
Dopo un decennio di crisi, l'economia tedesca si è rimessa in moto: quest'anno la crescita sarà probabilmente superiore al 2,5 per cento. Una buona notizia per il paese e per tutta l'Europa. Ma la ripresa è destinata a durare? I dati positivi di oggi sono dovuti in larga parte alle riforme del mercato del lavoro introdotte negli ultimi tre anni. Invece di proseguire su questa strada, si parla ora di aumento dei sussidi di disoccupazione e di ripensamenti sull'innalzamento dell'età per la pensione. Un ritorno al passato molto rischioso, non solo per la Germania.
Mi dispiace di dissentire, ma gli economisti non dovrebbero essere sopraffatti da una razionalità strumentale, e dimenticare che lo scopo della crescita economica è la diffusione del benessere. Se non c'è ridistribuzione è il concetto stesso di crescita a non avere senso (a parte che per chi accumula rendite, ovviamente). Non va dimenticato, per inciso, che la riforma del mercato del lavoro olandese ha abbassato i tassi di disoccupazione attraverso una larga diffusione del lavoro part-time, al quale sono associati dei livelli salariali abbastanza elevati. In sostanza non c'è stato un aumento delle unità di lavoro proporzionale al calo del numero dei disoccupati.