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MALPENSA: LIMITI E MISFATTI

di Tito Boeri, e Andrea Boitani, Categoria Infrastrutture e Trasporti, Data 08.01.2008

Come nutrire speranze per Malpensa se gli stessi politici lombardi non hanno le idee chiare a riguardo e si lanciano in dichiarazioni incaute? Inutile criticare le scelte di Alitalia senza averne compreso le ragioni. E non serve insistere sull'hub quando esistono altri modelli forse preferibili per i clienti. Se si vuole salvare Malpensa è necessario collegarlo meglio con il resto del territorio e premere per la liberalizzazione dei cieli.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Strategie per il futuro e investimenti
    Nome: Massimo GIANNINI  Data: 09.01.2008

    La vostra analisi economica é ineccepibile e simpatica é l'analisi che Malpensa con Alitalia non può essere hub perché in ogni caso Alitalia non ha abbastanza aerei. Ma allora la domanda da porsi ora é: chi può investire in Malpensa, con soldi veri, e con quale piano industriale? Se non c'é nessuno, beh smettiamo diparlare di Malpensa e al limite si chiuda...Se c'é, come ad esempio si é fatta avanti Ryanair, ebbene non lasciamoci scappare l'investitore. Ci pensano loro a farne un hub...Malpensa é quasi più simile a Charleroi in Belgio che agli altri hubs intercontinentali...

  • Perché non lasciare spazio al mercato?
    Nome: Luigi de Pierris  Data: 09.01.2008

    Intervento pienamente condivisibile. Al di là del chiacchiericcio politico, i fatti dicono che Alitalia serve oggi solamente 18 destinazioni intercontinentali, delle quali 12 esclusivamente da Malpensa. E’ sulla economicità di queste 12 destinazioni che bisogna quindi discutere. L’idea che una “compagnia di bandiera” debba operare rotte in perdita in ossequio ad un supposto “interesse nazionale” (o, in questo caso, “interesse padano”) è chiaramente superata dai tempi. Il ragionamento da farsi è invece diverso: se alcune o tutte di queste 12 rotte sono intrinsecamente attraenti dal punto di vista economico, bisogna incoraggiare altre compagnie aeree a farsi avanti per coprire i vuoti eventualmente lasciati da Air France/Alitalia. Spetta poi alla politica e all’operatore aeroportuale il compito di creare condizioni di contesto (qualità del servizio aeroportuale e dei collegamenti di terra incluse) tali da attrarre questi nuovi operatori. I crociati della Malpensa sembrano inoltre dimenticare qual è il prezzo della cosiddetta “italianità” di Alitalia: consegnare ad un operatore monopolista la tratta Linate – Fiumicino, a totale spregio degli interessi dell’utenza.

  • a Malpensa(re) qualche volta...
    Nome: francesco franzese  Data: 09.01.2008

    Concordo con alcune considerazioni svolte e lette fino a questo punto, ma ancora una volta ritengo che il Formigoni di turno (che poteva benissimo essere di sinistra tanto non cambiava nulla) che in pectore rappresenta la Politica, pur di non farci scorgere la luna ci avvicina il dito fin quasi dentro l'occhio. Per carità, Malpensa sarà il primo a subire il colpo, ma nel 2008 credere che una crisi non possa creare nuove opportunità, equivale a non riuscire a vedere in un mondo di luce...

  • Incredibili carenze di pianificazione dietro il flop di Malpensa
    Nome: Francesco  Data: 09.01.2008

    Gli hub europei cui i politici pretendono che Malpensa assomigli sono un'altra cosa. Basta andare a Amsterdam, Monaco, Parigi, Francoforte, Madrid, ma anche Copenhagen e Zurigo per rendersene conto. Tutti questi aeroporti hanno reti di collegamenti di superficie con le città e le regioni circostanti che ne costituiscono la principale ragione di successo. In alcuni casi, le aerostazioni sono collegate alla rete ferroviaria ad alta velocità, e ciò consente una estensione a dismisura del bacino di utenza: per esempio grazie al treno Thalis Parigi può "succhiare" traffico a Bruxelles meglio di come Malpensa lo riesca ad attrarre dall'area di Torino. Lo stesso vale anche per tutta la provincia francese. Grazie ai collegamenti ferroviari Air France non deve sostenere il peso economico di collegamenti aerei insensati come quelli tra Malpensa e Genova, Bologna, Venezia o Firenze. Malpensa (ma anche Fiumicino e la quasi totalità degli aeroporti italiani) differisce dagli aeroporti citati principalmente per il fatto di non esse il risultato di adeguati processi di pianificazione. Ciò purtroppo ne fa un elemento di un sistema dis-integrato.

