
L'offerta di Air France può apparire indigesta. Ma i margini di trattativa sono ridotti quasi a zero perché Alitalia ha accumulato oltre 1,7 miliardi di debiti finanziari, perde centinaia di milioni l'anno insieme a quote del mercato nazionale, internazionale e intercontinentale, ha una flotta tra le più diversificate e vecchie d'Europa. E anche perché non ci sono state, in quindici mesi, concrete offerte alternative. I diritti di traffico (e gli slots) sono il suo unico valore. Se salta la scadenza del 31 marzo, però, andrà inevitabilmente verso il fallimento.
Al di là dei grandissimi BLA BLA BLA solo dopo attenta ricerca e solo qua su La Voce ho potuto chiarirmi l'aspetto "protezionistico" della offerta Air France: lasciano Malpensa ma si vogliono tenere i diritti di atterraggio ( SLOT )! Questo effettivamente è un pò troppo, e ha ragione la SEA a far causa, se quello che vuole è la "liberalizzazione" degli slot.
L'impasse sulla trattativa alitalia-air france è sicuramente dovuta alla debolezza di un governo di natura preelettorale. tuttavia costerebbe relativamente poco accompagnare in pre-pensionamento i lavoratori con maggiore anzianità di servizio (un pò come è nella normale prassi nel settore del credito in occasione di fusioni) azzerando gli esuberi....
Secondo il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi quella di Air France più che un’offerta sembra un diktat pieno di clausole vessatorie al punto che oltre a essere inaccettabile lascia dubbi sulle reali intenzioni finali. Mi sarei meravigliato se la predetta Compagnia aerea avesse posto delle condizioni più “digeribili” considerato il fatto che la trattativa, secondo le indicazioni fornite a suo tempo dal Ministro dell’Economia Padoa- Schioppa devono svilupparsi “in esclusiva”. A questo punto mi pare che Alitalia sia in un “cul di sac”: o cala i pantaloni e raggiunge un’intesa con Air France o, tra non molto, dovrà portare i libri contabili in tribunale.
Quello che è stupefacente, nella vicenda di Alitalia, è l'assenza di memoria storica sui tanti bivi strategici che sono stati grossolanamente evitati nel corso degli anni passati. I fondamentali dell'azienda indicavano con chiarezza la necessità inderogabile di una ristrutturazione, che nè la politica nè il sindacato ha voluto affrontare quando ancora c'era tempo per irrobustire le spalle della compagnia in vista della liberalizzazione. Come pure era necessaria una alleanza internazionale per affrontare la dimensione intercontinentale del mercato, se si voleva restare compagnia di bandiera in un sistema mondiale. Ora, quando ormai è troppo tardi per tutto, ci si straccia la vesti, alla ricerca dell'araba fenice che faccia quadrare il cerchio. Possibile che in Italia si debba essere tutti come Alice nel Paese delle meraviglie, sorprendendosi per il destino cinico e baro quando invece nulla si è fatto, da parte di tutti gli stakeholders, per affrontare di petto una situazione che doveva essere inevitabilmente riscritta dentro le regole della liberalizzazione ed in un sistema competitivo che, con le compagnie low cost, ha cambiato radicalmente le coordinate del gioco concorrenziale?
L'Alitalia non sarà mai ceduta ad Air France perchè significherebbe che ingenti capitali stranieri (almeno 2 miliardi di €uro) entrerebbero nel nostro Paese portando ricchezza e posti di lavoro, ma togliendo potere agli interessi di chi controlla l'economia italiana, sostanzialmente dominata da monopoli e oligopoli; si ricorda il caso analogo di alcuni anni fa quando investitori russi erano disponibili ad investire in una squadra di calcio italiana? (analogamente a ciò che è stato fatto da Abramovic in Inghilterra con il Chelsea). Questo fu impedito in Italia, perchè ciò avrebbe significato che chi controllava l'industria del calcio in Italia, non poteva continuare a farlo perchè gli investitori esteri non avrebbero accettato eventuali sopprusi o "manovre" che ledevano i propri interessi; "condizionamenti" che tutti i presidenti delle società calcistiche professionistiche italiane possono accettare per non mettersi contro chi dispone dei loro maggiori introiti (diritti televisivi). Quindi anche per il caso Alitalia gli italiani si rassegnino pure, capitali esteri non entreranno mai. Meglio il fallimento. Il declino del Paese è inesorabile ed inevitabile
Salviamo Malpensa che ha un valore reale ed è utile all'Italia. Alitalia è giusto che fallisca, poi qualcuno la acquisterà in tribunale e la farà ripartire "ripulita" come è successo con SwissAir e altri casi. Qualcuno mi spiega perchè la SEA dovrebbe suicidarsi?