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Commenti

SE LO SPINELLO FA MALE ALLA SCUOLA*

di Jan van Ours, e Jenny Williams, Categoria Scuola e Università, / Internazionali, Data 12.10.2007

I ragazzi che consumano cannabis hanno risultati scolastici peggiori e abbandonano la scuola presto, soprattutto se iniziano prima dei quindici anni. Tutto ciò ha conseguenze sui loro futuri guadagni e sul tipo di lavoro che andranno a svolgere. Ma si riflette anche sull'intera società, che ne paga i costi in termini di potenziale di crescita e di tassi di occupazione. Un problema da affrontare con urgenza vista la sua diffusione tra gli studenti delle scuole superiori europee e americane. Attraverso campagne di informazione, ma anche un innalzamento dei prezzi.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • controesempio
    Nome: pax  Data: 28.10.2007

    So che non è statisticamente rilevante, ma io fumo da quando avevo 14 anni, e la cosa non mi ha impedito di diplomarmi con 57/60, laurearmi con 110 e lode e concludere un dottorato triennale. Il tutto prima dei 27 anni. Questo articolo è una volgarissima presa in giro. Non sono indicati gli errori sulle stime, il modo con cui è stato selezionato il campione, nè mille altre cose. E' semplicemente scandaloso che un sito come la Voce possa pubblicare queste buffonate solo perchè "dimostrano scientificamente" ciò che piace credere. La Scienza, cari signori, è prima di tutto onestà.

  • contro proposta
    Nome: Mauro  Data: 17.10.2007
    Mi stupisco come un sito come Lavoce possa aver dato risalto ad un articolo simile. Mi permetto di fare notare che dalla tabella 2 oltre ad osservare "che in media gli uomini che iniziano a far uso di cannabis prima dei 15 anni completano 0,8 anni di istruzione formale in meno rispetto a coloro che non l’hanno mai consumata", si evince anche che l'uso di cannabis per per le donne sopra i 18 anni andrebbe incentivata ed agevolata, in quanto permetterebbe di avere 0,6 anni di istruzione formale in più rispetto a chi non ne ha mai fatto uso! Se proprio si vuole demonizzare la cannabis, che almeno si cerchino argomentazioni più convincenti e criteri di causa-effetto meno pretestuosi.
  • dubbio
    Nome: Roberto Sormani  Data: 17.10.2007
    Consumare cannabis implica una serie di relazioni sociali non usuali e un insieme di comportamenti che certo distraggono dallo studio. Come si può separare l'effetto diretto (quello "chimico") da quello indiretto? Ho il dubbio che il secondo avrebbe la meglio.
  • troppi fattori di disturbo
    Nome: paola  Data: 17.10.2007
    I cosiddetti fattori di disturbo, o rapporti di causalità inversa, e/o tutte le eccezioni giustamente evidenziate nell'articolo stesso, sembrano proprio troppi per rendere questo uno studio attendibile. Mi sembra più una pippa mentale se mi permettete. Inoltre il controllo del prezzo, dei giovani, dell'uso che si fa di certe sostanze, e una bella stangata a uno dei maggiori introiti per la mafia organizzata potrebbe essere garantito benissimo dalla semplice legalizzazione..
  • ???
    Nome: Mirko Serra  Data: 17.10.2007
    Ma questo articolo cosa vorrebbe esattamente dimostrare? cioè dove vuole esattamente andare a parare? Perchè queste considerazioni fatte sulla cannabis - alcune molto discutibili, perchè il problema non è farne uso o meno, ma in che quantità - si potrebbero fare altrettanto per sigarette, alcool e abuso di psicofarmaci!! E allora perchè si guarda solo ad un aspetto della questione e non alla sua interezza?
  • Spinelli nelle scuole
    Nome: Vito A.  Data: 16.10.2007

    Seppur a favore della legalizzazione delle droghe, tutte, credo che la diffusione dello spinello tra i minorenni vada stigmatizzata, tanto quanto l'uso di qualsiasi altra sostanza dall'alcool alle sigarette. Il proibizionismo ha fallito e sarebbe molto piu' facile se fosse lo stato a controllare e limitare l'uso di qualsiasi sostanza.