  • Campanilismo e mercato
    Nome: renato  Data: 09.01.2008

    Siamo alle solite, Milano contro Roma ma è possibile che una cosa seria come il trasporto aereo debba dipendere dalla curva sud o nord? certo è sconcertante il sistema di ragionamento di Formigoni ma tant'è. In un sistema libero il mercato sviluppa tutto il suo potenziale e lo fa in funzione della disponibilità di infrastrutture adeguate e questo è il problema di fondo, le compagnie di trasporto rispondono solo alla domanda di chi ritiene che lo scalo soddisfi le sue esigenze. Quando si inventarono Malpensa a Fiumicino cominciarono a piangere , dopo sei mesi si cominciarono a bruciare i record di traffico proprio perchè Alitalia rispondedo in modo insufficiente alla domanda commerciale mal utilizava quegli slot che altri hanno fatto funzionare al meglio. Se l'esperienza vale mi auguro che anche Malpensa trovi un suo modo di essere sul mercato, a partire da un collegamento ferroviario ultraveloce.

  • Malpensa
    Nome: Graziano Saibene  Data: 09.01.2008

    Complimenti agli autori! Finalmente un'analisi "decente" del problema Malpensa, delle sue strumentalizzazioni politiche, e delle soluzioni possibili.

  • MALPENSA
    Nome: Giorgio  Data: 09.01.2008

    Concordo con quanto esposto nell'articolo. Concordo ancor più con la citazione dei disagi di potenziali passeggeri della bassa padana: Cremona e Mantova in testa, ma anche Pavia e tutte le provincie sull'asse della via Emilia (Piacenza, Parma, Reggio, Modena, ...). Ha mai provato il signor Formigoni e tutti gli altri sostenitori di Malpensa a prendere un volo in partenza da quello scalo intorno alle 10-11 del mattino partendo dalla bassa padana? A mio parere è più agevole e certo andare a Pisa per imbarcarsi per il Nord America!

  • malpensa
    Nome: massimiliano  Data: 09.01.2008

    Come non condividere? Vorrei però aggiungere due cose. 1) un vettore aereo può dar vita al suo hub ragionevolmente dove vuole, anche a genova, serve: a) infrastrutture b) una flotta di aerei di lungo raggio (almeno 30/35) c) una proporzionale e "giusta" flotta di corto medio raggio per alimentare d) una regolamentazione nazionale dei voli intelligente, cioè finalizzata ad aiutare l'hub. Alitalia, Malpensa e la nostra poltica (regolamentatore) non hanno mai avuto "il fisico" per fare di AZ un vettore e di Malpensa un aeroporto hub. Ora il treno è passato e la concorrenza si è consolidata. 2) un intervento politico intelligente potrebbe invece essere quello finalizzato ad ottenere la revisione di alcuni bilaterali in chiave di apertura garantendo, così, l'occasione ad altri vettori diversi da AZ di poter operare su Milano (possibilità oggi in parte preclusa). Non solo. Potrebbe anche vigilare che AZ lasci libero da subito gli slots negli orari "strategici" (per es nelle ore per i voli verso gli USA, unico periodo d'intasamento di Malpensa), senza aspettare la prossima stagione invernale, e impedendo che coi trucchi del mestiere si eviti la perdita degli stessi per mancato esercizio.

  • Critica Costruttiva
    Nome: Fulco Ruffo di Calabria  Data: 09.01.2008

    Concordo con quanto riportato nell'articolo, ed avanzo una proposta. Tutti quelli che hanno scritto delle cose finalmente intelligenti su Malpensa, sulle responsabilità dei politici che hanno scaricato su ALITALIA scelte sbagliate, che con la complicità di banche e imprenditori hanno interpretato un aeroporto come un grande appalto infrastrutturale e non come un elemento di un sistema integrato di trasporto, ed infine incredibilmente delegato SEA (che è pesantemente corresponsabile del disastro) a trattare del suo futuro, si facciano adesso carico di rompere pesantemente le scatole e farsi sentire. Scegliete quello dal mazzo che sembra avere l'occhio più lucido, chiamatelo sul telefonino e ottenete udienza. Non si può lasciare solo a Beppe Grillo la capacità di criticare politici ed imprenditori e spingerli a fare qualcosa di intelligente...

  • Alitalia speriamo che se la cava
    Nome: luigi zoppoli  Data: 09.01.2008

    Spero di vedere la fine della vicenda prima che i figli dei miei nipoti passino a miglior vita. Loro,per fortuna non vedranno formigoni all'opera tentare di trattare Altalia-Malpensa come una dependance alla stregua del Niguarda. Costui parla da "liberale"? straparla come il padrone di Malpensa ed il padreterno del nord. Ma quando mai i cosiddetti executives volano da Malpensa? Chi, ragionevolmente si va ad imbottigliare in un labirinto di stradacce intasate? Per tre volte di perdere l'aereo non potendo servirmi del treno scollegato dalla rete ferroviaria. Ma questo poco conta. Smetta costui di far da sponda ai liberali della lega che blaterano di compagnie aeree padane,of course, non essendo bastata la ridicola, fallimentare, miserabile avventura della banca padana. Chissà quando costoro capiranno che Malpensa necessita di manager capaci e non di pressapochismo e demagogia ottusa. Proprio come Alitalia.