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Commenti

E LA BANCA PRENDE IL VOLO

di Andrea Boitani, e Carlo Scarpa, Categoria Corporate Governance, Data 18.12.2007

E' passato un anno dall'avvio ufficiale della procedura di privatizzazione di Alitalia. Siamo ora al momento della scelta fra i tre unici candidati. Ma i dodici mesi sono serviti a far desistere otto potenziali offerenti e sono costati altre centinaia di milioni di euro ai contribuenti. Rischiamo ora nuove spiacevoli sorprese se dovesse vincere la cordata Air One-Banca Intesa. Intanto, le banche restano saldamente protagoniste di una sorta di politica industriale in nome e per conto di governi centrali e locali che non sanno come farla o dicono di non volerla fare.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Alitalia e governance SEA
    Nome: luigi zoppoli  Data: 10.03.2008

    Le ultime banalità che i "malpensanti" contrabbandano come motivi razionali per la "moratoria"dei voli alitalia, rendono inevitabile una considerazione. Per SEA e Malpensa il rapporto con Alitalia era più che strategico vitale. La crisi di Alitalia è decennale e l'argomento Malpensa causa di gravi perdite era sul tappeto da anni. L'assenza di un business plan che contemplasse uno scenario di abbadono da parte di alitalia denota che il management si è trovato impreparato. La motivazione è evidentemente non manageriale ma solo politica: Alitalia è dello stato, quindi continuerà a pagare pantalone. Se il management avesse fatto il suo mestiere,si sarebbe profiicuamente occupata di sostituire Alitalia già da tempo. Mi pare superfluo aggiungere altro. luigi zoppoli.

  • Pretendenti Alitalia
    Nome: Luigi Zoppoli  Data: 04.02.2008

    Prosegue la telenovela horror Alitalia: AirOne non ha ancora presentato una proposta strutturata mentre i suoi sostenitori continuano a fare pressing contro AirFrance-KLM tanto più che al governo torneranno i liberali nostrani. E già sudo freddo. Via TG24 ho appreso che il dott.Tronchetti Provera ha affermato che appoggerebbe una cordata di impenditori (ovviamente) lombardi interessati ad Alitalia. Mi sono tranquillizzato: dopo l'operazione Telecom è proprio quello che serve. Ma questi hanno imparato che per le aziende di ogni tipo e per i vettori aerei in particolare oltre che know how occorrono strategie chiare e credibili ma soprattutto tanti, tanti soldi in bocca? O i contribuenti dovranno continuare a pagare gli spassi giulivi di chi vuole far impresa con i soldi degli altri? Retorica la domanda, scontata la risposta.

  • volare
    Nome: Ticonzero  Data: 23.12.2007

    Ho appena terminato la lettura dei giornali e il mio giudizio sui signori del patto di sindacato che controlla il Corriere è definitivamente negativo: in quell'intreccio di poteri che si scambiano favori si nascondono i mali del nostro paese.

  • Alitalia: italianità ed economia pianificata
    Nome: luigi zoppoli  Data: 23.12.2007

    Il cdA Alitalia sceglie, se diovuole, Air France - KLM ed immediata si scatena la canea urlata in coro da una serie di correi del disastro Alitalia. Regine Lombardia e Comune di Milano già improvvidi tifosi di Malpensa e dell'imbecillità del doppio hub, i sindacati, i soliti inconsapevoli leghisti e via di seguito. A margine osservo che costoro senza aver investito un solo centesimo in Alitalia purt uttavia pretendono di occuparsene interferendo per l'ennesima volta con l'operato del CdA. Spero che Prato tenga duro. Non son certo che il governo terrà duro. E' davvero diventata una sceneggiata e per giunta piena di protagonisti ignobili.

  • In generale, cosa pensate del ruolo delle banche?
    Nome: FRANCESCO COSTANZO  Data: 20.12.2007

    Io credo che, politica a parte, il mutato ruolo delle banche negli ultimi anni sia un riflesso della crisi economica italiana. Le aziende italiane, per inserirsi in un qualunque business di una certa importanza (ultimo caso Alitalia), ricorrono alle banche, in quanto non hanno bilanci in grado di sostenere l'operazione. Le banche, invece di fare il loro mestiere, cioè valutare la fattibilità del piano industriale, la solidità finanziaria dell'offerente e la congruità dell'offerta, si inseriscono nel business in prima persona. Invece di sostenere lo sviluppo del paese (specialmente al sud), esse fanno soltanto "operazioni finanziarie", propongono prodotti a qualsiasi debitore, spesso già sapendo che non è solvibile, e si garantiscono con il controllo dell'azienda, o mediante altri "asset". Questo comportamento è molto più diffuso con l'entrata dell'Italia nell'Euro, anche con i piccoli clienti: così le nostre banche hanno "resistito" alla crisi dei mutui. Cosa ne pensate? Credete che il Governatore Draghi dovrebbe esprimersi in merito?

