Logo stampa
 
 

Commenti

Se la selezione resta fuori dall'aula

di Andrea Ichino, Categoria Scuola e Università, Data 21.09.2007
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • qualità dei presidi e dei docenti
    Nome: Pierluigi Alessandrini  Data: 15.11.2007

    Sono un preside. Non nego di condividere assolutamente le impressioni dei docenti che sono intervenuti nel forum. Credo però che essi non conoscano bene la realtà dell'ultimo concorso per presidi (chiamiamolo ancora così, anche se oggi è dirigente scolastico). La grossa innovazione introdotta col Concorso Ordinario del 2004 è il colloquio di gruppo, fatto in otto candidati che discutono su un tema in 45 minuti. Qui si vedono le dinamiche relazionali e le capacità collaborative messe a nudo. Peccato che lo abbiano fatto solo per il concorso ordinario. Gli oltre 3000 presidi entrati con il concorso riservato non hanno fatto lo stesso scalino per entrare. Nessun docente invece, ad oggi, entra per concorso. Gli unici docenti plausibili che io posso avallare escono dalle SSIS, che forniscono un bagaglio che abbrevia l'apprendistato di insegnante. Quindi la qualità passa per scelte difficili ed impopolari, di selezione su criteri chiari, trasparenti ma rigidi: chi può entra, senza pensare di fare tutti il medico o l'ingegnere. Anche le linee per la valutazione autentica, tecniche ormai entrate a macchia di leopardo nella scuola italiana, possono contribuire a far nascere una nuova consapevolezza della validità di percorsi diversi dall'accademico, altrettanto nobili e redditizi. Da ultimo segnalo che le linee del Consiglio di Lisbona del 2000, recepito dalla legge 53/2003 (detta Moratti) ed oggi all'interno delle Indicazioni di Fioroni, orientano la scuola in una direzione eccellente, molto lontana dalla scuola di prima attraverso la ricerca della Competenza dell'alunno. Ma chi potrà orientare il singolo istituto a seguire quella strada? Solo il preside, poichè se vuole può ostacolare o spingere i docenti. Ecco la necessità davvero di selezionare in misura più attenta la dirigenza delle scuole (e del resto dell'Amministrazione).

  • Ruolo dei presidi
    Nome: Zanette Luciano  Data: 06.11.2007

    Dall'articolo si attribuisce ai presidi il ruolo chiave per migliorare le "performance" didattiche degli insegnanti. E qui sta il problema; come vengono selezionati i presidi? Con le stesse modalità degli insegnanti. Cioè con prove scritte, dove diventa essenziale la capacità di scrivere; per partecipare vi è una selezione per titoli, dove diventa preminente l'aver fatto il vicepreside ( cioè colui che firma permessi di entrate e uscite degli studenti....) , mentre eventuali titoli accademici, abilitazioni conseguite non vengono prese in considerazione. Ma soprattutto i possibili candidati non sono selezionati in base a test attitudinali che ne misurino la capacità organizzativa, coordinatrice e quindi manageriale , come avviene invece nel settore privato. I futuri presidi sono degli ottimi burocrati, che conoscono a fondo le leggi, ma completamente avulsi dalla didattica e disinteressati ad un suo miglioramento ( ad esempio nello scrutinio finale il preside non si cura di capire perchè uno studente ha avuto certi esiti e come si può fare per migliorare la situazione, ma solo che le "carte" siano a posto per un eventuale ricorso).

  • scuola e selezione del personale
    Nome: fulvio lo cicero  Data: 28.10.2007

    L'analisi di Ichino è convincente ma ha un limite: quello di attribuire ai presidi compiti delicatissimi. Faccio presente che anche la selezione dei dirigenti scolastici soffre delle stesse carenze di quelle sottolineate da Ichino a proposito degli insegnanti. In generale i presidi non sono preparati a fare i "manager" e sono anche pagati molto poco per farlo. Quindi, siamo da capo a dodici. Se non ci si vuole convincere che la scuola ha bisogno di enormi investimenti non si riuscirà mai a venire a capo di un problema drammatico per il futuro del Paese.

    Risposta:

    Il problema e' gia' stato posto da altri commentatori. Il punto e' che attualmente gli insegnanti non vengono scelti da chi sopporta le
    conseguenze di scelte sbagliate. E lo stesso vale per i dirigenti scolastici. Quindi anche le regole di selezione dei dirigenti scolastici
    andrebbero cambiate e cosi' via per tutta la piramide. Cosi' funziona in una azienda privata dove il mercato detta la disciplina.
    Mi si dira' che il settore pubblico non vende sul mercato e quindi il mercato non puo' disciplinare il settero pubblico. Ma nel caso della scuola i consumatori, ossia le famiglie possono eccome imporre una disciplina di mercato: lo fanno in tanti paesi in cui i presidi hanno proprio le responsabilita' che io vorrei attribuire a loro.
    Pur rimanendo finanziate con fondi pubblici (ad esempio mediante vouchers distribuiti in modo inversamente proporzionale al reddito delle famiglie e spendibili solo per istruzione ), le scuole (e i loro presidi) potrebbero essere disciplinate dai consumatori (ad esempio dal numero di vouchers che riescono ad attrarre).
    Mi dira' ancora il lettore che le scuole per attirare studenti renderanno loro la vita facile. Non credo, a patto che venga eliminato il valore legale dei titoli. Lei manderebbe suo figlio ad una scuola facile solo per ottenere un titolo che non vale nulla?

  • quali presidi
    Nome: MIMMO TURTURRO  Data: 24.10.2007

    Molto accurata l'analisi a livello teorico, a livello pratico non c'è conoscenza di chi sono i presidi e come sono stati reclutati.Affidare a loro compiti così delicati vuol dire peggiorare la situazione e farla scivolare ancora più in basso.