
Le notizie di questi giorni confermano che certamente serve una riforma radicale del sistema televisivo e dei media. Ma esiste già una norma che può efficacemente intervenire su molti dei comportamenti tenuti dai più alti dirigenti di Rai e Mediaset, la legge antitrust del 1990. Ed esiste un'autorità che può far rispettare i divieti di comportamenti anticoncorrenziali, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato. La presidenza Catricalà è molto attenta alle preoccupazioni dei consumatori, ora saprà cogliere l'inquietudine dei contribuenti al canone.
Ma non avevamo fatto un referendum per la privatizzazione della RAI? Che fine ha fatto il volere del POPOLO SOVRANO? Se il volere popolare non porta a nulla vuol dire che non ci sono più parole adatte a descrivere quei cialtroni che ci (s)governano. Il reso è aria fritta.
Vorrei aggiungere qualcosa in merito alla legge sul conflitto di interessi. Oggi l'informazione televisiva è uno strumento fondamentale per la politica, ed a mio avviso la presenza di un imprenditore del settore radiotelevisivo in parlamento condiziona fortemente gli altri politici, che vedono come unico rimedio a questo "sbilanciamento", il controllo "indiretto" della TV di Stato. Questa situazione aggrava ulteriormente le già fortissime distorsioni presenti sul mercato, ed impedirà anche di risolvere i problemi della RAI e di procedere alla privatizzazione. Per questo motivo, una legge sul conflitto di interessi è necessaria e va realizzata insieme alle privatizzazioni, anche se questa legge non potrà in alcun modo incidere sui diritti e sulla posizione di chi è sceso in politica prima che essa venisse approvata. Più facile a dirsi che a farsi...
Concordo con l'assoluta necessità di privatizzare la Rai e di fare in modo che altri operatori entrino nel mercato televisivo italiano. Tuttavia non credo che la Rai si possa privatizzare, stante l'interesse dei politici che vedono una propria primaria convenienza nel mantenerla pubblica e tenuto conto della corporazione fascista dei giornalisti che mai permetterebbero la necessaria ristrutturazione dell'azienda. Di contro una forte concorrenza si stà affacciando con Sky che oramai è una presenza di tutto rispetto nel mercato televisivo. Per quanto riguarda le intecettazioni mi fa paura la assuefazione a questo strumento di indagine illiberale e irrispettoso della ricerca della verità. Sono convinto infatti che la differenza tra uno stato totalitari ed uno Stato democratico debba essere il rispetto e la tutela dell'individuo anche nei confronti delle istanze così dette superiori dello Stato. Oramai per le intercettazioni non è più necessario il testo puntuale, sempre interpretativo ed in taluni casi anche creativo. Qualunque conversazione telefonica libera e al di fuori della formalità rischia di essere maliziosamente male interpretata.
La situazione è tanto grave quanto la descrivete, il problema è che a gestire l'antitrust ci sono personaggi designati da quella stessa casta che è al potere politico e mediatico. Sperare quindi che l'antitrust faccia qualche cosa di vero per cambiare le cose è pura illusione. Bisogna cambiare le leggi e costingere a vendere, per mediaset, e privatizzare per la RAI. Con 4-5 soggetti attivi e la giusta concorrenza, molti deviazioni del sistema spariranno. Un esempio su tutti, mediaset con 1 solo canale non potrebbe permettersi di "buttare" il suo TG facendolo come è ora il TG4, ma sarebbe costretta ad aumentarme la qualità. Stessa cosa per le RAI.