Avendo lavorato come precario per 10 anni intervengo con qualche cognizione di causa sulla cosiddetta giostra dopo l'entrata in ruolo. In molti casi essa è determinata dal fatto che quando si entra in ruolo si è costretti ad accettare la scuola in cui c'è disponibilità di posti. Difficilmente è quella ideale. Ad esempio quella in cui sono stato costretto a fare il mio anno di prova si trovava a 25 km da casa mia senza mezzi pubblici utili a raggiungerla. 50 km al giorno in macchina sono un costo insostenibile per uno stipendio di 1.090 euro mensili e quindi si richiede una scuola più vicina. Ma non è detto che ci sia disponibilità e allora ci si accontenta per l'anno successivo di una scuola che è a 15 km di distanza che sono sempre meglio che 25. Magari al terzo tentativo si ottiene la scuola buona. Moltiplicate questi passaggi per il numero di inseriti in ruolo e capirete. Inoltre la maggioranza del corpo docente è costituito da donne. Ancora qualche donna fa figli in Italia e in tali sporadici casi è necessario disporre di un posto di lavoro che permetta di accompagnare i piccoli all'asilo o alla materna o alle elementari. Anche in questi casi si è costretti a richiedere sedi compatibili con le esigenze familiari. Certamente l'autonomia di ogni singola scuola risolverebbe qualche problema, ma è piuttosto curioso che si chieda al tempo stesso il massimo di mobilità e di flessibilità quando serve e il massimo di stanzialità quando serve. Come la mettiamo se uno dei due coniugi deve essere flessibile al massimo e l'altro stanziale al massimo? Non fare figli ? Amen
non sono troppi gli insegnanti
Nome: mario lorenziniData: 04.11.2007
L'ha detto anche il Ministro a Milano recentemente. Noi modestamente lo abbiamo sempre detto. Gli insegnanti non sono troppi. Infatti la scuola italiana è diffusa in tutti i comuni e spesso nelle frazioni perchà deve essere garantito il servizio a tutti i cittadini. Non è cosi negli altri Paesi. Inoltre in Italia gli alunni portatori di handicap sono inseriti nelle classi normali mentre negli altri Paesi ci sono le classi differenziali.
Avendo lavorato come precario per 10 anni intervengo con qualche cognizione di causa sulla cosiddetta giostra dopo l'entrata in ruolo. In molti casi essa è determinata dal fatto che quando si entra in ruolo si è costretti ad accettare la scuola in cui c'è disponibilità di posti. Difficilmente è quella ideale. Ad esempio quella in cui sono stato costretto a fare il mio anno di prova si trovava a 25 km da casa mia senza mezzi pubblici utili a raggiungerla. 50 km al giorno in macchina sono un costo insostenibile per uno stipendio di 1.090 euro mensili e quindi si richiede una scuola più vicina. Ma non è detto che ci sia disponibilità e allora ci si accontenta per l'anno successivo di una scuola che è a 15 km di distanza che sono sempre meglio che 25. Magari al terzo tentativo si ottiene la scuola buona. Moltiplicate questi passaggi per il numero di inseriti in ruolo e capirete. Inoltre la maggioranza del corpo docente è costituito da donne. Ancora qualche donna fa figli in Italia e in tali sporadici casi è necessario disporre di un posto di lavoro che permetta di accompagnare i piccoli all'asilo o alla materna o alle elementari. Anche in questi casi si è costretti a richiedere sedi compatibili con le esigenze familiari. Certamente l'autonomia di ogni singola scuola risolverebbe qualche problema, ma è piuttosto curioso che si chieda al tempo stesso il massimo di mobilità e di flessibilità quando serve e il massimo di stanzialità quando serve. Come la mettiamo se uno dei due coniugi deve essere flessibile al massimo e l'altro stanziale al massimo? Non fare figli ? Amen
L'ha detto anche il Ministro a Milano recentemente. Noi modestamente lo abbiamo sempre detto. Gli insegnanti non sono troppi. Infatti la scuola italiana è diffusa in tutti i comuni e spesso nelle frazioni perchà deve essere garantito il servizio a tutti i cittadini. Non è cosi negli altri Paesi. Inoltre in Italia gli alunni portatori di handicap sono inseriti nelle classi normali mentre negli altri Paesi ci sono le classi differenziali.