Logo stampa
 
 
 

Commenti

TUTTI PROMOSSI

di Giuseppe Pisauro, Categoria Relazioni Industriali, / Lavoro, Data 08.11.2007

Tra il 2000 e il 2006 l'occupazione pubblica è aumentata di 107 mila unità e le retribuzioni lorde pro-capite del 28,6 per cento. Si è ampliato il differenziale retributivo tra le qualifiche e modificata la composizione per qualifiche, con un massiccio spostamento del personale verso quelle più elevate. I meccanismi delle promozioni sono decisi dalla contrattazione integrativa. Bisogna invece adottare un modello che premia il merito e dà i giusti incentivi ai singoli, senza fingere che tutto sia governato da misurazioni di obiettivi e risultati mal definiti e mal valutati.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Tutti Promossi
    Nome: Nino Ferrari  Data: 06.09.2008
    Concordo con la sostanza dell'articolo. E' assolutamente necessario impiegare questo momento psicologico particolare per attuare velocemente le proposte di semplici metodi di valutazione meritocratica. Se ci adagiamo in ricerche di metodologie sofisticate perdiamo " l'attimo fuggente ".
  • Nel Pubblico Impiego è meglio il "tempo determinato" per tutti e per il bene di tutti.
    Nome: Leopoldo Rodà - Latina  Data: 06.08.2008

    Ho visto e vedo gente che, agguantato il "tempo indeterminato", crede di essere finalmente pervenuto alla pensione sicura. Si assenta volentieri e, quando è presente fisicamente, svolge il minimo possibile. Accade per docenti e ATA nelle scuole, che preferiscono passare il loro tempo a parlare con i presidi o stare chiusi in ufficio anzichè servire gli alunni; ho visto presidi sparire per diversi giorni, ma poi seduti dal parrucchiere mentre la scuola è invasa da infiltrati che girano nei corridoi per loschi traffici con gli alunni; ho visto infermieri che, anzichè servire i malati (front office), si rinchiudono in infermeria a confabulare tra di loro o con i medici (back office); ho visto primari che, nel reparto di cui sono responsabili, non guardano mai i bagni dei malati che, con cinque drenaggi attaccati, tentano di farsi in un bidé che non funziona, mentre all'entrata del bagno c'è un grosso pallet di metallo che ne ostruisce l'utilizzo! ho visto e vedo ogni giorno migliaia di cose gravi... se il pubblico dipendente sapesse che può perdere il lavoro da un momento all'altro, sicuramente produrrebbe di più.

  • Dieci politico
    Nome: zitello  Data: 08.07.2008

    Serve a poco la meritocrazia, se la contrattazione locale ha ovunque un meritificio, che porta avanti progetti e corsi senza altro scopo che distribuire incentivi e titoli valutabili per l'ennesima promozione di massa. Se dunque i compiti vengono assegnati in gran parte per creare diritti acquisiti, non vedo tanta utilità nel perseguire i fannulloni chenon li eseguono.

  • Non solo spesa, ma ben altro
    Nome: Marita La Rosa  Data: 20.11.2007

    Questo documento ci conferma, insieme a tanti altri (a parte qualche errore sul numero dei dirigenti), che la contrattualizzazione del rapporto di lavoro che doveva migliorare la gestione delle risorse umane ha fallito i suoi obiettivi. E' un paradosso che negli ultimi dieci anni abbiamo semplificato le procedure, introdotto l'autocertificazione, decentrato, esternallizzato, riqualificato il personale (purtroppo solo economicamente), investito circa 2mld di euro in e-government e nonostante tutto serve più personale. E' chiaro che serve il personale bravo e veramente qualificato, motivato e flessibile. Voglio vedere quanta flessibilità perderanno le ppaa dopo la stabilizzazione dei cosiddetti precari. Inoltre, pochi sanno che portando il personale tutto in C e D (le categorie più elevate: oggi aree) si hanno due effeti negativi: da un lato non hai funzionari veramente tali e devi poi esternalizzare le funzioni rinetranti nelle declaratorie di A e B. E poi i sindacati criticano le esternalizzazioni. Guardate le dotazioni organiche degli enti pubblici non economici, ad esempio, o di alcuni enti locali. Ultimamente ci siamo inventati 6 o 7 fascie retributive per aree per superare il vincolo giuridico delle progressioni verticali. Marita La Rosa

