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Crimini e misfatti a un anno dall'indulto

di Giovanni Mastrobuoni, e Alessandro Barbarino, Categoria Giustizia, Data 04.09.2007
Le statistiche dicono che dopo l'ultimo indulto le rapine in banca sono quasi raddoppiate. Più in generale, varie tipologie di crimine subiscono improvvise impennate nei periodi successivi ai provvedimenti di clemenza. Con costi sociali superiori ai benefici. Tuttavia il sovraffollamento delle carceri è un problema reale. Eventuali nuove misure dovrebbero tener conto della necessità di selezionare in modo rigoroso i detenuti da liberare. I modelli econometrici potrebbero aiutare a definire i criminali abituali. Per escluderli dal beneficio.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • E la certezza della pena?
    Nome: alessandro b  Data: 08.09.2007
    L'articolo è ben documentato e contiene anche buone argomentazioni, ma si vasa su una visione troppo "economicistica" della questione indulto. Non si puo' - e non si deve! - affrontare il problema del sovraffollamento delle carceri e delle amnistie in base all'analisi costi-benefici. La promulgazione degli indulti e piu' in generale delle misure di clemenza generalizzate, confligge con il principio della certezza della pena (io rubo una macchina, vado in galera ma sono tranquillo perche' tanto ogni due anni svuotano le carceri...), e rappresenta - anche se gli autori non lo dicono - una vera e propria capitolazione dello Stato di fronte alla criminalita'. Aggiungo anche che non sono a conoscenza di provvedimenti di indulto e amnistia presi in altri paesi con una frequenza cosi' elevata (e sconsiderata) come in Italia. So' per esempio che negli USA tali provvedimenti non sarebbero neamche concepibili; al massimo e' il Presidente degli Stati Uniti che concede una tantum un provvedimento di clemenza, che riguarda poi UNA persona e non tutta la popolazione carceraria. Quindi attenzione! i modelli econometrici non possono essere usati da soli per parlare di giustizia e di legalita'!
    Risposta:
    Noi abbiamo stimato il cosiddetto effetto incapacità, cioè la riduzione dei crimini legato all'incapacità fisica del criminale di commettere nuovi crimini quando viene messo in detenzione. A questo si aggiunge l'effetto deterrenza, cioè l'aumento dei crimini quando si ha una riduzione della sanzione attesa perché il criminale pensa di poter rientrare tra i beneficiari di un futuro atto di clemenza. I costi sociali che noi stimiamo potrebbero quindi essere anche maggiori. Riguardo all'uso di indulti e amnistie in altri paesi consulti lo studio SPACE 1 del Consiglio d'Europa (http://www.coe.int/t/e/legal_affairs/legal_co-operation/prisons_and_alterna tives/Statistics_SPACE_I/List_Space_I.asp#TopOfPage) Troverà, ad esempio, che nel 2004 c'è stato un indulto in Azerbaijan, in Macedonia, in Olanda (per sovraffollamento delle carceri). Ma anche negli Stati Uniti, e più precisamente nello stato della Georgia, nel 1981 il governatore decise di liberare 900 detenuti per via della sovraffollamento delle carceri. Però concordo con lei che non sembra esserci in altri paesi la ricorrenza all'utilizzo degli atti di clemenza che sembra esserci in Italia.
  • indulto e sicurezza
    Nome: Franco Carisi  Data: 07.09.2007
    Indulto e pacchetto sicurezza sono argomenti che ho trovato trattati anche su www.radiocarcere.com. Sono daccordo con le opinioni riportate su quel sito. L'indulto non poneva alternative. Disquisire sui suoi effetti mi sembra ultroneo. Credo che valga la pena discutere sul perchè dopo l'indulto non si è fatto niente affinchè le condizioni che lo hanno reso indispensabile si ripresentino. Per ciò che concerne il pacchetto sicurezza ritengo che il fine sia da condivisbile. Non altrettando metodo e contenuti. Sul sito riportano l'opinione del Procuratore di Torino che spiega come il provvedmento sia più dannoso che vantaggioso. Mi sembra che il problema si sia affrontato con le vecchie logiche della legislazione dell'emergenza. Logiche che nonb hanno mai portato alcun frutto.
  • Crimini e misfatti a un anno dall'indulto
    Nome: Giorgio Piermaria  Data: 07.09.2007
    Questione di clima. In un certo clima fioriscono solo alcune piante e non altre. Io sono di sinistra e ritengo solo "sinistri" e superficiali quelli che pensano che eliminare certe situazione di illegalità ai semafori significhi solo accanirsi contro gli ultimi. Fare finta di niente significa permettere, grazie anche a indulti ed amnistie che il clima putrido richiami nel nostro paese le peggiori "piante", il peggio del peggio. Ci sarà un motivo per cui sembra che ci sia la fila dei rumeni a venire in Italia ora che non ci sono più problemi all'entrata. Voi che dite saranno i migliori cittadini-modello della Romania e venire a farci visita?
