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SE SUL CLIMA SI DANNO I NUMERI

di Carlo Carraro, e Marzio Galeotti, Categoria Energia e Ambiente, Data 29.10.2007

Il Dpef stima i costi per l'Italia della mancata applicazione del Protocollo di Kyoto fino a 2,56 miliardi di euro all'anno nel periodo 2008-2012. E' un calcolo che presuppone la sostanziale immobilità del governo. Invece è molto probabile, e auspicabile, che le misure predisposte permettano di ridurre le emissioni di gas-serra e di rispettare gli impegni senza incorrere nelle penalità. Anche il ministro dell'Ambiente propone dati poco convincenti. Meglio applicare sempre il principio di precauzione, sia nel ridurre le emissioni, sia nel produrre numeri.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Se sul clima si danno i numeri
    Nome: angelo  Data: 03.01.2008
    io credo che sul clima,e sui rimedi verso il RG si stia prendendo una grossissima topica.Ma poichè a quei livelli che prendano una topica simile poco mi convince,credo proprio che ci stiano facendo un business della malora.Il bello e' che hanno la pretesa di volerci prendere per i fondelli.Non hanno il coraggio di dire: vulimme magnà
  • Realtà virtuali
    Nome: Franco Zannoner  Data: 06.11.2007

    Questo articolo dovevato pubblicarlo su Second Life. A parte la battuta, faccio notare che a livello scientifico l'opinione comune e' che non ci sono possibilità contrete che l'Italia rispetti il protocollo di Kyoto, a meno di inventarsi cose strane (tipo si stabilisce che la laguna di Venezia assorba quantità favolose di C02). Sull'aspetto economico vi rivolgo 2 domande: 1) A chi e come dovrebbero essere pagate le penali che l'Italia subirebbe ? 2) Se ho ben capito, l'unica alternativa possibile e' quella di incentivare le aziende (tipo ENEL) a fare accordi con enti stranieri per l'acquisto di certificati verdi (calcolati su risorse naturali già disponibili). Non vi sembra un meccanismo troppo complesso e fonte di grandi distorsioni ?. Basta considerare le dispute su cosa sono le energie alternative: la Francia dice il nucleare perche' ha le centrali, la Germania dice eolico e fotovoltaico perche' ha le industrie, il Brasile e gli Usa le biomasse perche' hanno risorse agrarie.

  • produzione di energia da fonti rinnovabili e tutela dell'ambiente
    Nome: Renzo Pagliari  Data: 06.11.2007

    La produzione di energia da fonti rinnovabili, alla luce degli impegni sottoscritti a Kyoto e delle rilevanti penalità correlate, ben evidenziate nell'articolo, dell' incremento costante dell'inquinamento dell' ambiente e dell'andamento nettamente crescente dei prezzi del petrolio e del gas è una necessità non rinviabile. Last but not least una diminiuta dipendenza dal petrolio/gas medioorientale e russo ed una diminuzione generalizzata e stabile dei prezzi di tali materie prime, oltre che un fattore di stabilizzazione dell'economia mondiale, con ogni probabilità rappresenterebbe anche un fattore importante per garantire la pace . In Italia, in particolare, sarebbe necessario, auspicabile ed urgente passare dalle parole generiche, dai dotti convegni, dai progetti teorici, dalle leggi di incentivazione poco o nulla efficaci ad una fase molto intensa, efficace ed efficiente di realizzazione di impianti di grandi dimensioni produttive singole e complessive. E' pensabile che all'inizio sia conveniente puntare su tutti gli strumenti produttivi disponibili: fotovoltaico, fototermico,eolico, metodo Rubbia, acqua volvente, biogas, biocarburanti, riciclo dei rifiuti, termovalorizzatori, ecc. Soltanto dopo una sperimentazione vasta e prolungata potranno essere sviluppati preferenzialmente gli strumenti produttivi più efficienti dal punto di vista della massimizzazione della produzione di energia utilizzabile in relazione all'impiego delle risorse economiche, all' impatto ambientale ed al costo energetico della produzione dei generatori, alla mancata turbativa degli altri mercati, come per esempio quello delle commodities agricole. E' necessario soltanto rimboccarsi le maniche, lavorare sodo, investire capitali rilevanti, superare in ogni modo, anche eventualmente con leggi costituzionali eccezionali la sindrone NIMBY, in Italia particolarmente virulenta.

  • se sul clima si danno i numeri
    Nome: danilo  Data: 01.11.2007

    ciao sono Danilo, ho una piccola attivita di impermeabilizzazioni, sono molto interessato e sensibile ai problemi di inquinamento e sto portando avanti (nel mio piccolo) proposte e progetti per impianti FOTOVOLTAICI per ridurre l'immissione in atmosfera dei gas cosidetti serra. Con il decreto Conto Energia del febbraio scorso, lo Stato ha attivato un sistema di incentivazione (durata ventennale) da riconoscere a tutti i soggetti realizzatori di suddetti impianti. Secondo me, per avere un ritorno positivo e più immediato sull'inquinamento, lo Stato avrebbe dovuto raddoppiare gli incentivi e dimezzare la durata del conratto. In questo caso veramente tutti avrebbero potuto usufruire di tali incentivi, mentre così mi sembra che a guadagnarci sopra siano ancora le banche che elargiscono finanziamenti ad interessi a loro più consoni. Questo è il mio modo di vedere le cose. Un saluto a tutti quelli che mi leggono.