danimarca 2,1%),senza che ciò abbia compromesso la struttura del loro welfare state. E' vero che in generale tutti auspicano un miglioramento dell'efficienza del "welfare state", ma è vero anche che a mio avviso (e ad avviso di numerosi studi empirici), ciò non è dato da un abbassamento del livello di tassazione, che come abbiamo visto dall'esperienza nordica non pregiudica, in assoluto, l'efficienza del mercato,ma dal miglioramento dell' efficienza della spesa pubblica.Non necessariamente abbassando il livello di tassazione la società raggiunge un livello di benessere sociale desiderabile.
  • protezione sociale
    Nome: Arturo  Data: 30.12.2007

    quale sistema di protezione è "amico" del mercato? una bella assicurazione privata all'americana? Può fare qualche esempio. Grazie.