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LEZIONE DI TAX PUSH

di Tito Boeri, e Pietro Garibaldi, Categoria Conti Pubblici, Data 02.11.2007

L'extragettito 2007 è stato di oltre 16 miliardi e largamente associato a entrate tributarie, superiori per più di 13 miliardi a quelle preventivate. Quasi 11 miliardi sono serviti per spese aggiuntive, decise prima ancora di capire quanto l'incremento fosse estemporaneo o strutturale. La parte del leone l'hanno fatta le spese correnti, mentre quelle in conto capitale sono diminuite. Solo 5 miliardi sono andati a ridurre l’indebitamento. Il risanamento non può fondarsi solo sull'aumento delle entrate, ma passa per la riduzione della spesa pubblica.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Punti di vista
    Nome: LM  Data: 13.11.2007
    Caro Professore, in linea di massima concordo con la tesi sostenuta da Lei nel presente articolo, ma mi permetto di fare due semplici osservazioni di cui credo si debba prendere atto tutti con molta franchezza. 70 mld di €/Anno per servire gli interessi sul nostro debito pubblico sono tanti...altrettanto vero è che nelle fasi di ciclo economico favorevole accelerare il risanamento è senza dubbio la strategia teoricamente più efficiente. si...ma a quale prezzo? secondo me la strategia di risanamento e riduzione del debito pubblico italiano non potrebbe prescindere dall'obiettivo di crescita del PIL reale del paese e per farlo occorre subito dare respiro a quelle stesse classi sociali (parlo dei lavoratori) che, "grazie" all'attuale sistema fiscale italiano, si RItrovano, loro malgrado, ad essere le uniche vere classi contribuenti del Fisco. parliamo seriamente...la strategia di risanamento potrebbe prescindere dagli elementi di coesione e giustizia sociale introdotti (bene o male) nell'attuale Finanziaria 2008? infine mi permetta una domanda: non crede che la (necessaria) rigidità monetaria sancita dalla BCE, non essendo purtroppo finora accompagnata da una concomitante politica economica (intendo una politica fiscale) europea, sia da sola abbastanza incapace nel tenere assieme i temi dello sviluppo economico con quelli della coesione sociale? Grazie.
  • una Massaia accorta al Bilancio
    Nome: Alessandro Abati  Data: 12.11.2007
    Si dimentica spesso che il dovere di pagare le (bellissime) tasse, viene dopo il dovere dei governanti di dire anticipatamente dove andra’ quel gettito, auspicabilmente non buttato in spese improduttive ma, soprattutto, che vada a finire dove promesso quando si e’ pretesa la fiducia degli elettori. Perche' non serve un Dipartimento Economico delle improvvisazioni e delle emergenze pianificate. E' assurdo mirare ad inasprire continuamente la pressione fiscale, come se il rilancio dell’economia di un Paese passasse attraverso un drenaggio di risorse dal settore privato, che crea spesa, investimenti e PIL per passarle a una Pubblica amministrazione che invece di snellirsi continua a crescere senza alcun obiettivo. Alle volte, la PA centrale pare un oca messa all’ingrasso ormai da anni per qualche Natale. Dimenticando che a Natale, al piu’, servirebbe un tacchino! Ma la cosa piu scandalosa non e’ tanto che il Governo accresca le tasse per coprire uno dei piu grandi debiti pubblici per poi, invece, riversarlo in categorie di spesa corrente (anche nuove! Perche’ no?) improduttive. La peggio cosa e’ il controllo sul financial country-risk profile (Eurostat, Ecofin, E..tc) o sulla contabilita' fatto dall’Europa, che non si accorge di quando un Paese membro cosi’ indebitato, mette a copertura di spese correnti (quindi anche future) incrementi di entrate una-tantum e non strutturali. Una massaia accorta, non raffinati accademici, potrebbe meglio gestire il bilancio del Paese (Microfinance projects docet).
    Risposta:

    Il potere dell'Europa e' limitato in questa direzione. Quello che davvero conta e' la volonta politica di ridurre le spese. Nel nostro
    paese sembra davvero mancare quella. Pietro Garibaldi

  • quale riduzione di spesa ?
    Nome: antonio petrina  Data: 12.11.2007
    se l'extragettito non va per il risanamento ( se non nella misura minima) , si ritorna nello stesso refrain per la finanziaria 2007: ma non c'è un paradosso nel ridurre le spese quando c'è maggiore disponibilità? E' meglio la cicala o la formica?
    Risposta:

    Anche se non ridurre le spese, basterebbe almeno non aumentarle, cosa che invece e' successo in Italia lo scorso anno.