  • Valutazione
    Nome: Renato Fianco  Data: 12.11.2007
    E' vero che nel pubblico impiego la valutazione è difficile o assente, ma credo che finchè questa rimane all'interno sarà sempre così. La soluzione potrebbe essere veri nuclei di valutazione esterni e indipendenti, che valutino le performance a partire dai dirigenti. Pur essendo iscritto al sindacato, credo che nel pubblico impiego non bisogna scimiottare la contrattazione privata. Infatti i pubblici dipendenti sono pagati con i soldi di tutti e si dovrebbe considerare che gli attori sono 3: pubblica amministrazione, dipendenti pubblici, utenti e cittadini che usufruiscono e pagano!
  • Percorsi di carriera nella P.A.
    Nome: carmelo lo piccolo  Data: 12.11.2007

    L'unica vera possibilità di premiare il merito e consentire avanzamenti di carriera nella Pubblica Amministrazione sono i concorsi interni. Anche se essi si prestano ad essere variamente manipolati, infatti, sono l'unico modo per consentire a chi sa e chi sa fare di andare avanti. Il Sindacato dovrebbe battersi per favorire in tutti i modi lo svolgimento di concorsi interni, vigilando sulla corretta e puntuale applicazione della normativa in materia di trasparenza dei procedimenti amministrativi nell'interesse di tutti i concorrenti. Bisognerebbe inoltre sfatare il falso mito del titolo di studio, che del resto ormai vale solo nel Pubblico Impiego: i concorsi devono essere per soli esami e per tutte le qualifiche, dirigenza compresa. Del resto, un laureato, se ha studiato veramente e con serietà, non dovrebbe temere alcuna concorrenza da parte dei dipendenti non laureati, poichè dovrebbe possedere delle cognizioni superiori che lo dovrebbero porre in condizione di superare con un punteggio alto le prove d'esame. Si eviterebbe in questo modo il mercato delle lauree all'ingrosso, con titoli conseguiti con tre o quattro esami al massimo e che non attestano nessuna reale preparazione. Si dovrebbe inoltre confutare l'attuale orientamento della giurisprudenza circa la legittimità dei concorsi interni, rammentando alla Corte Costituzionale e a quella di Cassazione che il "concorso interno" non si può in alcun modo qualificare come una "nuova assunzione", bensì come una possibilità di variare mansione e qualfica all'interno di un rapporto di lavoro già preesistente. Bisognerebbe applicare, in un Pubblico Impiego che ci si ostina ipocritamente a definire "privatizzato", uno dei principali istituti del lavoro privato, e cioè il riconoscimento economico e giuridico delle mansioni superiori espletate dal dipendente. Insomma, ci vorrebbero poche modifiche strutturali e di buon senso, e anzichè ubriacarsi con valutazioni cervellotiche e comunque mal definite e faziose introdurre queste riforme, che premierebbero sul serio il merito. Ma figuratevi se la "casta" dirigenziale e quella politica potrebbero mai favorire questi provvedimenti che sicuramente sottrarrebbero al loro controllo la Pubblica Amministrazione!