  • Dubbi e spinelli
    Nome: giovanni  Data: 15.10.2007

    Nutro molti dubbi - dubbi peraltro espressi dalla maggiorparte dei commentatori - sulle conclusioni dell'articolo: come incidere sul consumo di cannabis e derivati attraverso "politiche dei prezzi" quando nella (quasi?!) totalità dei paesi occidentali la "vendita al consumo" di cannabis è illegale (obiezione che vale anche per i Paesi Bassi, dove la vendita è tollerata solo per i maggiorenni)? Credo inoltre sia sufficiente l'evidenza empirica a dimostrare che l'uso/abuso di sostanze psicotrope incida negativamente sul rendimento scolastico:per esperienza personale ritengo che l'uso ( o meglio l'abuso) di cannabis e derivati influisca moltissimo sul rendimento degli studi universitari nonostante siano stati ottenuti ottimi risultati nelle medie superiori, ma credo che ad incidere in maniera più decisiva siano altri fattori quali la disparità qualitativa nei percorsi formativi e nella preparazione di base delle scuole medie superiori tra Nord e Sud Italia (cosa che ho immediatamente percepito una volta giunto a Bologna provenendo dalla Calabria), la totale assenza di un serio programma di "orientamento" agli studi universitari che condiziona profondamente le scelte dello studente e i suoi risultati futuri, e il mancato sostegno economico del percorso di studi, che in Italia è eccessivamente vincolato a criteri burocratici e al rendimento di breve periodo dello studente, per cui chi ottiene una borsa di studio sacrifica "la qualità dello studio" al fine di confermare la borsa negli anni successivi, cosa a cui non tutti gli studenti -soprattutto coloro che provengono da famiglie con basso livello d'istruzione - riescono prontamente ad abituarsi.

  • se lo spinello fa male alla scuola
    Nome: de santis umberto  Data: 14.10.2007

    Pur vivendo nella piccola realtà di Siena, posso confermare che l'uso di droga da parte degli studenti della media superiore è notevole anche in provincia e gli esiti sono spesso disastrosi come commentato dall'articolista. Bisogna agire non tanto sul prezzo ma sulla convenienza economica degli spacciatori : se non guadagnano molto non vanno per le scuole o nei luoghi di ritrovo a cercare nuovi clienti. E' la più elementare legge di mercato. Non basta la sola educazione degli studenti la forbice del prezzo selezionerebbe solo i clienti più abbienti e aumenterebbe i profitti degli spacciatori. Notiamo bene che l'industria del lusso nel mondo non conosce crisi!

  • fuori fuoco
    Nome: Luca Mazzone  Data: 13.10.2007

    Giusto qualche puntualizzazione: - chi ha detto che "consumo di cannabis prima dei 15 anni" non significhi, magari, famiglie complessivamente meno attente verso quello che fanno i figli in genere? A questo proposito, credo che le ore di Playstation e simili possano dire molto di più sugli under 15 del consumo di cannabis - ciclicamente vengono fuori ricerche che, in buona sostanza, partono col presupposto che la cannabis faccia male e non vanno molto avanti. Credo sia stato dimostrato in più modi e in più luoghi che la soluzione, per contro, visti sopratutto i livelli di consumo, non può essere altrove che nella liberalizzazione. Altrimenti rinunciamo a qualunque problema di controllo del fenomeno, e sopratutto aspettiamo i ringraziamenti delle mafie.

  • spinello
    Nome: aris blasetti  Data: 13.10.2007

    Ci voleva proprio una indagine "scientifica" per scoprire che fumare la cannabis rincitrullisce? Ma siamo seri! A quando una analoga indagine sui danni della coca dell'eroina o del' alcool? Le indagini scientifiche confermano quello che si sapeva da sempre in compenso il nostro ministro della Sanità vuole aumentare le dosi non punibili.