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Commenti

Ipocrisie bianche

di Tito Boeri, e Pietro Ichino*, Categoria , Lavoro, Data 16.04.2007
In occasione della festa dei lavoratori si è tornato a parlarne. Ma sulle morti bianche si dicono e scrivono una marea di ipocrisie. E' un problema di lunga data del nostro paese, non un'emergenza degli ultimi giorni. Affrontarlo con nuove leggi non serve, perché nasce dalla disapplicazione delle leggi già in vigore, peraltro allineate a quelle di paesi con il numero più basso di incidenti mortali sul lavoro. Se il sindacato non si fosse opposto a suo tempo alla riconversione del personale del collocamento, avremmo ora un corpo di ispettori del lavoro in grado di effettuare molti più controlli. Si è ancora in tempo di farlo, basta che il sindacato lo consenta.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • ispettori troppo in ufficio
    Nome: angela padrone  Data: 18.04.2007
    Credo che tutti i commenti qui raccolti aggiungano elementi di conoscenza a un tema sottovalutato e che, come spesso succede, diventa improvvisamente una "parola d'ordine". Vi trascrivo un commento arrivato sul mio blog, che sostanzialmente conferma la trascuratezza in cui sono tenuti gli ispettori del lavoro: Egregia Signora Padrone, sono un ispettore del lavoro da ormai un po' di tempo, vorrei far osservare che quanto da Lei osservato nell'articolo in commento non corrisponde esattamente alla realtà per almeno tre ragioni: a)Formare dignitosamente un ispettore del lavoro non è affatto facile come sembra all'emerito Prof. Ichino, occorrendo anni di esperienza pratica di un certo spessore. Riciclare" gli impiegati amministrativi degli ex collocamenti avrebbe probabilmente gravato ulteriormente i Servizi Ispezione del Lavoro di nuovi compiti (nella fattispecie, sarebbe stato necessario addestrare gli ex collocatori), senza l'ottenimento di risultati apprezzabili; b)che gli impiegati pubblici, più di ogni altro lavoratore, sono assai poco "duttili", e mal si adattano allo svolgimento di nuove competenze (che, oltretutto comportano considerevoli responsabilità); c) che una delle cause maggiori dei morti sul lavoro è costituita dallo "spezzettamento" delle competenze, essendo la sicurezza sui luoghi di lavoro riservato alle ASL, e, in materia edilizia, anche ai Servizi Ispezione del Lavoro, senza però coinvolgere seriamente, ad esempio, la polizia locale (che, Le assicuro, sa tutto...). Vorrei in ultimo farLe notare che i passati governi hanno fatto di tutto per "trattenere" gli ispettori in ufficio, attraverso normative cervellotiche (vedi, il d.lgs. n 124/2004), e che i nuovi ispettori non hanno i dispositivi di protezione individuale per accedere nei cantieri edili Fabrizio del Roscio
    Risposta:
    Rispondiamo all'ispettore del lavoro. Il trasferimento non deve necessariamente essere fatto a livello dirigenziale. Occorrono anche assistenti degli ispettori che possano gradualmente e sul campo affinare le proprie conoscenze in materia, posto che come collocatori, devono già conoscere la normativa.
  • paralisi del potere manageriale pubblico
    Nome: Carmelo Marazia  Data: 17.04.2007
    Ancora una volta si conferma, drammaticamente, il problema: affermare un potere (effettivo), una capacità di gestire e una volontà di gestire da parte dei manager pubblici. Tutti e tre i termini non stanno l'uno senza l'altro. Il problema riguarda le relazioni sindacali, e purtroppo il testo dell'intesa sul pubblico impiego è ancora disperante da questo punto di vista: invece di sanare preesistenti commistioni di ruoli, queste si aggravano. Ma riguarda innanzitutto la politica. Se non sarà essa a tutelare questi veri e propri valori civili, sarà essa a pagarne le conseguenze (insieme, purtroppo, ai lavoratori e ai cittadini).
  • il sindacato
    Nome: Luca Guerra  Data: 17.04.2007
    E', purtroppo, sin troppo facile dirlo, ma ancora una volta il sindacato del pubblico impiego rappresenta un macigno inamobivile sulla strada del miglioramento della pubblica amministrazione! certo che la sua forza è tanto maggiore quanto è minore quella della politica che dovrebbe governare i processi di trasformazione. A quando una Thatcher italiana?
