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LE CRISI NON FINISCONO MAI*

di Stephen Cecchetti, Categoria Finanza, Data 27.11.2007

Il sistema finanziario è una delle parti più regolate dell'economia. Ma nonostante la stretta sorveglianza delle autorità di governo le crisi continuano a ripetersi. Accade perché sotto ogni possibile sistema di regole, operatori intelligenti cercheranno comunque di sviluppare strategie per garantire i rischi che si assumono nel modo meno costoso possibile. E troveranno le strade per aggirare in modo legale i limiti imposti. Agli investitori individuali non resta che chiedere più informazioni e cercare di ottenerle in una forma comprensibile.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Crisi d credibilità
    Nome: Paolo  Data: 10.12.2007

    Quanto alla parte in cui si tratta di ingegneria finanziaria e degli incentivi a costruire strumenti finanziari sempre più complicati per offrire rendimenti extra, mi sembra che in questo caso sia stata sorpassata la soglia dell'agire corretto. La violenta crisi che ha colpito alcune istituzioni finanziarie ed ha provocato tensioni sull'Euribor è scaturita non da shock esterni, ma dalla consapevolezza da parte degli operatori che la situazione non era più sostenibile. Mi è sembrato di capire che la domanda degli operatori finanziari non era "se" , ma "quando" ci sarebbe stata la crisi. Visto che di Siv e Conduit già se ne parlava nel 2002 con lo scandalo Parmalat, mi chiedo se le Autorità Monetarie non potessero agire prima per "indirizzare" il mercato e non aspettare di rimediare alla crisi del mercato finanziario. Se agli operatori non resta altro che chiedere più informazioni e cercare di capirle, allora aboliamo le Autorità di controllo, che ci stanno a fare?

  • Euribor
    Nome: Fabrizio Pauri  Data: 04.12.2007

    La recente impressionante crescita dell'Euribor contraddice in modo clamoroso la sostanza dell'articolo. Come molti non sanno, l'Euribor non è legato al tasso unitario di sconto, ma viene fissato di fatto dal sistema bancario; il quale dopo aver generato la crisi dei subprime, ora scarica sui mutui i costi delle insane operazioni. Come è evidente, il cittadino è completamente in balia del sistema bancario.O no ?

  • la crisi della finanza?
    Nome: antonio mansueto  Data: 04.12.2007

    I commenti su questa crisi nata dalle emissioni "subprime" e poi estesasi fino a chissa'...lasciano intendere che la finanza si e' spinta troppo oltre, forse ha superato il limite della sua utilita', la deregolamentazione ha fatto si' che i difetti eterni (effetti collaterali?) dei mercati si allargassero a settori fino a poco addietro difesi da rigide regole (visto che si cita il 1929...). Concentrazione degli scambi e standardizzazione solo 15 anni fa erano concetti pubblicizzato come leve per far crescere i mercati finanziari. Ora che sono stati "superati" anche dalle regole europee (vedi Mifid 2) dobbiamo tirarli fuori come novita' come fa Cecchetti. Mah, dal 1987 andiamo avanti a "scoppio di bolle" crescenti finché -speriamo mai- ci sarà una bolla che faccia saltare l'attuale ordinamento del sistema finanziario e ci imporra' di tornare al passato, chissa' con quali sconvolgimenti? Lasciamo un bel punto interrogativo.

