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IL TREMONTI PENSIERO ALLA PROVA DEL GOVERNO

di Luigi Guiso, Categoria Concorrenza e Mercati, / Internazionali, Data 22.04.2008

Le idee di Tremonti, pur utili per conquistare consensi elettorali, non lo sono altrettanto per risolvere i problemi dell'Italia. Perché la Cina è ormai una grande potenza commerciale e politica, un enorme mercato di sbocco per le imprese europee e perché dell'importazione dei suoi beni a basso costo beneficiano in tanti. E poi anche altre economie subiscono la concorrenza cinese, ma è la nostra a crescere di meno. Per carenze e inefficienze tutte italiane. Da queste un governo dalla solida maggioranza dovrebbe partire per ridare fiducia a lavoratori e imprese.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Altro che protezione
    Nome: Alessandro A.  Data: 23.04.2008

    Mi sono chiesto durante tutta questa logorante campagna elettorale perchè i politici, da destra a sinistra, nel parlare della concorrenza globale e di come affrontarla si siano concentrati solo su proposte difficilmente attuabili come dazi e contingentamenti e non su altri interventi strutturali. Alludo al fatto che nessuno abbia parlato degli strumenti che la nostra società dovrebbe offire soprattutto ai giovani in termini di istruzione e preparazione (conoscenza delle materie di base come italiano e matematica; delle lingue straniere; conoscenze tecniche) che permetterebbero all'italia e agli italiani di essere fra i primi al mondo. Vorrei infine ricordare che nel mondo del commercio internazionale vige la regola del "chi la fa, l'aspetti", nel senso che se metti i dazi su qualcuno, costui probabilmente li metterà a te; e soprattutto pensando al passato, ricordo che l'antifona economica alle principali guerre (una fra tutte la seconda guerra mondiale) è stata l'autarchia e il protezionismo. Chi fa da sè non fa sempre per tre...

  • Ma il problema è reale
    Nome: Andrea Zaccagnini  Data: 23.04.2008

    Le soluzioni tremontiane sono errate, ma il problema è reale, e parlo per diretta esperienza di piccolo imprenditore di un settore ad alta tecnologia. INel caso della chimica farmaceutica la concorrenza cinese (e indiana) ha messo in ginocchio il settore italiano, piccolo, forse, ma molto dinamico fino a pochi anni fa. Il tutto con il placet della normativa europea che fino allo scorso anno ha applicato due pesi e due misure per produttori occidentali e asiatici: mentre i primi erano (giustamente) tenuti a sottostare a rigide normative, ai secondi tutto quello che era richiesto era un'autocertificazione sul rispetto degli standard europei. Sono sempre stato convinto che la soluzione sia appunto nell'obbligatorietà del rispetto degli standard occidentali per i produttori asiatici che esportano sul mercato europeo ed americano. Ma nel momento in cui l'americana FDA, ammette candidamente davanti al senato USA che non è in grado di controllare che una frazione minima dei produttori cinesi attivi sul mercato americano, anche la strada dell'intensificazione dei controlli pare utopia. E i il conto dei morti da farmaci cinesi (venduti da aziende occidentali) cresce.

  • Quando le querce faranno i limoni
    Nome: Massimo GIANNINI  Data: 22.04.2008

    Che Tremonti sia meglio come politico o commercialista che come economista o ministro dell'economia, mi sembra che già sia stato provato e anche all'estero lo ritengono tale. Sono anni che ci dice che la Cina e la globalizzazione sono per lui un problema. Non si sa bene cosa e chi vuol difendere. Vedremo sicuramente la sua finanza creativa all'opera con Alitalia. Basta che non ci racconti che magari la Russia va bene ma la Cina no...