  • Ipocrisie Bianche
    Nome: Roberto  Data: 17.04.2007
    Non si può che sottoscrivere in toto quanto "gridato" da Ichino e Boeri. Solo un dubbio anzi una fantasia (chè tanto quanto auspicato non si realizzerà mai ...) : Ma chi vi garantisce che l'esercito di fannulloni riciclati in ispettori del lavoro non si faccia allegramente comprare dai controllati ? Io credo che la bassa "soglia etica" della maggioranza di questi, mista al controllo mafioso/omertoso del mercato del lavoro illegale/non in regola nelle regioni del sud ( e non solo) costituisca una miscela esplosiva per dare luogo all'ennesimo fiasco e scandalo. E' FONDAMENTALE (!!!) invece che si istauri una vera cultura degli interessi contrapposti. Quale che sia il numero degli ispettori (problema invero non secondario !) si stabilisca un principio di responsabilità in solido del controllore sulla evenienza di incidenti nell'azienda controllata. Multa al controllore in caso di incidente, fino al licenziamento in caso di estrema fatalità. Un esempio banale ? Quando comprate un capo di abbigliamento, spesso trovate nelle tasche il numero dell'addetto che ha effettuato il controllo di qualità. Una (forse) leggenda dice che il medico cinese era pagato quando la famiglia era in salute ed il suo compenso si sospendeva quando qualcuno si ammalava ... Basta nascondersi dietro un dito ! Gli strumenti di legge ci sono, 1500 ispettori anche: si istituisca il principio della responsabilità oggettiva e se ne misuri l'efficacia !!! R.C.
  • ipocrisie bianche
    Nome: Bianca Rosa  Data: 17.04.2007
    Sono una ex dipendente del Ministero del Lavoro, transitata alla Provincia, lavoro presso il Centro Impiego di Faenza, sono una categoria D4, condivido in pieno quanto detto dai Proff. Boeri e Ichino. aggiungo che in Provincia di Ravenna le disposizioni sono che nessuna segnalazione debba essere inoltrata all'ispettorato del Lavoro, tranne pochissimi casi, che sono quelli che non si verificheranno quasi mai. Devo dire che sarebbe veramente opportuno che si facessero adeguate riflessioni sui Servizi per l'Impiego e una volta tanto che i monitoraggi parlano chiaro, chi di dovere leggesse l'articolo del Sole 24 Ore di alcune settimane fa che riportava informazioni sul grande" FALLIMENTO DEI CENTRI PER L'iMPIEGO". Personalmente nelle sedi e nelle situazioni opportune esprimo il mio punto di vista, nonostante questo abbia contribuito molto a valorizzare molto di più colleghi ( senz'altro in gamba ) assunti come co.co. ( sono tanti in Provincia di Ravenna e quasi tutti in possesso della laurea in psicologia ). Nonostante questo, la mia esperienza, insieme ancora ad entusiasmo riconosciuti ed apprezzati dagli utenti, fanno sì che io non molli, fiduciosa che qualcosa possa cammbiare. Saluti. Bianca Rosa
  • statistiche difformi INAIL VS vostre
    Nome: Lorenzo Marzano  Data: 17.04.2007
    In merito al vs interessante articolo ho scritto da pochi giorni a Repubblica (sintesi )"Dall'inizio dell' anno grandissima attenzione viene dedicata dai politici e dai media agli infortuni sul lavoro e alle morti che essi causano . Si spera che questo contribuisca i)alla creazione di una "cultura della sicurezza" (da mia esperienza poco presente nella classe imprenditoriale ) ii ) a migliorare la legislazione in materia di sicurezza sul lavoro (anche se quella esistente fatta rispettare a mio avviso basterebbe ) iii) dotare le strutture preposte ai controlli di maggiori risorse qualificate per far rispettare la legge . Peraltro ho consultato il sito dell'INAIL alla voce statistiche europee sugli infortuni –purtroppo aggiornate solo al 2004 . Ho rilevato che il trend degli infortuni in Italia è in diminuzione . Circa tasso di mortalità "normalizzato " (morti ogni 100 mila lavoratori ) esistono numeroso paesi della UE che superano l'Italia quali la Spagna ,il Portogallo , la Francia, il Belgio, l'Austria ,il Lussemburgo . Rritengo sia importante porre il problema nella sua giusta prospettiva anche in rapporto ad altre cause di morte e invalidità permanente che non ricevono altrettanta continua attenzione (es. incidenti stradali , mala sanità, alcolismo ) ." Resto sorpreso delle difformità tra i dati INAIL e quelli da voi forniti circa il tasso di mortalità normalizzato (salvo variazioni peggiorative negli ultimi due anni . Possibile che uno degli enti preposto fornisca dati sottostimati o comunque errati ? Saluti Lorenzo Marzano
    Risposta:
    Come spieghiamo nel nostro intervento, le statistiche differiscono a seconda che si includano o meno gli incidenti che avvengono nel recarsi sul posto di lavoro. Cordialmente
  • Articolo morti bianche
