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Commenti

L'ACCISA CHE INFIAMMA LA BENZINA

di Marzio Galeotti, e Alessandro Lanza, Categoria Energia e Ambiente, / Fisco, Data 21.12.2007

Al di là degli aspetti tecnici, i meccanismi automatici di sterilizzazione degli incrementi del prezzo del barile attraverso la fiscalità pongono alcuni problemi. Intanto, ha senso fissare per legge una soglia di prezzo del petrolio? E in caso, non si dovrebbe anche aumentare l'accisa per mantenere inalterato il costo dei carburanti? Né i prodotti petroliferi sono gli unici inflattivi. Soprattutto però è sbagliato il messaggio. Perché non bisogna mai dimenticare che il petrolio è una risorsa esauribile e il suo consumo produce effetti negativi sull'ambiente.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Quando lo Stato soffoca il fattore competitivo
    Nome: Elio Marso  Data: 07.01.2008

    Il prezzo del petrolio è determinato ed uguale per tutti, ma vi sono forti differenze nell'efficienza di trasformazione. Noi europei siamo estremamente efficienti, le nuove economie e anche gli USA lo sono molto meno. Siamo arrivati all'assurdo economico che i nostri incrementi di efficienza energetica se ne vanno a vantaggio del Fisco anziché diventare un fattore competitivo. Un legislatore attento potrebbe recuperare competitività detassando fortemente i prodotti energetici, consentendo alle imprese di abbattere i costi ma soprattutto ai privati di avere maggior reddito disponibile, in particolare nelle fasce basse che hanno una domanda, particolarmente di prodotti per il riscaldamento, più rigida rispetto al prezzo. Per dare i 100 euro in più al mese in busta paga (come proposto dall'ineffabile Ministro Ferrero) basterebbe dimezzare il carico fiscale sui carburanti e sul gas, e ridurre del 30% quello sui consumi elettrici. Ma questa non è proprio la logica dei governi tax and spend...

  • I prezzi aumenteranno comunque, e presto
    Nome: Gianni Comoretto  Data: 03.01.2008
    La produzione di petrolio è chiaramente ad un punto critico, con il declino dei vecchi giacimenti a malapena compensato dalla messa in produzione di nuovi. Quindi il prezzo del petrolio, attualmente, sta crescendo alla media del 4% IL MESE, in modo da distruggere la domanda abbastanza da far bastare quello che si riesce ad estrarre. Agire sulla fiscalità non fa che ritardare (di mesi? qualche anno?) l'inevitabile, a costi di tagli altrove. Vero che per molte persone l'uso dell'auto non è facilmente eliminabile. Ma è meglio far finta di nulla fino a che il prezzo schizzerà a 3, 5, 10€/litro, o aumentare gradatamente, dando il tempo e il segnale giusto per cambiare?
  • carico fiscale sui carburanti
    Nome: gian luigi valli  Data: 03.01.2008
    Sarei veramente interessato a capire la ratio dell'applicazione dell'iva sulle accise (che a mio parere, di fatto, è una imposta sull'imposta). Per quanto riguarda l'uso irrazionale dei mezzi privati, e quindi la necessità di risparmiare una materia prima inquinante ed esauribile, finchè non vengono realizzati sistemi di trasporto pubblici o collettivi confrontabili per costi ed efficienza al trasporto privato, penso che non si possa sperare in una redicale inversione di tendenza nella propensione all'uso dei mezzi privati. Ed infine: cosa fa lo Stato per agevolare i consumatori che vogliano fare scelte nel senso del risparmio? Nulla; preferisce fare cassa con accise ed IVA sui carburanti piuttosto che ipotizzare incentivi per l'acquisto - ad esempio - di auto ibride (ovviamente più costose).
  • trasporto pubblico e privato
    Nome: Giuseppe Caffo  Data: 31.12.2007
    Abito in un quartiere semicentrale di Roma e il mio posto di lavoro dista 6 Km da casa.In automobile impiego circa 13 minuti,con i mezzi pubblici almeno un'ora. Spesso incontro mamme di famiglia che accompagnano i figli a scuola o fanno la spesa usando enormi SUV di grossa cilindrata che consumano molto carburante.Tutto ciò è pazzesco! Il trasporto pubblico (urbano e extraurbano) deve essere molto potenziato e migliorato,rendendolo conveniente rispetto a quello privato.Per chi ha denaro da sprecare, ben vengano ulteriori aumenti del costo dei carburanti.
  • L'IVA colpisce tutti i prodotti, non solo i carburanti
    Nome: Giovanni Fazio  Data: 30.12.2007
    Condivido pienamente le considerazioni espresse, compresa in particolare quella circa la difficoltà, e prima ancora l'illogicità, di definire per vie legislative il prezzo-limite di una materia prima che fa scattare interventi di tipo compensativo. Detto questo, però, vorrei aggiungere due considerazioni: 1) è ben vero che la Stato guadagna da un aumento del prezzo industriale del petrolio, ma considerato che l'accisa è un importo fisso applicato su quantità e non su prezzi, il maggior introito è legato solo alla maggior IVA ricavata dall'aumento del costo industriale dei carburanti. Ma questo vale per qualsiasi prodotto, quindi per estensione dovremmo dire che lo Stato è interessato all'aumento di TUTTI i prezzi: vi pare che sia così? 2) Il prezzo del petrolio di cui parliamo sempre, è quello delle contrattazioni a pronti (quindi con riflessi immediati sul costo industriale), oppure quello delle contrattazioni a termine (quindi con componenti eminentemente speculative), che spesso non arrivano a scaricarsi veramente sui costi industriali ma solo sulle alterne fortune di chi opera nel campo finanziario?
  • Messaggio?
    Nome: Enzo  Data: 27.12.2007

