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Commenti

RAI-MEDIASET: UN RUOLO PER L'ANTITRUST

di Michele Polo, Categoria Informazione, Data 13.12.2007

Le notizie di questi giorni confermano che certamente serve una riforma radicale del sistema televisivo e dei media. Ma esiste già una norma che può efficacemente intervenire su molti dei comportamenti tenuti dai più alti dirigenti di Rai e Mediaset, la legge antitrust del 1990. Ed esiste un'autorità che può far rispettare i divieti di comportamenti anticoncorrenziali, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato. La presidenza Catricalà è molto attenta alle preoccupazioni dei consumatori, ora saprà cogliere l'inquietudine dei contribuenti al canone.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Tra i due vince internet
    Nome: Marco  Data: 03.01.2008
    Il duopolio è alla fine, la pessima qualità offerta dai due soggetti ha portato un vantaggio sul breve a Sky ma sul lungo sarà internet a vincere e a spazzare via il sistema televisivo di regime.
  • Privatizare la Rai? Meglio la Fondazione
    Nome: alessandro  Data: 02.01.2008
    Condivido l'analisi e le proposte (alcune) dell'autore. Perche' tra le proposte che non condivido c'e' proprio quella della privatizzazione della Rai. Non sono affatto convinto che, in un Paese ad elevata criminalita' delle classi dirigenti (sia pubbliche che rivate) come il nostro, privatizzare la Rai possa portare ad una maggiore efficienza e ad un maggiore pluralismo. E' meglio fare come ha fatto in Spagna il governo Zapatero e come si propone la proposta di legge Giulietti-De Zulueta: fare gestire la Rai da una fondazione che pubblica in cui ci siano i rappresentanti della societa' civile e di quella politica. Una Fondazione che gestisca l'azienda per conto dei cittadini, che pagando il canone hanno diritto ad un'informazione pluralista. Infatti - a giudicare dalla vicenda La7-Luttazzi - non vedo proprio come si possa sostenere che nelle Tv pluralismo e privati vadano a braccetto... Quanto all'apertura del mercato televisivo ad altri attori e soggetti, sono assolutamente d'accordo con M. Polo: piu' soggetti entrano e meglio e'; magari assegnando finalmente la frequenza attualmente occupata da Rete4, a Europa7.. Ma la Rai - come la Bbc - e' meglio che rimanga pubblica.
  • Riforma del sistema radiotelevisivo ed il pluralismo
    Nome: Maurizio Fenati  Data: 29.12.2007
    16 Ott 2006 - costituzionalista Pace, “Mediaset non pianga, resta dominante” su “la Repubblica”. Alessandro Pace, docente di diritto costituzionale ed esperto del sistema radiotelevisivo, non nasconde la sua delusione: "La legge Gasparri andava azzerata, il DDL di modifica non fa che fotografare l'attuale duopolio tv". Insomma in Italia il pluralismo televisivo resta ancora un ossimoro. In breve la legge Maccanico stabiliva al 30% il tetto di pubblicità televisiva che ogni editore può raccogliere; il testo Gentiloni fa un regalo a Berlusconi. Certo, Mediaset oggi sfiora il 60%, ma questo non significa che il 45% sia un limite adeguato alla posizione dominante. La legge Gasparri ha cancellato la legge Maccanico a favore del gruppo Mediaset non fissando alcun limite al rafforzarsi della sua posizione dominante. La legge Gasparri è stata bocciata dalla Corte Costituzionale con sentenza 466 del 2002, dal parlamento di Strasburgo, dalla commissione europea e dall'allora capo dello Stato. 12 Sett 2007 - l’Avvocato generale della Corte di Giustizia europea ha bocciato la legge Gasparri e riconosciuto i diritti di Europa 7. La Corte costituzionale e il Consiglio di Stato si sono da tempo
  • Meglio una Rai pubblica
    Nome: Gianluca Brembilla  Data: 28.12.2007
    Vorrei esprimere un dubbio: perché privatizzare un'azienda fondamentale per uno Stato democratico quando esiste un'alternativa praticabile qual è una televisione pubblica di qualità sottratta al controllo dei partiti come esiste nel Regno Unito o come si è riusciti a fare in Spagna? Concordo con la necessità che nel mercato televisivo entrino almeno altri due-tre soggetti di dimensioni nazionali, e che parallelamente Rai e Mediaset cedano ciascuna una rete, ma questa necessità non esclude che la Rai resti pubblica. Il dubbio che la politica prima o poi riesca a farlo è legittimo, almeno fin quando esisterà l'anomalia Berlusconi. Ma in una società dove l'intreccio di potere economico-mediatico ha una forza di condizionamento enorme, un'antagonista pubblico che persegua finalità di interesse collettivo rappresenta un valore inestimabile. La politica deve fare una legge che affidi la Rai ad una fondazione. Deve solo copiare quella spagnola.
  • rai o alitalia
    Nome: Salvatore  Data: 20.12.2007