    Nome: Emanuele Noviello  Data: 17.04.2007
    Il commento alla situazione degli infortuni sul lavoro appare francamente semplicistico e orientato a colpevolizzare i lavoratori pubblici ed il presunto sistema iperprotezionistico che, a parere degli autori, caratterizza il settore pubblico. Tesi che ormai rappresenta l'unica lente di lettura anche a fronte di argomenti assai diversi fra loro. Non è stato evidenziato che la accentuata liberalizzazione del mercato del lavoro ha prodotto effetti non solo sul piano della certezza - per le aziende e per i lavoratori - riferita ai contratti utilizzabili ma ha soprattutto lanciato un messaggio secondo cui ognuno dovesse agire sulla base delle proprie convenienze, liberandosi di illegittimi lacci e lacciuli delle regole. Ciò all'interno di un approccio culturale che ha pervicacemente attaccato il ruolo regolatorio, di controllo e di repressione del pubblico.Non è stato evidenziato come il precedente governo abbia delegittimato nei fatti la funzione ispettiva facendogi mancare uomini e mezzi. Non è stato evidenziato come il decentramento dei centri per l'impiego abbia comportato la più grande operazione di riorganizzazione di una funzione pubblica sinora realizzata in Italia. Questa ha coinvolto circa 5000 addetti che, su 8000, sono stati allocati presso i centri per l'impiego. Sulla base di quali considerazioni gli autori affermano che gli addetti ai centri per l'impiego sono troppi? Sono certamente molti meno di quanti operano presso i job center inglesi (dove sono 15 mila) e certamente l'attività dei centri per l'impiego è ben più articolata rispetto al favorire l'incontro fra domanda e offerta di lavoro. Come in tutti i paesi del mondo, la domanda e l'offerta di lavoro ha bisogno di intervento pubblico nei segmenti problematici e l'intervento dei Centri per l'impiego deve essere improntato ad azioni di consulenza, orientamento, formazione. Una lettura meno "talebana" e più articolata sarebbe utile e più rispettosa delle ragioni di queste morti.
    Risposta:
    La rinviamo al commento di Bianca Rosa, qui sopra: "sarebbe veramente opportuno che si facessero adeguate riflessioni sui Servizi per l'Impiego..., chi di dovere leggesse l'articolo del "Sole 24 Ore" di alcune settimane fa che riportava informazioni sul grande" FALLIMENTO DEI CENTRI PER L'IMPIEGO". In ogni caso è un problema di priorità. Proviamo a chiederci: quanti cantieri dove si lavora in nero potrebbero essere scoperti se gli ispettorati del lavoro disponessero di 2000 persone in più? e, se queste persone venissero sottratte dai 5000 addetti ai Centri per l'impiego, quanti lavoratori italiani ne avrebbero un danno nella ricerca di una nuova occupazione?
  • Sicurezza
    Nome: Luro62  Data: 17.04.2007
    Concordo perfettamente con quanto detto nell'articolo. Aggiungo che i controlli devono essere almeno quindicinali per ogni cantiere superiore a 1.000.000 di Euro. (con meno non si risolve- deve essere percepito che il controllo è costante) Il costo di tale impegno di lavoro si ripaga imponendo di destinare all'Ispettorato lo 0,5% del valore dell'appalto (5.000 euro ogni miglione) togliendolo all'ammontare degli oneri sulla sicurezza che oggi si si danno alle imprese (non soggettia al ribasso) e che di fatto in molti casi sono solo un regalo - visti i risultati- . Non c'è un maggiore aggravio. Considerando che una visita puù avere un costo di 200 euro su un cantiere di 1.000.000 di euro che dura 225 giorni si possono programmare 15 visite che costerebbero solo 3000 euro - quindi anche con un margine di riserva- ma farebbero molto bene.
  • commento
    Nome: Corrado Fontaneto  Data: 17.04.2007
    Sono d'accordo con i due autori : da che parte sta il sindacato ?
  • ipocrisie bianche
    Nome: Teresa Marras  Data: 17.04.2007
    Sono un medico del lavoro, dirigente di un servizio preposto alla vigilanza e prevenzione degli infortuni e malattie professionali; condivido le premesse dell'articolo, bisogna far applicare le leggi esistenti e rafforzare i controlli. Faccio osservare che preposti a tali controlli non sono gli ispettorati del lavoro, ma le ASL, che hanno organici assolutamente inadeguati. Cordiali saluti
    Risposta:
    Gli ispettori del lavoro hanno per legge competenza sull'applicazione di tutte le leggi protettive. Certo, c'è la competenza spèecialistica delle ASL, ma nell'area dell'economia sommersa l'ispettore della ASL non interviene mai se non c'è la segnalazione dell'ispettore del lavoro. Comunque il nostro ragionamento si applica anche per le carenze di organico delle ASL. Grazie comunque per l'opportuna precisazione.