Sanno tutti che la riforma elettorale è decisiva per chi vuole rimanere al governo e altri che dicono di voler andare a votare al più presto. Sanno anche che il Presidente della Repubblica ha detto chiaro che non concederà elezioni anticipate senza una nuova legge elettorale che garantisca una maggioranza al futuro governo. Come si esce? La politica, è risaputo, è più reale della nostra fantasia. Ma, questo è il punto, almeno credo: perchè mediare sulla mediazione? Il Partito Democratico vuole (?) il sistema maggioritario a doppio turno alla francese. Forza Italia prima e il Popolo delle libertà poi (ma il denominatore come è sempre Berlusconi) sarebbero disposti alla forzatura politica in cambio di una certezza che il PD non è in condizione di assicurare anche per le oscillazioni del leader dell'opposizione che balla sul filo facendo attenzione a non perdere l'equilibrio con la Lega di Bossi e la rincorsa interna sulla propria destra di Fini. Allora? Se non si vuole andare a nuove elezioni, assumendosi le responsabilità di proporre un sistema elettorale logico con i propri convincimenti e intercetti le esigenze di governo del Paese, si continui così. Aspettando il referendum.
Contro lo strapotere delle oligarchie
Nome: Maurizio GASPARELLO - Movimento NO EUROData: 18.12.2007
Si fa un gran parlare di riforme elettorali, sospettiamo con lo scopo di portare i cittadini (alle prese con il quotidiano problema su come sbarcare il lunario) alla nausea totale nei confronti della politica. La disaffezione che ne conseguirà finirà solamente per avvantaggiare le consorterie dei partiti, ormai domine incontrastate del sistema, in quanto la regola elettorale prevede che i posti in Parlamento si spartiscono sui voti validi e non sul totale dei votanti. Da qui la motivazione per cui, come movimento No Euro, ci limitiamo ad una proposta molto semplice ma, forse proprio per questo, rivoluzionaria: introdurre la regola secondo la quale i posti assegnati in Parlamento (ma potrebbe essere estesa a tutte le assemblee elettive) saranno decurtati nella stessa misura percentuale dei non votanti e delle schede nulle e bianche. Le sedie vuote (e gli stipendi politici in meno), oltre a documentare in maniera tangibile la proporzione degli astenuti (con una riduzione di potere più marcata per le forze politiche più colpite dall’allontanamento dei propri sostenitori) saranno la giusta punizione per l’inettitudine e l'inaffidabilità della classe politica nel suo complesso.
Quel pendolo dei sistemi elettorali inperfetti
Nome: antonio petrinaData: 18.12.2007
Le proposte fioccano ed il pendolo si sposta ad ogni intervento più o meno autorevole (Bianco e VAssallo sul Corsera del 17 gennaio: di questo passo si continuano a sognare sistemi talmente perfetti ... ma si perde di vista che anche sperimentando 200 sistemi elettorali non si risolve il malanno della società politica cioè la perdita del bene comune ( famiglia,rispetto della persona,privacy,risparmio,sicurezza del lavoro,ecc.)!
Leggi elettorali
Nome: TiconzeroData: 18.12.2007
La malattia del nostro sistema politico istituzionale non deriva dalla leggi elettorali ma piuttosto dalla mancanza di una distinzione netta tra potere esecutivo e legislativo o di controllo a tutti i livelli a cominciare dai comuni la debolezza del sindaco(prigioniero di una maggioranza predefinita)e della maggioranza(prigioniera del sindaco) stanno portando o all'immobilismo amministrativo oppure ad una lottizzazione esasperata delle cariche amministrative e della burocrazia. La scelta da fare è tra sistema presidenziale oppure sistema parlamentare ed è da evitare un sistema che medi tra i due come pirtroppo si è fatto dal 92 in poi con tutti i disastri che conosciamo.
Sanno tutti che la riforma elettorale è decisiva per chi vuole rimanere al governo e altri che dicono di voler andare a votare al più presto. Sanno anche che il Presidente della Repubblica ha detto chiaro che non concederà elezioni anticipate senza una nuova legge elettorale che garantisca una maggioranza al futuro governo. Come si esce? La politica, è risaputo, è più reale della nostra fantasia. Ma, questo è il punto, almeno credo: perchè mediare sulla mediazione? Il Partito Democratico vuole (?) il sistema maggioritario a doppio turno alla francese. Forza Italia prima e il Popolo delle libertà poi (ma il denominatore come è sempre Berlusconi) sarebbero disposti alla forzatura politica in cambio di una certezza che il PD non è in condizione di assicurare anche per le oscillazioni del leader dell'opposizione che balla sul filo facendo attenzione a non perdere l'equilibrio con la Lega di Bossi e la rincorsa interna sulla propria destra di Fini. Allora? Se non si vuole andare a nuove elezioni, assumendosi le responsabilità di proporre un sistema elettorale logico con i propri convincimenti e intercetti le esigenze di governo del Paese, si continui così. Aspettando il referendum.
Si fa un gran parlare di riforme elettorali, sospettiamo con lo scopo di portare i cittadini (alle prese con il quotidiano problema su come sbarcare il lunario) alla nausea totale nei confronti della politica. La disaffezione che ne conseguirà finirà solamente per avvantaggiare le consorterie dei partiti, ormai domine incontrastate del sistema, in quanto la regola elettorale prevede che i posti in Parlamento si spartiscono sui voti validi e non sul totale dei votanti. Da qui la motivazione per cui, come movimento No Euro, ci limitiamo ad una proposta molto semplice ma, forse proprio per questo, rivoluzionaria: introdurre la regola secondo la quale i posti assegnati in Parlamento (ma potrebbe essere estesa a tutte le assemblee elettive) saranno decurtati nella stessa misura percentuale dei non votanti e delle schede nulle e bianche. Le sedie vuote (e gli stipendi politici in meno), oltre a documentare in maniera tangibile la proporzione degli astenuti (con una riduzione di potere più marcata per le forze politiche più colpite dall’allontanamento dei propri sostenitori) saranno la giusta punizione per l’inettitudine e l'inaffidabilità della classe politica nel suo complesso.
Le proposte fioccano ed il pendolo si sposta ad ogni intervento più o meno autorevole (Bianco e VAssallo sul Corsera del 17 gennaio: di questo passo si continuano a sognare sistemi talmente perfetti ... ma si perde di vista che anche sperimentando 200 sistemi elettorali non si risolve il malanno della società politica cioè la perdita del bene comune ( famiglia,rispetto della persona,privacy,risparmio,sicurezza del lavoro,ecc.)!
La malattia del nostro sistema politico istituzionale non deriva dalla leggi elettorali ma piuttosto dalla mancanza di una distinzione netta tra potere esecutivo e legislativo o di controllo a tutti i livelli a cominciare dai comuni la debolezza del sindaco(prigioniero di una maggioranza predefinita)e della maggioranza(prigioniera del sindaco) stanno portando o all'immobilismo amministrativo oppure ad una lottizzazione esasperata delle cariche amministrative e della burocrazia. La scelta da fare è tra sistema presidenziale oppure sistema parlamentare ed è da evitare un sistema che medi tra i due come pirtroppo si è fatto dal 92 in poi con tutti i disastri che conosciamo.