  • domanda
    Nome: dott tommaso biscossi  Data: 20.12.2007

    Sono un profondo sostenitore del libero mercato che non ritengo essere l'ottimum in se stesso ma che con le giuste redini risulta essere di sicuro un qualcosa che porta giovamento alla societa'; quando parlo di redini sottintendo antitrust e altre misure correttive. Sulla privatizzazione del nostro vettore concordo pienamente con quanto scritto ma vorrei sottolineare come alcuni paesi, tra cui la Francia adottino politiche molto ostili verso le compagnie straniere che intendono investire in societa' nazionali(enel-edf); sulla base di questo come non avanzare qualche remora su air france e come non pensare che alitalia possa diventare per il primo gruppo aereo del mondo un semplice vettore regionale con competenza sulla macroregione del golfo e del mediterraneo?

  • Le vendita di Alitalia al milgior offerente
    Nome: antonio petrina  Data: 19.12.2007

    Ma se alle perdite di circa 269 milioni di euro per i primi mesi del 2007 di Alitalia non v'è che la soluzione del codice civile agli artt. 2446-2557 che prevede la riduzione del capitale corrispondenti alle perdite o la ricapitalizzazione dello stesso come nell'offerta del gruppo francese con l'offerta allo Stato ( di 0,31/cent. per azione ) che l'ha messa in vendita al miglior offerente e che è maggiore azionista perchè si deve aspettare fino al 15 gennaio 2008 per dire di sì dal management di Alitalia a quella offerta più vantaggiosa ed in linea con il codice civile , con il mercato e su basi industriali, come auspicava Locatelli su Il Sole 24 ore del 9.12.2007 ?

  • E la banca prende il volo
    Nome: Marco Giovanniello  Data: 18.12.2007

    Gli autori dovrebbero sapere che non c' è al mondo nessun polo finanziario che non sia direttamente collegato con tutti gli altri rilevanti. Per questo in Germania l' aeroporto intercontinentale è a Francoforte, non a Berlino, in Svizzera è a Zurigo. Che si tratti di mantenere una buona posizione nell' industria della moda, una seconda fila nella finanza europea, uno strapuntino fra le sedi europee delle multinazionali, non è affatto sciocco che l' imprenditoria lombarda chieda di avere voli intercontinentali diretti. Nella vendita di Swiss a Lufthansa la Svizzera fissò dei paletti non sull' occupazione, ma sui collegamenti intercontinentali che dovevano restare a Zurigo. Lo stesso hanno fatto i Paesi Bassi nella fusione di KLM in Air France. Il Governo italiano invece si accontenta di uno zero assoluto per Malpensa, dove ha tra l' altro investito cifre rilevanti, ovvio che le comunità locali si preoccupino del proprio futuro. Le banche hanno permesso la ristrutturazione di FIAT, allo stesso modo potrebbero fare con Alitalia, che da risanata potrebbe fondersi su basi meno penalizzanti per il Paese.

  • Banche in volo
    Nome: luigi zoppoli  Data: 18.12.2007

    L'articolo va sottoscritto parola per parola. La sensazione di fondo della tristissima vicenda Alitalia è che in questo paese il capitalismo liberale è "roba" sconosciuta. La cordata AirOne-Banche con tutto il rispetto per AirOne ed il suo capo, è una soluzione i cui tifosi, quelli che hanno devastato Alitalia per decenni, dimostrano di non voler mollare la presa. E le banche, invece di fare il loro mestiere, reggono il sacco del dirigismo sovietico.La contropartita che ne ricevono è la perpetuazione di monopoli che, pur apparendo meno duri, rimangono protervi e costosi per i consumatori. Gli stessi depredati dalle migliaia di miliardi sprecati per Alitalia. Luigi Zoppoli

  • AirFrance VS AirOne
    Nome: Giovanni Cavallaro  Data: 18.12.2007

    L’italianità della nostra cara compagnia di bandiera si spera che finisca di dare i suoi frutti. Il problema evidentemente non è stata la mancanza di risorse economiche quanto l’incapacità di adeguarsi ad un settore che nel giro di pochi anni, aprendosi alla concorrenza, ha fatto prevalere la legge del più bravo. Dunque, l’Alitalia ha bisogno di una strategia vincente, di imparare dai più bravi e perché no farci anche guidare. La domanda da porsi è: da chi è più probabile che venga questa expertise, dal più grande gruppo aereo europeo o da una banca? Ed inoltre pur di avere l’italianità della nostra compagnia di bandiera siamo disposti a pagare ad un prezzo di monopolio un volo nazionale?