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Il Quaderno promuove la valutazione. Con qualche riserva

di Bruno Losito, Categoria Scuola e Università, Data 21.09.2007
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Valutare come e cosa
    Nome: Giorgio Asquini  Data: 23.10.2007

    Anche io ho notato nel Quaderno una certa vaghezza di proposta su come attuare la valutazione. Una possibile spiegazione potrebbe essere data dalla mancanza di una prospettiva valutativa. Mi spiego. Valutare è considerata un'attività meritoria in sè, ma se viene sganciata da obiettivi di intervento sul sistema diventa un mero esercizio tecnico, appassionante sì, ma non più di tanto. Disporre di numeri ultraattendibili e non utilizzarli è come fare del sano modellismo: l'unica vera soddisfazione è lavorarci, poi il modello finisce sullo scaffale e si impolvera. Il nuovo corso ministeriale sembra aver capito dove mettere le mani in tema di valutazione (e può trovare un efficace sponda all'Invalsi), ma probabilmente deve chiarirsi qualcosa che viene prima della valutazione: dove voglio portare il sistema scolastico. La proclamata intenzione di lavorare di cacciavite non ha fin qui permesso di capire quale possa, e soprattutto voglia, essere il destino del sistema scolastico italiano. Utilizzare i dati negativi delle indagini internazionali per dire che la scuola non funziona è relativamente facile, ma che ha obiettivi ha questa scuola? Al di là delle petizioni di principio che giustamente si devono trovare nei programmi scolastici, i decisori politici dovrebbero avere una visione (anche intima, non manifesta, ma chiara) su dove vogliono portare il bastimento che gli è stato affidato. Poi si potranno incontrare tempeste e rischiare naufragi, ma quella è la rotta, e qui la valutazione dei "parametri di bordo" diventa essenziale. Bordeggiare sottocosta e brontolare sull'opacità del ponte... finisce solo per irritare l'equipaggio. In altri sistemi scolastici Ocse-Pisa è diventata l'occasione per riflettere sul ruolo del sistema scolastico, per capire cosa ci fosse di rituale nella didattica e per tracciare una nuova missione della scuola nella società. Può anche darsi, come ho suggerito sopra, che una visione chiara ci sia, e che prima o poi si manifesti. Ma la mancanza di proposte concrete potrebbe anche non essere solo un problema tecnico.