  • Delitto e perdonismo
    Nome: simone ciotola  Data: 07.09.2007
    Anche in tema di giustizia mi pare che il nostro paese sia ostaggio della falsa morale catto-comunista. perdonare è molto più semplice che amministrare la giustizia con equità e rigore. ci si fa "bella figura" con gli amici preti e con i benpensanti radical chic che s'incontrano nei salotti che affligono il paese. inoltre si fa qualcosa di concreto anche per gli amici degli amici che dopo le elezioni, giustamente, battono cassa. in un paese serio, non in ostaggio di falsi moralismi da baciapile, i delinquenti rimarrebero in galera. si costruirebbero carceri migliori recuperarando i costi altissimi della detenzione facendo lavorare i condannati. obbligandoli cioè a fare ciò che i probi cittadini fanno pagando le tasse: lavorare per lo stato. questo, oltre a rappresentare un validissimo ed esemplare contrappasso, consentirebbe, a quelli che volessero farlo, di recuperarsi più facilmente alla società civile imparando un mestiere. inoltre potrebbe essere interessante, in qualità di deterrente, tentare di importare una legge applicata in molti stati u.s.a.. il cosiddetto sistema del "three strikes out", cioè "tre errori e sei fuori". al terzo reato sei considerato un recidivo non più recuperabile e ti fai vent'anni a produrre obbligatoriamente per lo stato. magari lavorando nei cantieri per le grandi opere, al posto della manovalanza imposta dalla mafia e dalla camorra. sarebbe un grande esempio di civiltà e giustizia. a metà strada tra il pragmatismo americano ed il socialismo moderato praticato presso i più vicini ed amatissimi, a parole, modelli democratici rappresentati dai paesi nord-europei. ma forse questo è troppo per noi.
  • indulto
    Nome: Erasmo  Data: 06.09.2007
    Buongiorno. Ho letto attentamente l'articolo e mi domandavo una cosa: Sostanzialmente voi dite che il rapporto costi benefici,per quanto riguarda l'indulto e'stato assolutamente negativo,in rapporto alle cifre calcolate.Mi chiedevo da dove viene la stima di 150 mila euro e su quale base e'stata calcolata. Grazie e continuate cosi'.
    Risposta:
    Per la quantificazione del costo sociale abbiamo prima stimato l'aumento medio per tipologia di crimine (furti, rapine, omicidi, etc.) per ogni persona liberata a seguito di atti di clemenza, il cosidetto effetto marginale (abbiamo usato dati ISTAT e ABI). Poi abbiamo valutato il costo medio per le stesse tipologie di crime (abbiamo usato indagini sulla vittimizzazione dell'ISTAT, dati sulle rapine in banca dell'ABI, dati sulle truffe della Confesercenti, e il valore della vita statistica stimato dalla Commissione Europea per l'Italia, cioè 2 millioni di euro). Moltiplicando il costo medio per l'effetto marginale e sommando i costi delle varie tipologie di crimine si ottime il costo sociale medio. Veda comunque lo studio per una spiegazione più dettagliata. Grazie per la domanda.
  • Assegno post-scarcerazione
    Nome: MATTEO  Data: 06.09.2007
    Interessante. Mi stupiscono però i tempi. La curva delle rapine subisce un'impennata immediatamente dopo l'attuazione del provvedimento. Un tempo brevissimo. Cioè questi sono usciti di galera e prima di andare a casa sono passati in banca. Tutti rapinatori poi!! Allora ho in mente due scenari. Primo, le rapine non le ha compiute lo scarcerato ma i delinquenti già in giro che aspettandosi un maggior controllo futuro connesso alle scarcerazioni, avrebbero accelerato i tempi (overshooting delle rapine da effetto aspettativa). Secondo, gli scarcerati, non aveno un euro sono passati in banca a "prelevare". Di qui la necessità di corredare il prossimo indulto anche di un assegno scarcerazione che aiutI a superare il primo periodo di libertà dello scarcerato-disoccupato. matteo
  • furti
    Nome: Alfonso Bisi  Data: 06.09.2007
    Vorrei far notare al gentile commentatore che i presunti assassini dei coniugi uccisi non hanno niente a che fare con l`indulto (si vedano la edizioni on-line del corriere e di repubblica del 6 settembre, data odierna). Oggi la repubblica da` la notizia che nel 2006 i furti di auto sono diminuiti del 9%. L`indulto e` stato approvato nel 2006 o mi sbaglio. Magari un orrizzonte temporale piu` lungo di un mese e l`analisi di tutti i tipi di crimini consentirebbe uno studio piu` attendibile? Forse mi sbaglio ma una cosa sono le correlazioni inequivocabili (ad esempio aumento delle rapine), ben altra cosa sono le interpretazioni che si danno a queste correlazioni che a me tutto sembrano tranne che inequivocabili. Che un mese dopo una scarcerazione di massa alcuni crimini possano aumentare ci puo` anche stare, la cosa piu` rilevante e` capire nel medio lungo periodo cosa succede. E a me non stupirebbe che il crimine restasse costante o addirittura diminuisse dopo l`indulto. Del resto pur sempre di un mercato si tratta e molto competitivo per cui meccanismi di crowding out sono probabili e pure documentati in altri paesi. Ma e` proprio la sequenza degli indulti ravvicinata che rende difficile la risposta a questa domanda, paradossalmente. Ci ho provato, ma dalla figura 1 non riesco a vedere anche in modo preliminare i risultati inequivocabili. Sembra che nelle variabili rilevanti ci siano dei trend che vanno per i fatti loro. Difficile separare altri fattori rilevanti. Le leggi sulle droghe, immigrazione, cambi di governo, urbanizzazione, il 68 ecc. mi sa che la sanno lunga su questi trend.