  • abbattimento del debito pubblico
    Nome: Maurizio - Lucca  Data: 10.11.2007
    Considerate le ingenti risorse che dobbiamo spesare per il pagamento degli interessi sul debito pubblico, io penso che dobbiamo assolutamente - e presto - fare un piano straordinario di vendita di quanto più patrimonio pubblico si possa alienare, con totale abbattimento del debito pregresso. In tal modo, in pochi anni, si potrebbero 'liberare' ingenti risorse per rilanciare l'Italia...Se non si avrà il coraggio di fare questo, o 'destra' o 'sinistra' ,il Paese continuerà la sua 'corsa'...all'indietro!!
    Risposta:

    Sono abbastanza daccordo con lei, ma quello che e' successo lo scorso anno dimostra che anche ingenti risorse, come effettivamente erano gli aumenti di entrata, non necessariamente finiscono poi a ridurre le entrate

  • investimenti in conto capitale
    Nome: Francesco  Data: 09.11.2007
    è interessante anche notare come a fronte di maggiori entrate siano DIMINUITE gli investimenti in conto capitale, ovvero si è speso quasi tutto in una tantum o in spesa corrente (come sottilineato dall'On. che ha postato prima di me) togliendo invece risorse agli Investimenti potenzialmente produttivi per il Paese
    Risposta:

    Sono molto daccordo con la sua osservazione, e la diminuzione degli investimenti in conto capitale richiede ulteriore spiegazione.

  • lezione di tax push
    Nome: M. Giovando  Data: 09.11.2007
    RPP settembre 2006 RPP settembre 2006 Aggiornamento DPEF sett.07 Differenze Imposte dirette 223.339 229.939 6.600 Imposte indirette 219.103 225.532 6.429 Imposte in conto capitale 815   883 68 TOTALE ENTRATE TRIBUTARIE 443.258 456.354 13.096 Contributi sociali 203.972 207.708 3.736 Altre 56.690 56.297 -393 TOTALE ENTRATE 703.920 720.359 16.439 Redditi lavoro dipendente 162.690 165.031 2.341 Consumi intermedi 120.483 124.419 3.936 Prestazioni sociali 264.884 265.220 336 Altre correnti 56.924 57.802 878 Spesa corrente primaria 604.981 614.597 9.616 Interessi passivi 72.845 74.534 1.689 Spesa in conto capitale 69.421 67.590 -1.831 TOTALE SPESE 746.068 756.720 10.652 SPESA PRIMARIA 673.223 682.186 8.963 30.697 Avanzo primario 30.697 38.173 7.476 Indebitamento -42.148 -36.361 5.787 -42.148 MISSIONI Milioni di euro % sul totale MISSIONI Milioni di euro % sul totale Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali 105.123,00 22,5 Soccorso civile 3688 0,79 Debito pubblico* 83.541,00 17,9 Organi costituzionali, a rilevanza costituzionale e Presidenza del Consiglio dei Ministri 3233 0,69 Politiche previdenziali 68.403,00 14,62 Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni 2911 0,62 Istruzione scolastica 41.645,00 8,90 Politiche del lavoro 2701 0,58 L'Italia in Europa e nel mondo 25.048,00 5,35 Immigrazione, accoglienza e garanzie dei diritti 1427 0,30 Diritti sociali, solidarietà sociale e famiglia 24.497,00 5,24 Tutela e valorizzazione dei beni attività culturali 1380 0,29 Difesa e sicurezza del territorio 19.086,00 4,08 Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca 1225 0,26 Fondi da ripartire 16.846,00 3,60 Casa e assetto urbanistico 1060 0,23 Ordine pubblico e sicurezza 9.412,00 2,01 Giovani e sport 902 0,19 Politiche economico-finanziarie e di bilancio** 8.875,00 1,90 Comunicazioni 896 0,19 istruzione universitaria 8.165,00 1,74 Tutela della salute*** 711 0,15 Diritto alla mobilità 7.960,00 1,70 Amministrazione generale e supporto alla rappresentanza gen.le di Governo e dello Stato sul territorio 3543 0,76 Giustizia 7.275,00 1,55 Commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo 234 0,05 Competitività e sviluppo delle imprese 5.574,00 1,19 Turismo 113 0,02 Sviluppo e riequilibrio territoriale 4.545,00 0,97 Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente 101 0,02 Ricerca ed innovazione 3.964,00 0,85 Energis e diversificazione delle fonti energetiche 59 0,01 Infrastrutture pubbliche e logistica 3.778,00 0,81 Regolazione dei mercati 16 0,00 Spese 2008 Spesa 2008 467.937,00 100,00 Entrate 2007? 456.354,00 Incremento spese rispetto al 2007? 9,75
  • Articolo interessante: qualche proposta ?
    Nome: FRANCESCO COSTANZO  Data: 07.11.2007

