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Commenti

IN MORTE DELL'ICI

di Gilberto Muraro, Categoria Fisco, / Istituzioni e Federalismo, Data 29.04.2008

L'abolizione dell'Ici è una vittoria dell'apparenza sulla sostanza. Proprio perché l'imposta riguarda l'80 per cento degli italiani, dovrebbe essere chiaro che gli stessi beneficiari dovranno pagare in altre forme quello che è presentato come un regalo. Il minor gettito dei comuni sarà compensato con trasferimenti dal centro. Ma mentre l'Ici si autoregola, un sussidio per definizione genera una domanda unanime di incremento. Tutto fa pensare che nella manovra su imposte nazionali per sostituirne una locale non ci sia alcun guadagno né di efficienza né di equità.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • I fini economisti
    Nome: Bruno Stucchi  Data: 02.05.2008
    Se tutti i fini economisti (teorici, e coi soldi altrui) sono concordi nel dire che l'ICI e' cosa sana e bella come pagare le tasse (TP-S docet?) allora e' proprio segno che bisogna toglierla, vista la capacita' analitica e profetica dimostrata dagli stessi fini economisti negli ultimi 4 anni.
  • Abolizione ICI
    Nome: fabio  Data: 02.05.2008

    Ritengo ineccepibile il ragionamento dell'autore (togli da una parte = metti da un'altra), ed infatti è prevedibile un ulteriore aumento delle addizionali all'IRPEF (sbloccate lo scorso anno dal governo Prodi); nel contempo, però, abolendo l'ICI si toglierebbe ai contribuenti l'onere di doversi andare a verificare la rendita del proprio immobile, calcolare il relativo importo e calcolare, inoltre, il 50% del 90% per rateizzare: è un'assurdità! Abolendo l'ICI pagheremo probabilmente più irpef, però almeno verrebbe automaticamente detratta dalla busta paga (senza dimenticare che l'Agenzia delle Entrate ha tutti i dati, forniti dalle aziende in sede di 770 riguardanti quanto trattenuto ad ogni persona e a che titolo, quindi l'importo dell'addizionale IRPEF trattenuta sarebbe in mano al ministero, già calcolato e pronto da rigirare agli enti territoriali). Un'altra soluzione verso il federalismo fiscale sarebbe stato rendere l'ici detraibile dalla dichiarazione dei redditi, ma sarebbe stato troppo banale.

  • In morte dell'ICI.
    Nome: GIANCARLO MAZZONE  Data: 01.05.2008

    E' indubbio che l'Italia dovrebbe elevare il livello di responsabilità e di partecipazione nella gestione della "cosa pubblica". La scelta di abolire l'ICI sulla prima casa conduce nella direzione opposta. Infatti i cittadini non sono più chiamati a contribuire per i servizi loro resi dagli enti locali per le unità abitative da essi abitate, mentre gli amministratori pubblici dipendono in maggior misura da entrate ripartite a livello nazionale. Spezzare questi legami nel territorio significa attenuare e allontanare senso di responsabilità e di partecipazione sia dei cittadini, sia degli amministratori locali.

  • Una riflessione
    Nome: michele  Data: 01.05.2008

    L'ICI è un'imposta tipicamente (e spietatamente) patrimoniale. Incide sul valore dell'immobile a chiunque appartenga e non somiglia ad una tassa più di ogni altra imposta. La possibilità di "personalizzarla" con detrazioni è modesta, laboriosa e costosa per qualcuno (ma è una manna per commercialisti e CAF). Se si vuole difenderla, come credo necessario, meglio usare il vecchio e buon argomento delle esigenze di gettito, in riferimento da un lato alla larghezza della base imponibile (80%, appunto), che permette al Fisco di risparmiare sulle aliquote, e dall'altro all'incallita incapacità di tassare a dovere (cioè equamente e in modo efficiente) redditi e attività produttive, certo più significative si fini dela capacità contributiva di cui all'art. 53 Cost. Ma se fosse così, e se davvero il sacrificio per il Fisco risultasse non insopportabile, come in sostanza afferma alla fine la nota, il "taglio" in questione non sarebbe solo (come si è visto) un ottimo argomento elettorale, ma, persino, un fattore di equità fiscale. E sarebbe grave, per molti, non averlo capito prima. Ma sarà davvero così?...

  • ICI
    Nome: giancarlo pistolesi  Data: 01.05.2008

    Credo che non ci sarà nessuna rimessa dallo stato. i comuni si dovranno arrangiare da soli se vorranno mantenere inalterati la quantità e la qualità dei servizi, quindi dovranno aumentare altre addizionali comunali o, peggio ancora, innalzare le tariffe. conclusione: il governo ci farà bella figura, i comuni che hanno iservizi di qualità, quasi tutti amministrati dal centrosinistra faranno la figura di coloro che rassano i cittadini. due piccioni con una fava.

