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DOBBIAMO PROPRIO RINUNCIARE AL MAGGIORITARIO?

di Tito Boeri, e Vincenzo Galasso, Categoria Istituzioni e Federalismo, Data 16.11.2007

Il voto del Senato sulla Finanziaria sembra allontanare le elezioni. Pur di evitare il referendum, i partiti cercheranno ora di trovare un accordo sulla riforma della legge elettorale. La proposta Vassallo è un buon punto di partenza, ma fa uscire di scena il maggioritario.  Si rischia di abbandonare il bipolarismo e di ricadere nell'instabilità.  Difficile prevedere in che misura il sistema proporzionale con collegi uninominali potrà modificare la selezione della classe politica. Impossibile comunque far peggio del sistema attuale, in cui non si possono esprimere preferenze.  

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • proposta vassallo
    Nome: Luca Cifoni  Data: 16.11.2007

    Se non ho capito male anche la proposta Vassallo di fatto non consente nessuna scelta dei candidati. Infatti i perdenti dei collegi vengono comunque ripescati in quota proporzionale, e questo limita fortemente la competizione personale.Poi ci sono le liste circoscrizionali (che comunque verrebbero scelte dai partiti) ma alle quali si attingerebbe solo in casi-limite. Inoltre si allude alle primarie per la selezione, ma queste dovrebbero essere istituzionalizzate oppure lasciate alla libera iniziativa dei partiti?

  • Maggioritario?
    Nome: Enrico Palma  Data: 16.11.2007

    Non ho mai sentito parlare di metodo inglese. Forse perché solo in quel caso l'eletto è quello che veramente è il più gradito a chi vota? Si creano circoscrizioni uninominali e chi prende un voto di più è eletto. Chiaramente senza potersi presentare che in un unico collegio. Forse rischioso per troppe teste "coronate" e notabili vari? Chi non è eletto a casa, senza ripescamenti vari a garantire posizioni di potere più che di gradimento. La coalizione che ha più eletti governa. Mi sembra tutto molto elementare.

  • Proporzionale
    Nome: Eugenio Cuomo  Data: 16.11.2007
    Dobbiamo assolutamente mantenere il maggioritario che è il sistema preferito dal Popolo italiano. In barba a tutti quelli che vogliono mantenerei partitini andiamo ad un sistema bipartitico puro come quello inglese o americano.
  • Torniamo al Mattarellum; anzi perfezioniamolo
    Nome: Carlo Lombardi  Data: 16.11.2007

    Sono totalmente d’accordo. Ritengo, come è stato detto, che in un sistema rappresentativo e parlamentare qual è il nostro, il Parlamento debba restare autonomo e sovrano, così come i suoi componenti, legati all’elettorato unicamente da un rapporto di responsabilità politica. Riaffermata la centralità del Parlamento, resta però il duplice problema di rendere effettiva tale responsabilità politica e di semplificare la rappresentanza politica, pur salvaguardando il ruolo di partiti e movimenti. Il sistema di voto maggioritario in collegi uninominali mi pare il più adatto per ottenere questi risultati: la scelta dell’elettore ha una "gittata" e un potere di sanzione maggiore, sia a livello di collegio che nazionale, rispetto alle ipotesi di ripartizione proporzionale dei voti, con un rilievo pronunciato anche dei piccoli numeri (l’elezione presidenziale americana del 2000 insegna...), mentre i candidati di partiti e movimenti sarebbero naturalmente avvantaggiati, data l’organizzazione che li spalleggia. Tra le ipotesi da scartare rientra secondo me anche il recupero secondo criteri proporzionali dei candidati battuti nei collegi uninominali, come in Germania e come proposto da Veltroni, dato che tende a rendere inefficace proprio il potere di sanzione dell’elettore e ad affievolire il meccanismo della responsabilità politica. Ovviamente ci sono delle obiezioni. Una delle più fondate è che le candidature con possibilità di elezione possono diventare così materia di negoziato (è quello che è successo in Italia dal 1994 al 2001). Di qui nasce la mia proposta, basata su di un turno di elezioni primarie, con voto trasferibile (sistema australiano o del second best) per rafforzare il meccanismo della responsabilità politica, seguito - dopo un congruo periodo di tempo, in modo da calmare gli animi - dalle votazioni effettive per il Parlamento. Questo potrebbe essere lo schema: i) tra i sei e i quattro mesi precedenti alle elezioni, nei collegi vengono indette le elezioni primarie per la scelta dei candidati presenti al turno finale di elezioni; ii) lo stesso giorno non può essere chiamato alle urne più del quindici percento del corpo elettorale complessivo, in modo da evitare significati nazionali della consultazione; iii) il voto è trasferibile da candidato a candidato, anche tra liste differenti, in modo da limitare il potere di ricatto delle formazioni maggiori riguardo all’inutilità di votare quelle minori e rafforzare il meccanismo della responsabilità politica, consentendo più libertà all’elettore di penalizzare un candidato della propria parte politica giudicato negativamente; iv) passano al turno elettorale finale i tre (o i due) candidati del collegio che hanno riportato più voti: a livello nazionale si dovrebbero così creare poche formazioni, alcune con forte radicamento territoriale, mentre - anche se depotenziato - verrebbe mantenuto un certo potere negoziale delle liste più piccole, da esercitare eventualmente attraverso accordi di desistenza relativi al turno finale di elezioni; v) entra in Parlamento il più votato nel collegio alle elezioni finali. Un sistema di voto del genere mi sembra avere il pregio della facile comprensibilità, potrebbe forse andar bene anche ai partiti medio-piccoli (che del resto verrebbero spazzati via dal prossimo referendum elettorale), specialmente se radicati in certa zone, e porterebbe a ridurre la frammentazione in Parlamento. C’è da dire, comunque, che un ruolo importante nella semplificazione della rappresentanza parlamentare è giocato dalle normative interne della due Camere, che negli ultimi anni non hanno certo aiutato.

