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CHI GUADAGNA DALLA MANOVRA

di Simone Pellegrino, Categoria Fisco, / Povertà, Data 09.10.2007

Se l'obiettivo è rendere più equa la distribuzione dei redditi, nella manovra finanziaria per il 2008 non mancano le zone d'ombra. Sicuramente positivi gli effetti redistributivi delle misure a favore degli incapienti, ovvero contribuenti che generalmente non possono beneficiare degli sgravi d’imposta, anche se limitata per il 2007. Ma dal 2008 si introducono benefici permanenti per affitti e Ici che si concentrano su una parte più alta della distribuzione dei redditi e riducono l'impatto positivo sui veri poveri.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Dubbi sull'impostazione della manovra 2008 per le famiglie.
    Nome: FRANCESCO COSTANZO  Data: 18.10.2007

    A mio parere, la manovra di quest'anno contiene cambiamenti di una certa importanza per la fiscalità di impresa, il cui impatto è tuttavia da valutare. Nel contempo, non sono state introdotte sostanziali novità di impostazione sulla tassazione a carico delle famiglie. In generale, mi trovo d'accordo con chi dice che il beneficio degli sgravi di carattere "strutturale" è limitato, mentre quello degli sgravi "una tantum" è modesto, a causa della sua temporaneità. Infine, non sono state ridotte, come promesso, le imposte a carico dei lavoratori dipendenti. L'idea che ne ho tratto è che il complesso degli interventi previsti sia insufficiente per stimolare in modo deciso la ripresa economica. Inoltre, non mi è ben chiaro in quale direzione punti il Governo per perseguire i suoi obiettivi di crescita: la sensazione è che continuando con la politica di detrazioni e sgravi una tantum e "a pioggia" si finisca solo per disperdere quelle poche risorse che occasionalmente arrivano dai surplus di gettito fiscale, vanificando in tal modo i sacrifici degli Italiani.

  • contrasto
    Nome: martino  Data: 17.10.2007

    Il miglior contrasto c'era già: subordinare alla registrazione del contratto la possibiltà di ottenere tutela giudirdizionale dello stesso da parte del conduttore; tuttavia la Corte Costituzionale sappiamo come la pensa (333/2001) e quindi oggi lo Stato concede tutela giuridisdizionale anche a quei soggetti che, evadendo, non contribuiscono nemmeno alle spese di quella stessa attività (giurisdizionale) dei cui vantaggi godono. forse è ora di assumere un atteggiamento meno formalistico (o garantista) e più attento alla sostanza: tasse= compenso per servizi; no tasse? no servizi.

  • Contrasto di interessi
    Nome: Dario  Data: 11.10.2007

    Dice bene l'autore quando parla di contrasto di interessi in materia di affitti. Il problema persiste però quando solo una parte del canone di locazione è dichiarato. A grandi linee il contrasto di interessi dovrebbe essere uno dei motori principali per la lotta all'evasione fiscale. Infatti lo stesso meccanismo si potrebbe applicare per l'evasione dell'idraulico o per l'evasione del gestore di discoteche.

  • ICI
    Nome: Matteo62  Data: 10.10.2007
    Se non erro, viene abbassata l'aliquota ICI, ma per contro vengono rivalutate le rendite catastali, morale siamo certi che risparmieremo?
    Risposta:

    La relazione tecnica al Disegno di Legge finanziaria considera, al fine di stimare la perdita di gettito ICI, la situazione attuale. Pertanto le stime proposte nell'articolo fanno riferimento ad una situazione di parità di rendite catastali. Mi sembra l'ipotesi più corretta. E' vero che, in caso di rivalutazione delle rendite, l'ICI sulla prima casa aumenterebbe, mitigata comunque dall'incremento della detrazione a livello statale (l'1,33 per mille di un valore più grande di base imponibile). Tale incremento in sede ICI sarebbe poi almeno parzialmente controbilanciato in sede IRPEF dal fatto che dal 2007 cambia il parametro di riferimento per la decrescenza delle detrazioni per carichi di lavoro e di famiglia. In ogni caso, l'ulteriore detrazione sulla prima casa è una misura che riguarda specificatamente la prima casa, mentre la revisione delle rendite riguarderebbe tutte le case. E' dunque una misura finalizzata ad evitare evidenti ingiustizie nella valutazione degli immobili. Se si tradurrà in un incremento delle rendite potrà semmai essere compensata attraverso variazioni delle aliquote. I comuni ne hanno facoltà.