    Ma non avevamo fatto un referendum per la privatizzazione della RAI? Che fine ha fatto il volere del POPOLO SOVRANO? Se il volere popolare non porta a nulla vuol dire che non ci sono più parole adatte a descrivere quei cialtroni che ci (s)governano. Il reso è aria fritta.

  • Concordo con le osservazioni degli altri lettori.
    Nome: FRANCESCO COSTANZO  Data: 19.12.2007

    Vorrei aggiungere qualcosa in merito alla legge sul conflitto di interessi. Oggi l'informazione televisiva è uno strumento fondamentale per la politica, ed a mio avviso la presenza di un imprenditore del settore radiotelevisivo in parlamento condiziona fortemente gli altri politici, che vedono come unico rimedio a questo "sbilanciamento", il controllo "indiretto" della TV di Stato. Questa situazione aggrava ulteriormente le già fortissime distorsioni presenti sul mercato, ed impedirà anche di risolvere i problemi della RAI e di procedere alla privatizzazione. Per questo motivo, una legge sul conflitto di interessi è necessaria e va realizzata insieme alle privatizzazioni, anche se questa legge non potrà in alcun modo incidere sui diritti e sulla posizione di chi è sceso in politica prima che essa venisse approvata. Più facile a dirsi che a farsi...

  • Rai Mediaset
    Nome: Stefano Parravicini  Data: 18.12.2007

    Concordo con l'assoluta necessità di privatizzare la Rai e di fare in modo che altri operatori entrino nel mercato televisivo italiano. Tuttavia non credo che la Rai si possa privatizzare, stante l'interesse dei politici che vedono una propria primaria convenienza nel mantenerla pubblica e tenuto conto della corporazione fascista dei giornalisti che mai permetterebbero la necessaria ristrutturazione dell'azienda. Di contro una forte concorrenza si stà affacciando con Sky che oramai è una presenza di tutto rispetto nel mercato televisivo. Per quanto riguarda le intecettazioni mi fa paura la assuefazione a questo strumento di indagine illiberale e irrispettoso della ricerca della verità. Sono convinto infatti che la differenza tra uno stato totalitari ed uno Stato democratico debba essere il rispetto e la tutela dell'individuo anche nei confronti delle istanze così dette superiori dello Stato. Oramai per le intercettazioni non è più necessario il testo puntuale, sempre interpretativo ed in taluni casi anche creativo. Qualunque conversazione telefonica libera e al di fuori della formalità rischia di essere maliziosamente male interpretata.

  • Speranze
    Nome: Simone  Data: 17.12.2007

    La situazione è tanto grave quanto la descrivete, il problema è che a gestire l'antitrust ci sono personaggi designati da quella stessa casta che è al potere politico e mediatico. Sperare quindi che l'antitrust faccia qualche cosa di vero per cambiare le cose è pura illusione. Bisogna cambiare le leggi e costingere a vendere, per mediaset, e privatizzare per la RAI. Con 4-5 soggetti attivi e la giusta concorrenza, molti deviazioni del sistema spariranno. Un esempio su tutti, mediaset con 1 solo canale non potrebbe permettersi di "buttare" il suo TG facendolo come è ora il TG4, ma sarebbe costretta ad aumentarme la qualità. Stessa cosa per le RAI.