  • LE CRISI NON FINISCONO MAI
    Nome: Marcello Sant'Agostino  Data: 03.12.2007
    Non condivido la tesi di questo articolo, cioè che non si debba tentare di regolamentare le operazioni finanziarie perchè comunque operatori "intelligenti" riuscirebbero ad aggirare i limiti imposti. Non condivido neanche l'idea ricorrente in ognuna di queste crisi che gli investitori potrebbero evitare i danni se avessero magiori informazioni e maggiore competenza economico-finanziaria. Ho letto anche un articolo di Giavazzi sul Corriere di lunedì 29 in cui si invitava a non approfittare dell'allarme prodotto da questa crisi per "demonizzare" (leggi "regolamentare") certe operazioni finanziarie. Il loro merito sarebbe di rendere possibile il prestito anche a chi non può fornire garanzie materiali. E a conferma dei pregi di un libero mercato il fatto che tre capi di grandi banche sono stati silurati negli USA (se si pensa alle conseguenze della crisi sulle borse di tutto il mondo e alla perdita di credibilità mi sembra anche poco). Comunque mi sembra grave che questi crediti "sospetti"siano stati nascosti insieme a crediti "normali" al punto che a distanza di 6 mesi ancora non si conosce l'estensione dei danni.
  • le crisi non possono finire
    Nome: giovanni morlino  Data: 02.12.2007
    Condivido appieno il commento di Renzo Pagliari. L'articolo di Cecchetti mostra una visione troppo parziale, additando l'avidità umana come responsabile ultima delle crisi finanzierie; e di fronte l'avidità qualunque regola è aggirabile. Ma forse il dito andrebbe puntato sul sistema in sè: in fondo qual'è lo scopo ultimo del sistema finanziario? E' quello di moltiplicare il denaro. Ma questo denaro non ha un corrispettivo in beni reali, vive solo in virtù della fiducia che gli operatori ripongono nella sua esistenza. E' come un sogno, quando ci si sveglia la bolla crolla. Le bolle sono connaturate al sistema finanziario, ne costituiscono l'essenza. Semmai il problema nuovo che oggi ci troviamo ad affrontare è l'eccessivo potere che la finanza ha assunto nei confronti dell'economia reale. Un tempo il crollo di una bolla influiva quasi solo sui mercati finanziari, oggi invece può avere serissime ripercussioni sull'economia reale. A mio parere non servono solo nuove regole, ma un ridimensionamento del ruolo della finanza stessa.
  • Osservazioni sui mercati finanziari
    Nome: Renzo Pagliari  Data: 28.11.2007

    Le osservazioni dell'autore giuste e condivisibili, non considerano un aspetto fondamentale del problema. La causa prima di quanto sta accadendo è rappresentata dal distacco progressivo di individui, istituzioni finanziarie, sistemi economici dall'economia reale. La ricerca continua di utili crecenti da speculazioni su titoli di qualsiasi natura, prive di contatti con gli incrementi del valore reale sottostante ad essi, non può non produrre, per i motivi acutamente esposti dall'autore, i noti effetti critici. Le speculazioni al rialzo o anche al ribasso possono essere vantaggiose all' inizio, poi segue inevitabile il crollo, quando i fondamentali siano stati abbandonati/trascurati. Un rimedio serio ed efficace è individuabile nell' inibizione dell'uso nei mercati finanziari di tutti i titoli derivati, poichè hanno caratteristiche molto vicine ai giochi d'azzardo. In pari tempo dovrebbero essere impedite vendite a termine di commodities, titoli e valute non possedute al momento del contratto. Il tutto previo accordo di ferro tra gli stati che ospitano le principali piazze finanziarie e/o che potrebbero ospitarne, sotto controllo stringente di enti internazionali come il FMI.

  • le crisi non finiscono mai
    Nome: Luciano Pontiroli  Data: 28.11.2007

    Mi pare che la tesi del prof. Cecchetti meriti un'integrazione: la maggiore trasparenza deve servire non tanto alla scelta dell'investimento, ma anche e soprattutto ad agevolare il controllo sull'operato del gestore - controllo dell'autorità di vigilanza, ma anche controllo delle Corti stimolato dall'investitore: purché le Corti conoscano il loro mestiere. L'altro commento equivale al proverbiale gettare il bambino con l'acqua sporca.

  • Le crisi dei mercati non finiscono mai
    Nome: Marco  Data: 28.11.2007
    Complimenti per l'articolo. Le crisi non finiranno mai fintanto che una societa perde il 50% delle quotazioni in sei mesi con mercati in rialzo e se la chiami ti dice che le quotazioni non la riguardano. Finchè quota sotto il patrimonio e quando gli indici come oggi volano,lei è negativa. Finchè la consob dice che non è suo compito,finche borsa italiana parla solo con istituzionali e non con investitori individuali. Scusate,ma leggere che il sistema finanziario è regolato,in italia mi mette di buon umore. Vi invito ad operare sui boock,small caps italiane Se volete vi segnalo qualche azienda,forse mi spiegate come mai sono a sti prezzi,come mai non cominicano mai,come mai certi rappresentanti di azioni risparmio sono introvabili. Ora non si parla piu si soluzione 5,Parmalat,Cirio,Bipop. Ma poco è cambiato. Vorrei trovare delle risposte,su molte aziende,vorrei trovare qualcuno che mi spieghi come mai a fronte di aumento di utili,patrimonio,ebitda,con titolo in ipervenduto,un azienda anche con indici al rialzo scende. Vorrei che qualcuno mi spieghi perchè entra un fondo ,compra il 5%,gestione risparmio,il titolo perde il 45%. Da chi ha comprato questo fondo? Buona serata.