
Non è tanto il rialzo dei tassi di interesse a rendere pesante la rata del mutuo, quanto le condizioni praticate dalle banche. Nei mutui a tasso variabile permane un differenziale di circa 20 punti base rispetto all'Euribor. Del tutto ingiustificato poi il prezzo dei finanziamenti a tasso fisso. Spesso infatti le banche italiane applicano lo spread del variabile al tasso swap corrispondente alla durata legale dell'operazione. A dimostrazione della necessità delle iniziative di educazione finanziaria avviate di recente dalla Banca d'Italia.
Nel valutare il "prezzo" dei servizi bancari occorre tener conto della situazione dei bilanci delle famiglie dei diversi paesi, se no si discute a vanvera. Le famiglie britanniche sono indebitate in media più del doppio di quelle italiane, dunque, anche a parità di tassi, le banche britanniche ricavano il doppio da ogni cliente medio che hanno (dato che le spese di istruttoria sono identiche). Questo ovviamente ha delle conseguenze macroeconomiche in prospettiva devastanti per il Regno Unito. Discutere solo del costo dei mutui significa vedere il proverbiale albero al posto della foresta