
L'off-shoring effettuato dalle industrie manifatturiere italiane ha controbilanciato il rallentamento della produttività sperimentato negli ultimi tempi dalla nostra economia o invece ha contribuito ad ampliarlo? La tipologia di attività produttiva che viene delocalizzata sembra essere una discriminante importante. Utilizzando una misura diretta dell'attività di delocalizzazione della produzione si dimostra come questa ha solo parzialmente contrastato il rallentamento della crescita della produttività senza riuscire a invertire la tendenza.
Q1. In termini di prodotto interno lordo, quanta produzione del nostro paese è stata delocalizzata?
A1. Non è facile saperlo. Quello che si può dire è che, riguardando soprattutto le imprese medio-grandi, interessa imprese che rappresentano circa il 6% degli occupati totali manifatturieri.
Q2. Se è aumentata la produttività del lavoro ciò implica che il PIL relativo ai comparti esaminati è aumentato, esatto? Se si, di quanto è aumentato?
A2. Purtroppo, una quantificazione di tali effetti è molto difficile. Se poi, come da noi rilevato, la delocalizzazione ha conseguenze occupazionali anche al di fuori dei confini delle imprese delocalizzatrici, non è escluso che ciò accada anche in termini di produttività, e la quantificazione delle variazioni di produttività nel comparto sarebbe ancora più ardua. Ad ogni modo, un simile esame va oltre i confini del nostro contributo.
Q3. Nei comparti esaminati, Vi risulta una correlazione tra delocalizzazione e aumento della disoccupazione in Italia? Se si, è possibile in qualche modo fare un "bilancio" tra gli effetti positivi e negativi della delocalizzazione ricavando un "effetto netto"?
A3. Da vari studi recenti sembra emergere una causazione tra delocalizzazione produttiva e riduzione (almeno temporanea) dell'occupazione presso le imprese delocalizzatrici. Alcuni nostri approfondimenti su dati ISAE confermano tale ipotesi ma stimano che la parte preponderante circa l'80%) dell'effetto negativo occupazionale
totale della delocalizzazione è quello indiretto, che avviene presso i subfornitori delle imprese delocalizzatrici.