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Commenti

LA SINISTRA, I BOT E IL TABU' DELLA NOMINATIVITA'

di Francesco Giavazzi, Categoria Conti Pubblici, / Fisco, Data 01.10.2007

La redistribuzione è l'unico motivo che giustifica la tassazione di interessi e dividendi. Ma allora sarebbe necessario assoggettarli alla medesima aliquota che il contribuente paga sul reddito da lavoro. E' la soluzione adottata in molti paesi, a cominciare dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti. In Italia invece si preferisce un'aliquota unica su tutte le rendite finanziarie. Anche al 20 per cento ridistribuisce …  ma favore dei ricchi. Diversamente da ciò che molti pensano, questo sarebbe il momento giusto per modificare il trattamento fiscale dei titoli di Stato.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • La sinistra i Bot e il tabù della nominatività
    Nome: Stefano Parravicini  Data: 03.10.2007

    Chiar.simo Prof. Giavazzi, prima di tutto vorrei dirLe che La stimo molto e che La vorrei al posto di Padoa Schioppa. Ho letto con interesse il Suo articolo sulla imponibilità delle rendite finanziarie e sulla nominatività dei Bot ecc...e se in astratto concordo con Lei in pratica sono contrario. Premetto di essere un Radicale, iscritto al P.R., ed un liberale convinto. Il perchè è semplice, vorrei pagare meno tasse ed avere una spesa pubblica minore e più qualificata, una spesa pubblica che metta al centro il cittadino e non il dipendente. Sono per una Flat - Tax. La nominatività e l'adozione dell'aliquota marginale del percettore dei redditi aumenterebbe il prelievo da una parte e dall'altro darebbe allo Stato Italiano, che vorrebbe essere occhiuto e poliziesco, una carta in più per controllare ed opprimere il cittadino. Per fortuna ci riesce solo parzialmente per propria inefficienza. Adottando la Sua ricetta si verificherebbe la fuga dei capitali dall'Italia in tutti i modi possibili ed aumenterebbe la zona grigia della elusione - evasione. Comunque la ragione principale, se non si è capito è che non mi fido di questo Stato e della sua capacità e volontà di spesa. Cordiali saluti Stefano Parravicini

  • Tassazione rendite finanziarie
    Nome: Luciano Scalzo  Data: 03.10.2007

    La redistribuzione attuata per mezzo delle entrate fiscali è uno strumento inefficace .E' uno strumento controproducente laddove incide su attività ( quale i capitali finanziari) dotati di elevata mobilità. Se si vuole effettivamente redistribuire la ricchezza si agisca sul lato della spesa sociale (senza incrementi della spesa totale ovviamente). Sul versante delle entrate sarebbe opportuno gestire al meglio le imposte già esistenti piuttosto che pensarne di altre .

  • La sinistra, i Bot e il tabù della nominatività
    Nome: Fabrizio Ghisellini  Data: 02.10.2007

    Mentre una maggiore modulazione di aliquote/franchigie tributarie può essere opportuna in generale se si vuole redistribuire correttamente, mi sembra che non si consideri che non è solo il risparmio ad essere tassato due volte.Tutto è tassato ALMENO due volte, a cominciare dai consumi attraverso l'IVA.E anche per l'IVA l'aliquota è la stessa per tutti.

  • Non c'e' doppia tassazione sul risparmio
    Nome: Alex Turkish  Data: 02.10.2007

    Condivido in pieno l'articolo, ma non sono affatto d'accordo sulla frase iniziale sulla tassazione delle attività finanziarie. La tassazione riguarda i redditi derivati dall'attività finanziaria e non il capitale stesso, quindi non è corretto dire che il risparmio viene tassato due volte. Altrimenti si potrebbe parimenti dire che se uso il risparmio per aprire una impresa non devo vederne tassati gli utili.

  • Risposta a Giavazzi
    Nome: avv.Paolo Rosa  Data: 02.10.2007

    Potrei essere d'accordo con il prof.Giavazzi se non avessimo un sommerso straripante. Se tutti dichiarassero quanto guadagnano l'imposizione fiscale sarebbe sicuramente inferiore. La proposta Giavazzi agevola "gli Agnelli" ma anche gli evasori che non verserebbero alcunche' mentre ora almeno il 12.50 per cento. Cordiali saluti. Paolo Rosa

  • C'è sempre una prima volta
    Nome: Corrado Truffi  Data: 02.10.2007
    Sono stupito: non sono praticamente MAI d'accordo con quanto scrive il prof. Giavazzi. Ma questa volta mi riconosco al 100% con ciò che sostiene. Complimenti.
  • Non tutte le rendite sono uguali
    Nome: Matteo  Data: 01.10.2007

    L'argomento che interessi e dividendi su attività finanziarie non dovrebbero essere tassati, perché il risparmio con il quale quei titoli sono stati acquistati è già stato soggetto all'imposta sul reddito, è sostanzialmente corretto. Il risparmio non dovrebbe essere tassato due volte....nel caso dei dividendi infatti viene tassato tre volte...quando viene prodotto...quando viene investito e quando viene distribuito...e, naturalmente, quando viene consumato... I bot/obbbligazioni scontano invece una tassazione decisamente leggera (nel caso delle obbligazioni si ha addirittura la detraibilità del costo del capitale da parte delle aziende).

  • TASSAZIONE SULLE RENDITE FINANZIARIE
    Nome: Maurizio Razzolini  Data: 01.10.2007

    Io credo che la tassazione sulle rendite finanziarie debba tenere conto dell'inflazione. Mi spiego meglio: per calcolare il rendimento non è sufficiente prendere l'importo della cedola, ma bisogna togliere da quel rendimento nominale l'importo dell'inflazione altrimenti tassiamo anche l'inflazione. Esempio capitale iniziale 100 rendimento annuo 3% inflazione 2%. Il mio rendimento è l'1% e su questo possiamo fare tutti i discorsi che vogliamo. Infatti il capitale 100 ad inizio anno è equivalente al capitale 102 a fine anno (per effetto dell'inflazione), se mi trovo un totale di 103 vuol dire che ho guadagnato "1" e non "3". Credo che questo sia un ragionamento fondamentale proprio di logica che va anteposto a qualsiasi considerazione sull'ammontare della tassazione.

  • tassazione al 20%
    Nome: Riccardo Cesari  Data: 01.10.2007
    Concordo pienamente con le conclusioni del Prof. Giavazzi. Un aumento dell'aliquota dal 12.5% al 20% avvicinerebbe la tassazione sui redditi da lavoro (min. 23%) alla tassazione sui redditi finanziari. La tassazione sui conti correnti verrebbe ridotta (dal 27% al 20%). Naturalmente il maggior gettito deve finanziare le politiche per i giovani e le famiglie.