  • La paura di volare non è sempre infondata
    Nome: PierGiorgio Gawronski  Data: 16.11.2007

    Colpisce la sistematica sopravvalutazione dello stato della democrazia italiana da parte dei sostenitori tout court del maggioritario. A parte le derive di ogni tipo (cui abbiamo assistito nella precedente legislatura, e che minacciano di riprendere vigore), la stessa inefficienza dei governi e delle istituzioni (p.a. in testa) si deve largamente alla partitocrazia, e alla opacità e allo scarso controllo democratico sull'uso del potere da parte delle maggioranze. Il maggioritario attribuisce facilmente un peso sproporzionato alla maggioranza, rendendone ancor meno controllabile l'operato. Io sono sempre stato per il maggioritario, almeno dal 1992: ma possibile che non si riesce a crescere culturalmente, sul piano istituzionale, e a passare dall'idea di una "legge elettorale maggioritaria" a un "sistema istituzionale maggioritario" coerente, dove alla legge elettorale si accompagnino anche i dovuti check and balances? Il maggioritario va bene per le democrazie di grande tradizione. E' una ferrari: e l'Italia non è lo Schumaker delle democrazie. Almeno, mentre ci diamo un maggioritatio, attrezziamo la ns democrazia per reggerne l'impatto! Oppure rassegnamoci a guidare una Punto: una buona proporzionale, con 6 partiti e senza fattore K. Non si vola e non è emozionante: è quanto possiamo obiettivamente permetterci allo stato.

  • viva il maggioritario!
    Nome: Stefano Vavassori  Data: 16.11.2007

    Sono assolutamente favorevole al sistema maggioritario, perchè lo ritengo l'unico in grado di costringere i partiti ad assumere precisi impegni pre-elettorali e di consentire governailità e stabilità, senza rischio di ricatto politico e conseguenti "inciuci" con partitini tanto minuscoli, quanto capaci di condizionare politicamente le scelte dell'esecutivo, spesso facendo leva sulla demagogia.

  • Riforma elettorale
    Nome: Paolo Grassi  Data: 16.11.2007

    Credo che la maggioranza degli italiani sia convinta della necessità di ridurre il numero dei partiti, o meglio, dei gruppi parlamentari. -La prima cosa da fare, è quella di stabilire che i parlamentari che lasciano il partito che lo aveva presentato nelle proprie liste, sarà collocato in un gruppo parlamentare misto che non ha alcun tipo di finanziamento. Il parlamentare dovrà rimborsare, pro-quota, con trattenuta dall'indennità di carica , il 100% dei costi di struttura del gruppo misto. -Definito il tetto delle spese elettorali, il rimborso delle spese effettivamente sostenute sarà effettuato in proporzione al numero di parlamentari eletti e limitatamente alle spese realmente sostenute. Le pezze giustificative in originale dovranno essere depositate e la G.d.F. sarà incaricata dei controlli incrociati. La decadenza dalla carica di parlamentare sarà la sanzione primaria per chi dovesse presentare documenti falsi. -Per quanto riguarda il sistema elettorale, credo che il proporzionale con sbarramento al 4 o 5% sia il preferito dalla gente perchè non obbliga a schierarsi da una parte o dall'altra. La percentuale dei votanti, potrebbe risalire e ciò sarebbe un bene. -Preferenze: valide soltanto se avranno ottenuto, ad esempio, il 3 - 4% dei voti ottenuti dalla lista. Altrimenti saranno ritenute non valide e risulteranno eletti i candidati per ordine di lista. -I collegi e le circoscrizioni elettorali, dovranno essere decisamente più piccole delle attuali. Solo così l'elettore potrà avere le informazioni necessarie sui candidati e potrà esprimere la preferenza con maggiore consapevolezza. -Non sarà consentita la presentazione del candidato in più di uno o al massimo due collegi e/o circoscrizioni -Le liste dovranno essere firmate sia dai segretari nazionali dei partiti che da quelli regionali. Le segreterie nazionali non potranno così imporre candidati non desiderati a livello locale. -I segretari che sottoscrivono la lista, si assumeranno la responsabilità oggettiva anche a nome del partito, per gli atti compiuti dai candidati che risulteranno eletti ed avranno tutte le responsabilità che, ad esempio, hanno gli massimi responsabili delle aziende private. Credo che così facendo, si ridurrebbe il numero dei partiti perchè, lo sbarramento al 4-5% con la conseguenza di non ottenere il rimborso delle spese elettorali, potrebbe far desistere da avventure elettorali. La possibilità do poter esprimere la preferenza potrebbe poi ridare fiducia agli elettori. Lo sbarramento anche sul numero di preferenze sarà utile perchè chi otterrà un congruo numero di voti potrà affermare di avere concretamente contribuito a far ottenere i voti per eleggere un parlamentare. Per gli altri, eletti soprattutto perchè messi in testa alla lista, anche il partito risponderà politicamente e oggettivamente per il parlamentare candidato dal partito. Quanto sopra non è che un modestissimo contributo alla discussione su un argomento che deve assolutamente essere affrontato e risolto.