  • Indulto e effetti economici
    Nome: s.calcagno  Data: 05.09.2007
    Alla luce del duplice omicidio (con torture) dei due coniugi di Treviso, che cosa se ne fanno le vittime e i loro familiari dei vostri calcoli????? Fossi al loro posto, inorridirei. Forse ci sono valori che vanno al di là dei puri calcoli economici e che vengono prima anche dei 'disagi' dei carcerati. Se il loro trattamento non è consono ai dettami della Costituzione, non si ripara mettendo a rischio la vita, la salute, il portafogli, la tranquillità dei cittadini onesti. Si costruiscono altri carceri (Striscia la Notizia ha mostrato un carcere nuovo, non ricordo dove, costato X miliardi, mai utilizzato. Classico di noi italiani ...) e si trovano altre soluzioni (espulsioni per gli stranieri - vere - e comunità terapeutiche per i drogati ecc...). La vita delle persone vale più di qualunque risparmio e vale più del disagio dei delinquenti. Rimane il problema che l'indulto - gabbato per compassione per i detenuti - era necessario per salvare molti politici - di destra e di sinistra - condannati. Per questo hanno messo Mastella alla Giustizia e Di Pietro ai Lavori Pubblici. L'indulto è il motivo principale per cui non voterò mai più per il centrosinistra, che tanto si è dato da fare per attuarlo. E voi che parlate dei risparmi ottenuti, direste le stesse cose se avessero ucciso e torturato voi o i vostri figli? Poco importa se sono aumentate le rapine in banca (sono coperte da assicurazione). Chi giace sotto terra o la pensionata derubata della sua misera pensione poco apprezzano il vostro sforzo di non essere banali e di non esprimere giudizi (o pregiudizi) moralistici. Vero è che le scarcerazioni andavano fatte caso per caso, individuo per individuo, come affermate. Perché non l’hanno fatto? E perché, visto che il lato dei costi è preminente, non è stata adottata l’amnistia? E perché hanno graziato anche chi è agli arresti domiciliari? Subivano un trattamento anticostituzionale?
  • numeri
    Nome: Luca Sofri  Data: 05.09.2007
    Inequivocabili? Raddoppiati? Dal 65 all'80% in un mese e di nuovo al 65 nel successivo? Mi sfugge qualcosa? Luca S.
    Risposta:
    La pregherei di dare un'occhiata al grafico numero 3 dello studio, e' piu' chiaro. L'aumento esatto da luglio ad agosto 2006 e' stato da 0.52 a 0.78 rapine ogni 100 sportelli, cioe' un amumento del 50 per cento, pero' se si tiene conto del trend decrescente nel numero di rapine che era in atto prima dell'indulto l'aumento stimato e' del 70 per cento. Nel grafico riportato nello studio vedra' la curva che approssima il trend. Le farei notare anche che a seguito dell'indulto nello stesso mese la popolazione carceraria si e' ridotta del 36 percento, quindi in termini percentuali (noi economisti le chiamiamo elasticita') l'aumento e' stato del 144 per cento (0.52/0.36). Era quello il dato che avevamo in mente. Comunque ha ragione, siamo stati poco chiari.
  • Indulto
    Nome: luigi zoppoli  Data: 05.09.2007
    Mi spiace fare un commento "terra terra" ad un articolo di tale spessore. L'indulto è statostudiato solocome sistema per "svuotare gli alberghi". Di fatto ha rappresentato una ulteriore conferma dell'impunità di cui gode chi compie reati. E le normative che hanno ridotto i termini per la precrizione o le ignominie giuridiche contrabbandate come "garantismo" concorrono a confermare il paese quale "patria del diritto e cimitero della giustizia". D'altronde da decenni nessuno è capace neppure di normare almeno per avere durate dei processi appena dignitose. Luigi Zoppoli