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Commenti

La Repubblica della terza età

di Gianluca Violante, Categoria Informazione, , Data 18.05.2006
In Italia, quando la quasi totalità delle carriere lavorative si esaurisce, in politica si raggiunge l'apice: basta guardare l'età degli ultimi due presidenti del Consiglio. Un’anomalia in Europa. E' possibile che la nostra classe dirigente abbia conoscenze più datate, e perciò sia meno adatta a interpretare i rapidi processi di cambiamento della società contemporanea. E purtroppo, il mondo politico italiano è lo specchio fedele del mondo del lavoro: la mobilità sociale è bassissima e la carriera professionale si sviluppa soprattutto per anzianità.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Età e capacità
    Nome: Bruno Ugolini  Data: 19.05.2006
    Solo per osservare che non esistono solo i politici a proseguire la loro attività in età avanzata. Esistono anche i professori universitari, i magistrati e anche i giornalisti (Bocca, Scalfari, Biagi, eccetera). Perchè non parlare anche di queste professioni? Credo, in definitiva, che sia meglio parlare della qualità delle persone e delle risoprse che ancora conservano, più che della loro età anagrafica.
    Risposta:
    L'eta' e' un indicatore imperfetto delle competenze, certo. E ci sono professioni, come la politica e il giornalismo, dove l'esperienza conta piu' che in altre. Ma rimane il fatto che la societa' italiana premia poco il merito e troppo l'anzianita'. Quindi chi arriva al top, non e' necessariamente il migliore.
  • eta` dei politici
    Nome: riccardo boero  Data: 19.05.2006
    Egr. collaboratore, non mi preoccuperei quanto lei dell'eta` dei leader italiani. In primo luogo occorre fare paragoni piu' precisi: il ruolo di un primo ministro italiano e` piu' simile a quello di un presidente francese o statunitense, e le eta` di Chirac e Bush non sono poi lontanissime da quelle di Prodi. In secondo luogo, non vedo perche' limitare la disanima agli stati europei. I leader di Cina, Giappone, USA sono tradizionalmente di eta` assai avanzata. In terzo luogo in quanto quarantenne rabbrividerei al pensiero di avere un coetaneo come primo ministro: la maturita` necessaria per padroneggiare i fenomeni economici, sociali, globali da una parte, e la tecnica e il funzionamento della lotta politica dall'altra per alcuni non arriva mai e per altri solo in eta` tarda. In quarto luogo fatico non poco d afferrare il concetto da lei espresso di "idee antiquate". Non ha senso parlare di "idee antiquate" nelle dottrine economico-sociali e politiche se non si definisce preventivamente una "direzione della storia, un'evoluzione". Ma su questo punto, oltre a non esservi alcuna unanimita` sul piano teorico, non mi sembra aver visto neanche alcuna evidente dimostrazione nella pratica. Certo nel tempo vengono introdotte nuove tecniche, (di cui certo non si occupa un primo ministro) ma i concetti base dell'economia e della politica non cambiano certo ogni generazione.
    Risposta:
    Grazie per il suo commento. Mi permetto di dissentire su due cose. Primo, il fatto che lei rabbrividisca all'idea di avere un quarantenne come primo ministro dimostra che, culturalmente, ci viene piu' naturale coniderarlo come un "pivello senza esperienza" piuttosto che come "un giovane con nuove idee e il coraggio di cambiare le cose". Magari ci fosse una "rivoluzione dei quarantenni (capaci e onesti)" in Italia... Secondo, io sono un economista. Le assicuro che il dibattito sui temi economici in Italia nelle trasmissioni televisive e' ad un livello indecoroso, sia nei contenuti che nel linguaggio, appunto antiquato. Non pretendo che si parli di "neutralita' Ricardiana" alla TV, ma che almeno si sia capace di distinguere l'effetto di una riduzione delle tasse temporanea da una permanente! Chiedo troppo?
  • troppo vecchi?
    Nome: tropa  Data: 19.05.2006
    Ha ragione Bruno. Questa polemica sulla terza eta' mi sembra un po' fuori luogo. Anche il Sole24ore si e' esibito con un corsivetto. Ma il presidente di confindustria e' o non e' un sessantenne? Quindi e' più vecchio di D'Alema che ha gia' fatto il premier e quasi diventava presidente della repubblica. Confindustria e' l'ultima a poter fare la predica su questo punto. Eppoi i capi delle grandi banche quanti anni hanno? E i grandi professori all'università? Il rimprovero da fare ai vecchietti in politica e' che dall'alto delle loro eta' dovrebbero avere più coraggio. Eppoi attenti ai manager troppo giovani. Guardate cosa e' successo con il mercato del calcio e la Gea: tutti sbarbatelli ma non certo scelti a caso. Quindi largo ai giovani ma insieme alla rifondazione (non comunista) ma etica e morale del paese.
  • I giovani mammoni
    Nome: Bruno  Data: 18.05.2006
    Pienamente d'accordo col resto, vorrei commentare giusto l'ultimo frase: "Come potrebbe, chi sceglie di vivere a casa di mamma e papà sino a 35 anni, diventare presidente del Consiglio a 45?". Magari i giovani italiani potessero scegliere di rimanere a casa fino a 35 anni, ma finchè prendono quando va bene 1000¤ al mese di stipendio, non sapendo se il mese successivo li riprenderanno, tra cos'altro potrebbero scegliere? Stia tranquillo, signor Violante, che vorremmo fortissimamente andarcene via da casa, ma non lo possiamo fare, a meno che non accettiamo: a) di non mangiare l'ultima settimana del mese b) di correre il serio rischio di tornare a casa con la coda tra le gambe appena ci sparisce il lavoro da sotto il sedere. E riguardo al fatto che anche le precedenti generazioni si sono fatte "un mazzo così" quando avevano la nostra età, noi chiediamo solo la possibilità di potercelo fare anche noi.