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IL PESO DELLA MANOVRA*

di Giuseppe Pisauro, Categoria Conti Pubblici, Data 09.10.2007

Quantificare la dimensione di una manovra di finanza pubblica è un esercizio inevitabilmente opinabile. Ma il problema di quella appena varata è, semmai, nella sua qualità e nella sua capacità di tenuta. Per esempio, mancano all'appello le risorse per i nuovi contratti del pubblico impiego. La spesa pubblica non si allontana dal suo trend di crescita di lungo periodo: il 2 per l'anno in termini reali da un decennio. Solo la favorevole dinamica delle entrate ne ha consentito il finanziamento insieme alla ricostituzione dell'avanzo primario e alla sensibile riduzione del disavanzo.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • detrazioni incostituzionali
    Nome: luca  Data: 19.10.2007

    Continuo a chiedermi quando applicheremo il principio costituzionale previsto dall'art. 53, ovvero la progressività dell'imposizione fiscale. Innanzitutto non è possibile considerare normale applicare la detrazione in misura fissa, tipo per gli affitti o i mutui, essendo entrambi soggetti a variabili di luogo e mercato. Poi, è vergognoso che il contribuente possa detrarre dalle imposte la percentuale del 19% di spese quali affitti, mutui, polizze assicurative, spese di istruzione, quando la percentuale IRPEF da applicare al reddito è del 23%. Lo stato lucra il 4% sulla povera gente. inoltre, quando cominceremo a dedurre i costi certificati o, in alternativa detrarre una percentuale degli stessi dalle imposte?

  • finanziaria 2008
    Nome: piero postacchini  Data: 15.10.2007

    La finanziaria 2008 è stata già redatta, ancora una volta si è persa l’occasione per fare una manovra forte che abbia un impatto sulla crescita dell’economia. La finanziaria 2008 alternativa: sulle entrate - sgravi fiscali per le famiglie euro 12 miliardi - eliminazione ici prima casa per tutti euro 3 miliardi - riduzione base imponibile irap (calcolare irap sulla stessa base imponibile ires) euro 15 miliardi sulle spese - riduzione dei contributi a fondo perduto e conto esercizio euro 30 miliardi - riduzione delle spese di esercizio dell’ammin. pubblica euro 10 miliardi - aumento delle spese per investimenti pubblici euro 10 miliardi Dal lato delle entrate gli sgravi alle famiglie e la riduzione dell’ici sicuramente saranno un valido sostegno per i consumi interni, mentre gli sgravi fiscali per le imprese sicuramente liberano risorse finanziarie da destinare al rafforzamento delle strutture produttive e livellando il carico fiscale al resto dell’europa, lo sgravio fiscale così come concertato favorirà le imprese ad alta intensità di manodopera e quelle più indebitate, in tal modo sicuramente vi saranno benefici per l’occupazione e le imprese saranno più patrimonializzate per l’entrata in vigore di Basilea 2 dal 1 gennaio 2008. Dal lato delle spese, i contributi ridotti dovranno essere accompagnati sia da agevolazioni fiscali/contributive temporanee, che da prestiti che dovranno essere fatti a tassi di mercato con una durata ventennale (i prestiti devono essere garantiti con l’intera azienda, ossia se c’è l’insolvenza si vende l’intera azienda sul mercato), in tale modo si agevola l’iniziative imprenditoriali sane nei territori depressi, eliminando tutte le contribuzioni a pioggia che finora non hanno prodotto risultati. La sostituzione delle spese di esercizio con spese per investimenti pubblici, non farà modificare il lato della domanda interna ma sicuramente comporterà un incremento del pil per la creazione di opere e infrastrutture pubbliche, ossia se non investe il privato, in questo momento di difficoltà ci pensa il pubblico dato anche l’arretramento di infrastrutture con il resto dell’europa.

  • perchè finanziarie tanto poco efficaci ed innovative?
    Nome: luigi zoppoli  Data: 09.10.2007
    Continuo a considerare paradossale che nel nostro benedetto paese non sia possibile fare una finanziaria di rottura né concettualmente né pragmaticamente. E questo da parte sia di governi sostenuti da amplissima maggioranza che,come oggi, da maggioranza esigua.. Certo non dipende da capacità tecnica dei ministri e/o delle strutture,almeno spero E, nelle condizioni in cui il paese si trova, bloccato, rigido, fermo, sarebbe necessarissimo assumere provvedimenti innovativi piuttosto che radicali per avviare a soluzione le questioni aperte. O dobbiamo accendere un cero alla Madonna di Pompei perchè miracolosamente tutto si risolva?
  • e manca ancora molto...
    Nome: giacinto  Data: 09.10.2007
    Il prof. Pisauro ci ha dato un esempio di quanto complesso sia definire il valore di una manovra. Alla sua ricostruzione mancano addirittura altri pezzi. Per esempio: 1) il decreto legge di luglio già stanziava risorse per ferrovie ed anas. nel fare i suoi calcoli dovremmo includere anche quello? 2) se considero i fondi alla cooperazione, il DPEF indicava una somma inferiore a quanto stanziato dopo. Escludere l'extra stanziamento dalla manovra sarebbe sbagliato. In altre parole, le variabili sono talmente tante che forse ambire a definire quanto vale la manovra è una pia illusione. Forse sarebbe il caso di iniziare a pensare a regole di bilancio certe e chiare.