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L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL'IRRESPONSABILITÀ

di Andrea Boitani, Categoria Infrastrutture e Trasporti, Data 04.04.2008

Chi ha accolto con sollievo l'abbandono della trattativa da parte di Air France dovrebbe capire che nel caso di Alitalia l'amministrazione straordinaria porta dritti al fallimento perché la compagnia, così com'è, non è in grado di generare le risorse necessarie a soddisfare i creditori. I sindacati del settore sono riusciti a perdere anche quel poco di credibilità che ancora avevano. Insieme ad alcuni politici hanno mostrato un'irresponsabilità insostenibile. Mentre la cordata fantasma resta tale.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Fra le cause remote del crollo Alitalia
    Nome: Giuseppe Izzinosa  Data: 04.04.2008

    Fra le cause che hanno portato a questa situazione ci sono i continui scioperi ed inefficenze del personale Alitalia. Nessuno ricorda gli equipaggi che si misero in malattia contemporaneamente causando danni incredibili ai passeggeri circa una decina di anni fa. Oggi si parla di errori manageriali, ma gli scioperi selvaggi da parte di tutto il comparto del volo (nevralgico per lo sviluppo del Paese), hanno tolto la prima grande credibilità che una compagnia aerea dovrebbe avere: l'affidabilità. Oggi, coloro che protestano, sono gli stessi che hanno causato danni irreparabili al Paese e ai passeggeri con la selva di scioperi fuori controllo degli anni precedenti. Non mi dispiace per loro, ma per quelli fra loro che hanno sempre fatto il loro dovere fino in fondo e oggi rischiano il posto di lavoro (con tutto quello che ne cosnegue). E' penoso che la politica usi il loro dramma per accumulare voti. Ma si sa: il trionfo del male è sempre vano.

  • Alitalia e conflitto d'interessi
    Nome: Mauro Coppola  Data: 04.04.2008

    Il problema è che la parte politica che aveva auspicato la rottura delle trattative con Air France-Klm è anche la stessa che, attraverso il suo leader, detiene il controllo di metà della televisione in chiaro in Italia. Televisioni di cui, soprattutto in periodo di campagna elettorale, fa un uso smodato al fine di influenzare il corpo elettorale. In un paese come l'Italia, in cui l'opinione pubblica non si forma dalla lettura dei giornali (che infatti gli italiani non leggono) ma dalla televisione in chiaro, emerge in tutta la sua gravità il problema irrisolto del conflitto d'interessi. E quindi l'anomalia spaventosa della democrazia televisiva italiana. Temo quindi che a pagare, alla fine, oltre ai lavoratori Alitalia saranno solo i sindacati. Questi ultimi sì, puniti per l'ennesimo errore strategico e la conseguente perdita di credibilità. I sindacati, a differenza di quella parte politica di cui sopra, non possono infatti godere di alcuna grancassa televisiva.

  • L'insostenibile leggerezza dell'irresponsabilità
    Nome: Franco  Data: 04.04.2008

    E' fuori discussione che l'azione dei sindacati nei confronti di una politica debole ed ipocrita ha contribuito in modo determinante alla crisi dell'azienda, decotta ben prima dell'11.9.2001. Tuttavia, se circoscriviamo il problema all'abbandono di AF dalla trattativa, credo vada osservato quanto segue: a) lo Stato (il Governo) dopo aver indetto una mini asta dai contorni assai oscuri ha, di fatto, accettato un'offerta economica insignificante di AF e questo ci stava anche; b) non sono stati chiariti (anzi ci sono state dichiarazioni contradditorie) i motivi per cui Luftansa si è defilata; c) il progetto di Airone (che sembrava sostenuto da un primario Gruppo Bancario) non è stato reso pubblico; d) la proprietà dell'azienda (lo Stato/Governo) anzichè intervenire con autorevolezza e con la sua influenza nella trattativa con AF sul nodo principale della questione ha lasciato fare al sindacato di cui si conoscevano bene le (assurde) richieste; c) non credo esista una proprietà al mondo (statale o privata) che cedendo l'azienda si limiti ad attendere le decisioni del sindacato! (oppure si è deciso di fare cosi per un crearsi un bel parafulmine).

  • Il potere del sindacato
    Nome: Paolo  Data: 04.04.2008

    Penso che uno dei problemi della nostra economia sia rappresentato dall'eccessivo potere del sindacato. Un conto è ascoltare, legittimamente, l'opinine dei lavoratori per il tramite del sindacato, altro è attribuire al sindicato un potere di veto sulle scelte aziendali, che spetta unicamente all'azionista. Vorrei ricordare che il sindacato non è un parlamento, in quanto non è eletto dai cittadini e non è un azionista in quanto non investe un centesimo nelle aziende.

  • La crisi dell'alitalia
    Nome: alfonso negri  Data: 04.04.2008

    La cd compagnia di bandiera non poteva che finire così. Sono anni che questa società miete debiti e il maggior azionista lo Stato ha creato un carrozzone dove finivano tutti i vari raccomandati (sono 18000) e dove i sindacati -di tutte le sigle- sono stati degli irresponsabili che difendevano -oltre ai loro interessi mafiosi- gli scansafatiche loro associati. E' cosa nota che nel libero mercato se una azienda non ha un piano industriale e manager non all'altezza capaci solo di pompare danaro è destinata al fallimento; allora se deve fallire fallisca e la magistratura faccia una volta tanto il suo dovere e ricerchi e colpisca i responsabili -politici e management- che nel tempo hanno portato l'azienda al disastro. I sindacati oggi versano lacrime di coccodrillo per il danno che subiscono i lavoratori in caso si chiusura dell'azienda e con il giuoco degli ammortizzatori sociali addossano alla collettività i costi della loro insipienza. Faccio una proposta che non è poi tanto peregrina: visto che i sindacati sono delle aziende attive che non pagagano contributi previdenziali ne imposte, considerate le loro svariate attività in tutti i campi riparino i danni.

  • L'insostenibile leggerezza....
    Nome: federico  Data: 04.04.2008

    C'è di che essere costernati! I ns sindacati non cresceranno mai, non si rendono conto che siamo nella Ue e che non sono più possibili i vecchi giochetti. Il fallimento metterà in mezzo alla strada 17000 lavoratori, l'intervento di Spinetta ne avrebbe salvati i tre quarti, più o meno, e avrebbe rilanciato la società. Nessun imprenditore nostrano osa mettere le mani dentro l'Alitalia e si capisce perchè, solo una società straniera può farlo per chè al di fuori dei noti giochi e lacci .

  • Irresponsabilità "pesante", non leggera!
    Nome: Giuseppe Fumagalli  Data: 04.04.2008

    La vicenda Alitalia mi sembra più fantozziana che da politica industriale. Già una società aerea "appesantita" da una pletora di sigle sindacali credo fatichi a trovare la "leggerezza" per poter volare: ma quando tutti questi soggetti danno origine a una cacofonia di suoni, il risultato non può che essere quello sotto gli occhi di tutti. Aggiungiamoci qualche politico di grido che o non ha la più pallida idea dei problemi di business, manageriali e gestionali che ci stanno dietro e spara soluzioni a casaccio, o usa-e-getta Alitalia solo per bassa politica elettorale (ed in entrambi i casi la cosa si commenta da sola) ed il gioco è fatto! Tra tante irresponsabilità, speriamo solo di vedere un finale il meno tragico possibile per chi in Alitalia ci lavora, e magari pure con passione!