
Nel dibattito intorno alle elezioni primarie del partito democratico è rimasto in ombra l'aspetto principale sul quale l'assemblea costituente dovrà pronunciarsi: lo statuto. E' invece importante discutere delle regole. Che dovrebbero essere semplici, chiare ed efficaci, soprattutto sulle questioni del codice etico, della struttura organizzativa e della gestione finanziaria. E non solo perché da queste norme potrà dipendere il successo del nuovo partito, ma anche per dare concreti messaggi sulla riforma della politica.
Giustissimo: ho suggerito a due segretari ex ds e margherita di convocare gli eletti e discutere di quali aspetti portare all'assemblea costituente.ad esempio: regole chiare e poche direi, che consentano la libera scelta dei rappresentanti nelle città e da queste al centro-altro che liste bloccate!. criteri netti per la scelta dei candidati a sindaco ecc. con obbligo di presentare consuntivo e preventivo personale sul quale poter giudicare per scegliere.
Emerge evidente l'assenza nel dibattito della "forma partito", grave perchè di costituente si tratta e non di semplice fusione. Il presupposto per ottenere attenzione e risultati su questo fronte è separare nettamente l'attività politica da quella "di partito". Come il Presidente della Repubblica ha compiti "di garanzia" per il corretto funzionamento delle istituzioni, così il Presidente del PD deve preoccuparsi di garantire la trasparenza (anche in assenza di leggi, è possibile produrre bilanci e documentare la propria attività), la democraticità (deve essere una ossessione fare in modo che le opinioni dal basso raggiungano il vertice, su tutto quanto è possibile, con tutti i mezzi possibili. Ed il vertice deve rispondere alle interpellanze della base, magari opponendo rifiuti, me deve rispondere), la corretta selezione dei dirigenti del partito (una griglia di presupposti che deve essere sempre rispettata). Siamo abituati a Presidenti più politici dei segretari di partito e non ci scandalizza se il Presidente, precisa o smentisce il segretario sulla linea politica (mentre sappiamo ad es. che ciò non sarebbe permesso al Presidente della Repubblica nei confronti del Capo del governo). Occorre sentire questo incarico (e gli altri che strutturano la macchina partito) preziosi per il partito, totalmente separato e gestito da chi (come Romano Prodi potrebbe fare) è al di sopra delle parti che competono per la direzione politica: il partito è di tutti e in tanti potremmo sentirci a casa nostra anche quando la linea politica ci pare debole o discutibile.
il cuore mi fa ritenere che la costituzione di questo partito sia fuori tempo massimo, ovvero una operazione del tutto oscurantista tipica di una socieà statica che deve conservare le rendite di posizione attraverso l'organizzazione del consenso ,al di là delle tante buone intenzioni.. Perchè liquidare l'antipolitica come una forma di infantilismo qualunquista e non considerarla come una protesta contro i partiti che si sono arrogati il diritto ad essere gli unici depositari della fede democratica?!!! (nell'ambito degli stessi partiti la selezione avviene nell'ambito di chi si accoda alla processione, anzi "è meglio sbagliare con il PARTITO che avere ragione da soli) per cui l'antitodo ai partiti caserme, dovrebbere essere le associazioni tematiche rivolte ai tanti temi irrisolti al fine di rompere le oligarchie e il regime di oligopolio instaurato dai partiti che si lettimano a vicenda (basta pensare a Berlusconi per capire quanta legittimazione ha procurato..) Nè le piccole formazioni partitiche sono indice di maggiore democrazia, ma sostegno all'oligopolio esistente. La mente , però mi fa ritenere che in una società di interessi in cui quello che conta è detenere il capitale (voti) di comando, il Partito Democratico è una ottima strategia per competere in regime di oligopolio politico e sindacale ed assicurare così ai soliti noti il potere politico ed economico.(Veltroni, Rutelli, Letta, Franceschini, Bindi etc. non mi sembrano che siano dei rigorosi pensatori da preconizzare una "Citta del sole " e tanto meno eretici tipo Savanarola, Galileo, Giordano Bruno, ovvero La Pira o Dossetti) al massimo solo qualcuno ha cercato di fare il "cattolico adulto" a buon mercato. Attingendo ai miei ricordi mi viene da chiedere dov'è finito lo slogan "bisogna combattere con il potere democratico la dinamica invadente dei monopoli" dimenticavo che oggi abbiamo l'antitrust !!! se va bene così buona camicia a tutti...! primarie permettendo alla quale mi asterrò per la delusione che mi ha procurato " la fabbrica del programma" e il Premier votato da 5 milioni di elettori... il tutto ridotto a 12 punti affidati a Sircana!!!. Grazie per la cortese attenzione.
Credo sarebbe stato più opportuno prima fondare il P.D con un suo statuto, un suo codice etico e prima di tutto con un manifesto firmato dai vari segretari politici del centro-sinistra in cui si precisavano i capisaldi ed i credi essenziali delle loro azion comuni politiche. In un secondo tempo, in certo senso contestualmente, poi si potevano sciogliere i partiti che lì volevano confluire. La frittata è fatta, mi dispiace.