
Il Nobel per la pace di quest'anno è stato assegnato all'ambiente. E' destinato ad attirare l'attenzione delle genti e dei governanti. A richiamare questi ultimi alle proprie responsabilità e a superare il breve orizzonte del ciclo elettorale. Perché le alterazioni del clima originano dalle attività economiche di tutti noi, ma dispiegano effetti disuguali, differenziati nello spazio e nel tempo. Ciò genera incentivi diversi, spesso contrapposti, tra generazioni e tra paesi e regioni del mondo. Un Nobel che è soprattutto un dono alle generazioni future.
Gentile sig. Galeotti, le sarei grato se potesse indicarmi su quali numeri lei fonda la convinzione che il "...fenomeno dei cambiamenti climatici non è sparita, pur andando numericamente assottigliandosi". Inoltre il "Il riconoscimento è andato a un personaggio noto alle cronache, da tempo conosciuto come persona sensibile ai temi dell’ambiente" Non mi pare ne sia convinto Alan Petarga, che senza mezzi termini definisce - sempre su IBL - il lavoro del "noto personaggio", un cumulo di balle. Del pari poco convinto - almeno sulla sua validità scientifica - m'è parsa l'Alta Corte di Londra che ha stabilito che "Un inconvenient truth", il famoso film del "noto personaggio" non deve essere proiettato nelle scuole britanniche perché (detto con parole terra-terra) è pieno di balle, la sua visione è apocalittica, è politica, non è scientifica ed è invece assai faziosa. Grazie se vorrà rispondermi
Ma come si fa ad attribuire un premio di grandissimo valore ad un uomo che sostiene una tesi che nella comunità scientifica è sottoposta a continui studi empirici e a verifiche costanti. Nessuno mette in dubbio che la pressione antropica dell'uomo abbia degli effetti negativi sull'ambiente, ma premiare l'estremismo significa non voler comprendere il problema e non volere trovare le giuste soluzioni. Il comitato norvegese, preposto all'attribuzione del Nobel per la Pace, conferma per l'ennesima volta di non avere alcuna conoscenza del metodo scientifico galileiano che si compone, come lei ben sa, di due aspetti: sensata esperienza e necessaria dimostrazione. Con oggi, purtroppo, c'è il trionfo del dogmatismo scientifico che appare ancora più grave e pericoloso del dogmatismo religioso medievale! Si conferma nuovamente che i premi Nobel per la Pace e la Letteratura non vengono assegnati sulla base di reali meriti artistici, sociali o umanitari, ma rappresentano esclusivamente dei veri e propri strumenti politici atti a condizionare l'opinione pubblica internazionale. Perchè non assegnare il premio Nobel per la Pace ai veri sostenitori della democrazia incarcerati nei tanti paesi islamici, orientali (penso ai monaci del Myanmar) e africani che pur di portare avanti i loro ideali di libertà e democrazia mettono a repentaglio le poche libertà personali di cui godono a costo della vita?
E' giusto che si premi chi parla e sensibilizza sulle condizioni climatiche attuali della nostra Terra e del clima che si troveranno le future generazioni. Cosa, pero', molto piu' giusta sarebbe pensare cosa puo' essere fatto ora per non aggravare la situazione climatica che riguarda non un solo paese o continente bensi l'intero pianeta. Bisognerebbe proporre ed istituire un Governo mondiale per il clima, con poteri vincolanti per tutte le nazioni, per cercare di conservare al meglio l'intero pianeta; questa e' l'unica via percorribile e democratica.