
Secondo i sondaggi ben il 58 per cento degli italiani è insoddisfatto dei rappresentanti politici. E tutti a parole in questi primi scampoli di campagna elettorale dicono di voler cambiare. Tre criteri per capire se lo faranno sul serio: sono favorevoli a un sistema maggioritario a due turni, a tenere primarie a livello locale nella selezione dei candidati e a estendere il diritto di voto ai sedicenni sia alla Camera che al Senato?
Non lo faccia, non lo faccia. Ci andrebbero comunque. Anzi più facilmente. Piuttosto scelga nel miglior modo possibile nell'ambito delle (poche) scelte che ci vengono concesse.
Non capisco, francamente, questa insistenza degli autori nel credere al sistema maggioritario come la panacea di tutti i mali. Visto il processo di riaggiustamento in corso, mi sembra che culturalmente il ns Paese stia adottando in sostanza, l'unico modello adatto alla sua cultura e alla sua storia, il sistema proporzionale tedesco. Sembra che i ns professori, impregnati delle teorie economiche e politiche made in Harvard abbiano dimenticato che l'Italia ha grosso modo la stessa storia della vicina Germania ...
Oltre al colleggio uninominale perche non inserire anche una sorta di verifica di medio termine e chi non soddisfatto l'elettorato va a casa e sopratutto non prende la pensione da parlamentare?
Sono da sempre un convinto assertore delle primarie e, nel mio partito di provenienza ,la Margherita avellinese, sono stato lungamente deriso anche dalla "spiccata intelligenza" di un noto uomo politico nostrano. Per lui le primarie "Sono un esercizio di pura democrazia plebiscitaria". La verità è che le primarie rischiano di diventare una foglia di fico laddove il voto non è libero ma condizionato dal potere esercitato. Insomma a votare non vanno i cittadini liberamente ma portano le truppe e lo spirito della partecipazione finisce malamente. Dunque, sì alle primarie ma opportunamente regolamentate per evitare che si traducano in una farsa per tutti ed in una beffa per il cittadino che liberamente vuole esprimere un'opzione.
In verità i sondaggi dicono che i giovani seguono la politica in televisione e sui giornali più dei loro padri e dei loro nonni.