  • motivare le affermazioni
    Nome: Luigi Brossa  Data: 10.11.2007
    L'articolo sconta due problemi: i dati sono vecchi (quelli retributivi più recenti risalgono al 2003!), alcune affermazioni non sono motivate (da cosa si dovrebbe dedurre che la direzione per obiettivi non funziona?) La proposta conclusiva che viene formulata risente di questi limiti. Ad esempio l'idea di prevedere, per costruire in futuro i percorsi di carriera, la reintroduzione di una blanda progressività collegata alla anzianità sul modello delle amministrazioni di elité, dimentica che esistono rilevantissime differenze tra le funzioni svolte da un comune e quelle svolte dalla Banca d'Italia, sia sotto il profilo della motivazione, sia sotto quello della prestazione richiesta. Diminuire ulteriormente, in favore della anzianità, il già scarso differenziale retributivo connesso alla valutazione dirigenziale sulla base degli obiettivi, peggiorerebbe la situazione. In sostanza il modello proposto probabilmente si adatta discretamente ad amministrazioni d'elité, ma rappresenterebbe un drammatico ritorno indietro nelle altre amministrazioni, dove il processo di collegamento tra prestazioni e retribuzioni dovrebbe anzi essere ulteriormente rafforzato a scapito di automatismi che peggiorerebbero la forza del ruolo dirigenziale e le performances collegate.
  • integrativi e automatismi
    Nome: Bruno57  Data: 10.11.2007
    Va premiato sicuramente il merito e ciascun contratto ha le sue regole derivanti dal diritto civile e quelle dei dipendenti pubblici sono dettate dalle parti. Il nuovo contratto ministeri ad es prevede grosse novità in tal senso.Per alcune categorie ci sono però solo automatismi e la spesa pubblica non è indifferente a tali regole...sic! (avvocati magistrati, personale militare, forze polizia, carriera prefettizia, prof universitari e ricercatori). Per altri esistono retribuzioni di 1200 euro da 12 anni (vedi beni culturali, giustizia,motorizzazione ecc.) senza incrementi perchè il diritto alla carriera dipende da concorsi interni aboliti dalle finanziarie. Le progressioni attuali sono meramente economiche perchè se prima esistevano due persone che facevano due cose diverse ora ne esite che indifferentemente fa l'una e l'altra e nel pubblico impiego non vengono riconosciute le mansioni superiori come nel privato e il turn over è inesistente. Il panorama è molto variegato e complesso e quando si parla di (disagio) nel pubblico impiego va precisato di quali contratti si parla e di quali soggetti perchè tra enti locali regioni e ministeri pur essendo tutti contrattualizzati esistono differenze enormi. i contratti integrativi dei primi si fanno nel comune o ASL e può (potrebbe) accadere che di passaggi se ne fanno tanti, per i secondi sono fermi da oltre 12 anni(vedi cancellieri della giustizia e le condizioni di lavoro dei palazzi di giustizia). Le retribuzioni dei politici (anche locali) non sono agganciate ad integrativi..ma a molti interrogativi...
  • Pubblico? Di nessuno, da razziare
    Nome: Carmelo Miragliotta  Data: 10.11.2007
    Purtroppo è una malattia molto diffusa. La cosa pubblica è considerata di nessuno; l'Amministrazione Pubblica non fa differenza: è un sistema dove "accomodarsi" e vivere tranquillo, possibilmente tirandosi dietro parenti e amici. Il contratto della funzione pubblica non dovrebbe esistere ma essere regolato dalle stesse norme valide nei contratti del settore privato; essere agganciato alle variazioni salariali di operai, impiegati ecc. (e non viceversa, Dio ce ne scampi!!!) mentre per le qualifiche creare dei parametri uguali a quelli dei Paesi più virtuosi tipo Spagna, Germania, Inghilterra, ecc. -- Ma che volete, sino a quando il lupo si prepara il pasto da solo la scelta sarà sempre a discapito degli agnellini.
  • Tutti promossi?
    Nome: Adriano Sala  Data: 09.11.2007
    La diagnosi dei costi della PA mi pare corretta e interessante. Essa fornisce anche una base razionale alla evasione fiscale. Sulle soluzioni possibili credo che l'autore pecchi di ingenuità. Risorse per la produttività sarebbero ulteriori soldi buttati dalla finestra, perchè i sindacati studierebbero un sistema di parametri che renderebbero certo il premio. Questo avviene già in molte aziende private, figuriamoci nel pubblico. Il fatto che gli avanzamenti per anzianità, buttati dalla porta negli anni '90, siano poi rientrati dalla finestra la dice lunga. I pannicelli caldi non servono. Occorre una cura drastica che tenga conto del rapporto costi per la collettività e benefici per la collettività: questo dovrebbe essere l'unico parametro di produttività. Ed è inutile contrattarlo con i sindacati. Ma quando mai i sindacati si sono impegnati realmente a far lavorare di più o anche solo meglio i propri tutelati. Cordialità. A. Sala