
I ragazzi che consumano cannabis hanno risultati scolastici peggiori e abbandonano la scuola presto, soprattutto se iniziano prima dei quindici anni. Tutto ciò ha conseguenze sui loro futuri guadagni e sul tipo di lavoro che andranno a svolgere. Ma si riflette anche sull'intera società, che ne paga i costi in termini di potenziale di crescita e di tassi di occupazione. Un problema da affrontare con urgenza vista la sua diffusione tra gli studenti delle scuole superiori europee e americane. Attraverso campagne di informazione, ma anche un innalzamento dei prezzi.
So che non è statisticamente rilevante, ma io fumo da quando avevo 14 anni, e la cosa non mi ha impedito di diplomarmi con 57/60, laurearmi con 110 e lode e concludere un dottorato triennale. Il tutto prima dei 27 anni. Questo articolo è una volgarissima presa in giro. Non sono indicati gli errori sulle stime, il modo con cui è stato selezionato il campione, nè mille altre cose. E' semplicemente scandaloso che un sito come la Voce possa pubblicare queste buffonate solo perchè "dimostrano scientificamente" ciò che piace credere. La Scienza, cari signori, è prima di tutto onestà.
Seppur a favore della legalizzazione delle droghe, tutte, credo che la diffusione dello spinello tra i minorenni vada stigmatizzata, tanto quanto l'uso di qualsiasi altra sostanza dall'alcool alle sigarette. Il proibizionismo ha fallito e sarebbe molto piu' facile se fosse lo stato a controllare e limitare l'uso di qualsiasi sostanza.
Nutro molti dubbi - dubbi peraltro espressi dalla maggiorparte dei commentatori - sulle conclusioni dell'articolo: come incidere sul consumo di cannabis e derivati attraverso "politiche dei prezzi" quando nella (quasi?!) totalità dei paesi occidentali la "vendita al consumo" di cannabis è illegale (obiezione che vale anche per i Paesi Bassi, dove la vendita è tollerata solo per i maggiorenni)? Credo inoltre sia sufficiente l'evidenza empirica a dimostrare che l'uso/abuso di sostanze psicotrope incida negativamente sul rendimento scolastico:per esperienza personale ritengo che l'uso ( o meglio l'abuso) di cannabis e derivati influisca moltissimo sul rendimento degli studi universitari nonostante siano stati ottenuti ottimi risultati nelle medie superiori, ma credo che ad incidere in maniera più decisiva siano altri fattori quali la disparità qualitativa nei percorsi formativi e nella preparazione di base delle scuole medie superiori tra Nord e Sud Italia (cosa che ho immediatamente percepito una volta giunto a Bologna provenendo dalla Calabria), la totale assenza di un serio programma di "orientamento" agli studi universitari che condiziona profondamente le scelte dello studente e i suoi risultati futuri, e il mancato sostegno economico del percorso di studi, che in Italia è eccessivamente vincolato a criteri burocratici e al rendimento di breve periodo dello studente, per cui chi ottiene una borsa di studio sacrifica "la qualità dello studio" al fine di confermare la borsa negli anni successivi, cosa a cui non tutti gli studenti -soprattutto coloro che provengono da famiglie con basso livello d'istruzione - riescono prontamente ad abituarsi.
Pur vivendo nella piccola realtà di Siena, posso confermare che l'uso di droga da parte degli studenti della media superiore è notevole anche in provincia e gli esiti sono spesso disastrosi come commentato dall'articolista. Bisogna agire non tanto sul prezzo ma sulla convenienza economica degli spacciatori : se non guadagnano molto non vanno per le scuole o nei luoghi di ritrovo a cercare nuovi clienti. E' la più elementare legge di mercato. Non basta la sola educazione degli studenti la forbice del prezzo selezionerebbe solo i clienti più abbienti e aumenterebbe i profitti degli spacciatori. Notiamo bene che l'industria del lusso nel mondo non conosce crisi!
Giusto qualche puntualizzazione: - chi ha detto che "consumo di cannabis prima dei 15 anni" non significhi, magari, famiglie complessivamente meno attente verso quello che fanno i figli in genere? A questo proposito, credo che le ore di Playstation e simili possano dire molto di più sugli under 15 del consumo di cannabis - ciclicamente vengono fuori ricerche che, in buona sostanza, partono col presupposto che la cannabis faccia male e non vanno molto avanti. Credo sia stato dimostrato in più modi e in più luoghi che la soluzione, per contro, visti sopratutto i livelli di consumo, non può essere altrove che nella liberalizzazione. Altrimenti rinunciamo a qualunque problema di controllo del fenomeno, e sopratutto aspettiamo i ringraziamenti delle mafie.
Ci voleva proprio una indagine "scientifica" per scoprire che fumare la cannabis rincitrullisce? Ma siamo seri! A quando una analoga indagine sui danni della coca dell'eroina o del' alcool? Le indagini scientifiche confermano quello che si sapeva da sempre in compenso il nostro ministro della Sanità vuole aumentare le dosi non punibili.