  • Imposta iniqua
    Nome: Giuseppe Caffo  Data: 01.05.2008

    Sono favorevole all'abolizione dell'ICI. Nelle grandi città chi compra un appartamento nuovo in periferia paga nel prezzo dell'immobile cifre cospique per "opere di urbanizzazione" per poi pagare una imposta calcolata su rendite catastali molto più elevate di appartamenti centrali che valgono sul mercato molto di più. Tutto questo mi sembra profondamente iniquo e non ha nulla a che vedere con la capacità contributiva dei proprietari. D' altro canto ci sono famiglie che non hanno redditi molto elevati ma hanno fatto molti sacrifici per acqistare immobili di pregio e altre che hanno preferito comportarsi da "cicale". Sarebbe meglio rapportare la tassazione a favore dei comuni a redditi e consumi.

  • La finta abolizione dell'ICI creerà ingiustizie e distorsioni.
    Nome: AGOSTINO FRAU  Data: 30.04.2008

    L'ICI è una imposta comunale ed il Comune di solito è anche in grado di controllare che tutti paghino correttamente. La stessa cosa non avviene purtroppo con lo Stato, che non è in grado di controllare che tutti paghino le tasse. Questo potrà portare a gravi ed ingiuste distorsioni e cioè potrà succedere che persone benestanti che abitano in case lussuose, che però non pagano le tasse su tutti i loro guadagni, si vedranno regalare l'abolizione dell'ICI , che verrà finanziata con le tasse pagate dagli onesti cittadini che spesso sono meno benestanti di chi le tasse le evade! La stessa cosa potrà avvenire con le diverse realtà regionali del territorio italiano: i soldi delle regioni dove le tasse le pagano tutti, serviranno a finanziare ll'abolizione dell'ICI nelle regioni dove c'è una forte presenza dell'economia sommersa e delle attività criminali esentasse. Alla faccia del tanto sbandierato federalismo fiscale!

  • La grande mistificazione dell'abolizione dell'ICI
    Nome: Alessandro Petretto  Data: 30.04.2008

    Concordo in pieno con il contenuto dell'articolo. La guerra all'ICI è uno degli esempi più fulgidi dei danni che i politici possono, alla ricerca del consenso, provocare al funzionamento dell'economia e dello stesso intervento pubblico. La sostituzione implicita, ma invitabile, dell'ICI, un'imposta a larga base imponibile e sufficientemente rigida, con imposte sui consumi e sull'attività economica, a base imponibile elastica, aumenterà la distorsione, il deadweight loss aggregato, del sistema fiscale, andando nella direzione opposta a quella da tutti auspicata. La politica fiscale per lo sviluppo richiede proprio di ricomporre il sistema fiscale contenenedo i prelievi distorsivi e aumentando quelli più neutrali. Dunque complimenti ai politici abolizionisti!

  • L'ICI é un viatico agli scempi
    Nome: Mauro  Data: 30.04.2008
    Commentando l'altro recente thread sul tema ICI ho parlato di arma a doppio taglio. Confermo. Dal punto di vista fiscale è un'imposta che presenta i suoi vantaggi. Vista con riguardo agli effetti indotti sul governo del territorio (punto di vista urbanistico) è una sciagura. La sostituiscano con quello che gli pare, purché tolgano ai sindaci la scusa di dover cementificare l'impossibile.
  • Abolizione dell'Ici
    Nome: Marco La Colla  Data: 30.04.2008

    Tutti ci chiediamo da quale parte i comuni prenderanno le risorse che loro verranno meno con l'abolizione dell'Ici. Tra le varie possibilità, la più probabile sarà quella di aumentare l'Irpef comunale, cosa che permetterà loro di compensare immediatamente il mancato introito dell'Ici. Se ciò avvenisse, i proprietari di prima casa verrebbero beffati, ma ancora di più, coloro che sono in affitto, che vedrebbero aumentare il loro prelievo fiscale, senza però avere goduto precedentemente di alcuna riduzione. Qualcuno sostiene che tale abolizione, potrebbe obbligare i comuni a comportamenti più virtuosi con una conseguente riduzione degli sprechi, ma quello che è già successo quando sono stati ridotti i trasferimenti da parte dello Stato, mi fa ritenere abbastanza probabile la mia ipotesi. In questo caso, verrà preso in considerazione il danno economico conseguente a chi vive in affitto?