    Non credo che lo scopo delle accise sui carburanti sia e debba essere quello di mandare messaggi educativi. Sta di fatto che qualsiasi governo si trova ad essere cointeressato agli aumenti ricevendone entrate in altro modo difficilmente ottenibili .Intendo dire che queste maggiori entrate non vengono chieste direttamente al contribuente ma causate dai "cattivi" (petrolieri, paesi produttori ,ecc). Una provocazione: mantenere il legame fra accise e prezzo industriale non è un disincentivo per i governi ad attuare politiche favorevoli alla sostituzione del petrolio? Ogni riduzione delle vendite di petrolio comporterebbe una riduzione delle entrate.

  • D'accordo
    Nome: Alessandro  Data: 26.12.2007

    Sono d'accordo con la vostra tesi per cui sterilizzare gli aumenti di prezzo dei prodotti petroliferi tramite la fiscalità mascheri l'irreversibile aumento di costo per una risorsa che si sta esaurendo, favorendone quindi ancora di più il consumo e quindi l'esaurimento. Inoltre col debito pubblico italiano chiedere allo Stato incisive riduzioni fiscali è inverosimile. Tuttavia anche se la tassazione dei prodotti petroliferi è abbastanza in linea con quella europea, finchè lo Stato col sistema accisa + iva continuerà a guadagnare da un aumento del prezzo industriale sarà difficile per il cittadino credere ad un suo serio imopegno nel combattere quell'oligopolio che c'è proprio in tale settore industriale e che molto probabilmente è la causa primaria della maggiore vulnerabilità agli aumenti del nostro paese.

  • Auspicabile un intervento sulle accise
    Nome: Filippo Mattia Pollavini  Data: 21.12.2007

    Credo che nel merito della vostra tesi manchi uno sguardo pratico su quanto possa influire un intervento statale in materia di defiscalizzazione o attenuazione del carico fiscale statale sul prezzo del greggio, sulle tasche di molti italiani. Rendendomi conto che ne siete perfettamente consci, è utile però ricordare che aldilà della non opportunità "etica" di un intervento di questo tipo sul petrolio, che favorirebbe un maggiore consumo di una risorsa che produce danni all'ambiente oltre ad incidere sulla riduzione della quantità di una risorsa esauribile, il fatto che esista una soglia di spesa in benzina indispensabile per ognuno, l'alleviazone del peso di questa, per la singola economia familiare è più che rilevante. Credo sia il dovere di ogni amministratore dello stato cercare di andare incontro alle difficoltà innescate dal processo inflattivo che sta erodendo il potere d'acquisto di molti italiani, per effetto di una sommatoria di agenti (prezzi dei beni primari, prezzo del petrolio, fiscal drag etc) che costituisce il primo problema reale nella microeconomia familiare. E' quindi a mio avviso auspicabile una revisione dei meccanismi di tassazione sulla benzina.

  • Scoraggiare il consumo irrazionale
    Nome: Francesco  Data: 21.12.2007

    Sono totalmente d'accordo con le conclusioni: il prezzo del carburante deve agire da deterrente al consumo irrazionale di una risorsa che oltre ad essere scarsa genera costi esterni in buona parte irrecuperabili. Semmai occorrerebbe un'addizionale per finanziare il trasporto pubblico. A fronte degli effetti inflattivi vi sarebbero vantaggi in termini di bilancia commerciale derivanti dal minore consumo di idrocarburi per locomozione privata.