    Finalmente un articolo come se ne dovrebbero leggere più spesso sui giornali! Non è detto che l'"italiano medio" non sia in grado di capire queste cifre, qualora le leggesse, ed è giusto che si formi un'opinione pubblica ben precisa sul tema. Proprio per questo motivo, mi aspettavo che almeno le cifre sulla spesa primaria fossero più dettagliate, e che fosse formulata una proposta più concreta in merito a dove tagliare la spesa. E' molto importante che i tecnici si sbilancino di più in questo senso, soprattutto se si tratta di economisti politicamente indipendenti, visto che i nostri politici non si "mettono d'accordo", e che l'informazione spesso segue le vie della politica. Grazie, spero di leggere ulteriori approfondimenti sul tema prossimamente.

  • Lezione di tax push
    Nome: alberto  Data: 07.11.2007

    Più che una lezione, una conferma di come alle volte gli "strumenti dati" non vengano usati o compresi fino in fondo, mi riferisco alle manovre di politica economica eseguite fino a prima del 2006 e che dunque hanno portato i loro frutti , che sono stati mal utilizzati.Quando si verificheranno gli effetti dei queste ultime finanziarie le entrate saranno minori e l'abbattimento della spesa sarà nuovamente impossibile se non in misura esigua, mi chiedo fino a che punto siamo disposti a tollerare.

  • come si articola la spesa corrente in Italia?
    Nome: Silvano  Data: 06.11.2007
    Mi piacerebbe sapere, se è possibile, come si articola (molto sinteticamente) la spesa corrente primaria in Italia e dove e fino a che punto(secondo voi) è possibile intervenire per razzionalizzarla senza deprimere in modo eccessivo la domanda agregata (per la parte G ovviamente) e quindi avere conseguenze negative sull'intero ciclo economico. Ho letto che la spesa corrente in Italia, al netto degli interesi e rispetto agli altri paesi europei (% sul PIL), si attesterebbe ad un livello basso. Grazie in anticipo per la Vostra risposta
    Risposta:

    Diversi lettori ci chiedono informazioni siulla composizione della spesa pubblica. La tabella qui sotto è molto utile a riguardo. E' stata presentata assieme al disegno di legge finanziaria ed è frutto di un lavoro certosino svolto dai tecnici del Ministero dell'Economia nel riclassificare per funzioni il bilancio dello Stato. Ci dice che il 23 per cento dei fondi pubblici va alle "Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali", leggi Regioni ed enti locali. E' questo il capitolo che crescerà di più nel
    2008 (quasi 7 miliardi in più). Il nostro federalismo è una voragine perché non responsabilizza gli organi di governo locali. Un altro 18 per cento della spesa va al pagamento degli oneri sul debito pubblico. Questo ce la dice lunga sui costi della miopia della nostra classe politica, che osa parlare di "tesoretti" quando dobbiamo destinare quasi un quinto del bilancio a pagare interessi in gran parte a investitori esteri. La terza posta fondamentale è rappresentata dalla spesa pensionistica, che assorbe da sola il 15 per cento delle risorse. E anche qui le riforme non vengono mai portate a termine.
    Queste tre poste assorbono non solo più delle metà delle risorse disponibili, ma anche quasi due terzi delle risorse mobilizzate nel corso della manovra 2008. Insomma, grazie a questa tabella capiamo perché la spesa continui a correre. Il fatto è che si continua a ignorare quanto era scritto anche nel primo Dpef di questa legislatura: bisogna varare un vero federalismo fiscale e completare la riforma della previdenza. Un Governo che promette di ridurre la spesa senza affrontare queste riforme è poco credibile. Potrà tagliare, al massimo, qualche milione, non certo i miliardi che servirebbero per poi ridurre davvero la pressione fiscale.

  • la lezione del Presidente Reagan
    Nome: Matteo Gualdi  Data: 06.11.2007
    Il grande presidente americano era solito dire "Starve the Beast", ovvero "Affamare la Bestia". Se vogliamo che lo Stato spenda meno questa è l'unica soluzione possibile. m.g.