
L'indipendenza della Banca centrale europea è senz’altro un bene. A patto che siano rispettate quattro condizioni: la Bce deve rispondere delle sue azioni; i suoi obiettivi devono essere accettati a larga maggioranza; deve illustrare chiaramente le decisioni adottate e le loro motivazioni. E tra Bce e governi deve sussistere un dialogo continuo, per garantire il necessario coordinamento nella gestione della politica macroeconomica. Per questo servono alcuni cambiamenti. Per esempio, a definire l'obiettivo di inflazione dovrebbe essere l'Eurogruppo.
Si può comprendere e almeno in parte condividere il disagio dal quale muove la nota: ma l'assenza di un Organismo che coordini le politiche economiche, fiiscali e finanziarie dei Paesi Euro (e non solo), è un problema tanto reale e pesante, quanto politicamente non risolvibile a breve. Nè è pensabile farvi fronte con espedienti potenzialmente peggiori del male. Il maggior vantaggio della formula di nettissima separazione tra poteri decisionali rispettivamente della Banca e dei Governi (la comparazione con Paesi isolati da intese sovranazionali non regge e non aiuta), consiste precisamente nella correlativa chiarezza delle responsabilità. Oggi possiamo criticare di volta in volta la Banca, i Governi o l'una e gli altri, proprio e solo perchè è ben chiaro chi fa che cosa. Nè l'evidente scetticismo dell'A. sull'efficacia degli stretti contatti informativi istituiti tra i vari centri di decisione per attenuare gli inconvenienti realativi, appare realmente motivato. La piena e pronta conoscenza di ciò che matura su altri tavoli è un elemento di responsabilizzazione tanto più importante quanto più netta rimane la libertà decisonale di ciascuno. Poi gli studiosi, i professionisti, la stampa, l'opinione pubblica e le entità intermedie giudicheranno e trarranno le conseguenze. In breve: la libertà della BCE, che non è un tabù, ma un'acquisizione assai seria di valore politico enorme trattandosi di un Organo sovranazionale, può ben essere messa in discussione, ma solo in un quadro istituzionale dell'UE profondamente modificato nel suo insieme nel senso di una maggiore integrazione. Meglio altrimenti lasciarlo com'è: E' bene che continui lo sforzo dei Governi di escogitare politiche economiche che non scontino sostegni monetari, praticabili solo in fasi di emergenza assoluta e sotto controlli severi e indipendenti. O non valeva la pena di farla, la BCE.
La BCE a mio avviso non può essere indipendente, se per indipendenza vuol dire andare per proprio conto o su parametri rigidi prefissati. Cosa vuol dire contnere l'inflazione entro uno standar prefissato magari anni prima? Vuol dire una inutile e dannosa rigidità. La BCE deve essere posta su di un piano collaborativo con la politica economica. Le scelte economiche devono essere intrecciate nessuno deve inseguire l'altro, ma insieme osservare il mondo e fare le scelte migliori per lo sviluppo anche utilizzando diversi valori inflattivi utili al momento.