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Sedici anni, l'età per votare*

di Alessandro Rosina, Categoria Istituzioni e Federalismo, Data 17.07.2007
Se ci sono buoni motivi per ringiovanire l'elettorato nel mondo occidentale, questi sono ancor più accentuati nel nostro paese. Alla maggiore età media delle più importanti cariche di governo e istituzionali si associa anche una più scarsa attenzione politica verso i giovani. Per esempio, la spesa sociale italiana è tra le più sbilanciate in Europa a favore delle generazioni più anziane. Abbassare l’età del diritto di voto a sedici anni servirebbe a riequilibrare il peso elettorale e presumibilmente politico dei giovani. Le deboli ragioni di chi si oppone.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Una persona un voto
    Nome: paolo  Data: 21.07.2007
    Egr. professore, Concordo sul suo ragionamento sull'abbassamento dell'eta' per il voto, questo dovrebbe spingere i governi ad implementare politiche piu' sostenibili, spinti dall'incentivo di raccogliere voti tra i piu' giovani. Naturalmente la stessa Commissione Europea dovrebbe diventare piu' sensibile alle politiche per i giovani. Io mi spingerei oltre, una persona un voto, anche il neonato dovrebbe avere la sua scheda elettorale, poi il voto lo esprimerebbero i genitori. Questa delega, in sostanza, avviene per molti anziani che vengono accompagnati dentro le cabine elettorali. Quindi potrebbero essere le famiglie con figli molto giovani ad avere il compito di orientare i governi su politiche piu' sostenibili? La mia è una domanda che ha risposta positiva se riconosciamo ai genitori un certo grado di altruismo verso i figli, altruismo che penso siano pochi a poter negare. Cordiali saluti
  • Votare è una cosa seria
    Nome: luciano  Data: 20.07.2007
    Fate un sondaggio sui votanti! Almeno l'80% dell'elettorato non ha nessuna cognizione di normative elementari legislative. Chiedete: Cosa fa la camera dei deputati ? Cos'è il potere esecutivo ? Quali compiti ha un'onorevole? e cosi via. Perchè per guidare si deve fare un esame e per votare (con cui si delegano le scelte future di una società) si può farlo per diritto divino solo perchè ho raggiunto una determinata età; tale diritto mi spetta e pertanto posso indirizzare le scelte future della società, anche se non mi interessa la politica, le mie letture sono giornalini di gossip, e sogno di andare in televisione a fare la "velina" o il "tronista". Con questa filosofia nell'era della comunicazione è naturale che acquisire un voto sia esclusivaamente un fatto di marketing. E chi conosce questa disciplina sa bene che si vende in misura proporzionale a quante "risorse" si mettono sul tavolo. Valuterei invece una proposta costruttiva limitare il voto a coloro che esprimono la volontà di volerlo fare, e dimostrassero di avere le conoscenze elementari di educazione civica imposte dalla scuola dell'obbligo (scuola media inferiore), senza nessun riferimento all'età anagrafica. Grazie per l'intervento.
  • sedici anni
    Nome: pier luigi bonvicini  Data: 20.07.2007
    Qualche amministrazione comunale ha già iniziato a concedere il voto agli extracomunitari. Ebbene i nostri sedicenni, maturi o no (non spetta ai politici giudicarlo), dovrebbero avere il diritto di voto, così come tutti i bambini. Il genitore fino alla maggior età è responsabile civilmente e penalmente del proprio figlio, ma quando si vota il figlio non conta nulla. Se anche i bimbi avessero un valore elettorale (alla madre il diritto di voto) allora forse le politiche a favore della famiglia avrebbero un peso diverso per chi ci governa e pensa solo al consenso e alle future elezioni. La proposta è quindi sì, diamo il voto ai sedicenni e a tutti i bambini (attraverso la mamma), facendo il primo esperimento proprio nelle elezioni amministrative.
  • Voto sedicenni
    Nome: Mario Sberna  Data: 19.07.2007
    La proposta del voto ai sedicenni mi vede entusiasticamente favorevole: in un Paese vecchio, governato e amministrato da persone anziane, nulla di meglio che una ventata di gioventù per guardare con rinnovata speranza al futuro. Mi permetto aggiungere che la democrazia più compiuta, come indica da tempo il Prof. Campiglio, dovrebbe prevedere la formula "una testa un voto". La testa ce l'ha anche un bimbo di pochi mesi; non è in grado di esercitare direttamente il diritto di voto ma il suo tutore (anzitutto la madre, che pensa a tutto per lui nei primi tempi di vita) può e deve esercitare tale diritto per il bene della sua creatura. La madre ne è vicaria in tutto, perché non può esserlo nel voto, almeno sino ai sedici anni? Cordiali saluti e sempre complimenti per la corretta e chiara informazione che LaVoce.info dispensa. Mario Sberna
  • Concordo pienamente
    Nome: Mauro Labate  Data: 18.07.2007
    Concordo in pieno, soprattutto sul modo in cui l'autore ha smontato le argomentazioni contro l'abbassamento dell'età minima per il voto. Come scrivevo su un blog qualche giorno fa, in seguito alla lettura della notizia in questione, l'età non è il miglior discriminante possibile per valutare le capacità di discernimento di una persona, è solo il più facile da applicare. Ci sono 16-enni più maturi di tanti 40-enni a cui però è permesso di votare. PS: di anni ne ho 23 e ricordo ancora bene i miei 16 anni. Ero impegnato a studiare e lo sono ancora oggi, così come lo sarò per i prossimi anni (se dovessi scegliere un Ph.D anche per tutto il resto della vita), ma questo impegno non ha mai costituito un impedimento alla raccolta di informazioni su ciò che accade nel mondo che mi circonda. Non posso fare a meno di notare la debolezza della tesi di chi sostiene che uno studente qualsiasi di 16 anni dovrebbe essere disinformato sulla politica in quanto impegnato a studiare... Inoltre, così come i lavoratori possono contribuire con un voto basato sulla loro esperienza, allo stesso modo dovrebbe essere permesso agli studenti di portare la loro visione dei problemi del Paese.
    Risposta:
    Non posso che sottoscrivere. Cordialmente, AR
  • votare a sedici anni?
    Nome: Sergio De Carli  Data: 18.07.2007
    Faccio l'insegnante da una vita, e sono convinto che i giovani debbano essere valorizzati molto di più in Italia. Come fare a valorizzarli? Mettendoli in condizione di capire e assumersi responsabilità, cioè investendo sulla scuola, che è il luogo deputato ad aiutarli a crescere come persone, quindi come cittadini che votano, eleggono e vengono eletti. Mi fa però paura caricarli di altre responsabilità, quando faticano a gestire quelle che già li coinvolgono: meglio aiutarli a gestire le responsabilità della loro età. Penso non abbia senso abbassare l'età del voto per abbassarla: di questo passo voteranno anche i quattordicenni... Mi chiedo infatti se a sedici anni sono maturi a sufficienza per assumersi la responsabilità di votare: non ha senso - a mio parere - abbassare per abbassare. Ci si deve invece chiedere se l'età indicata è quella di una sufficiente maturità. La mi risposta è negativa. Ci sono anche altre ragioni, ma ritengo inutile ripetere cose già dette e scritte.
    Risposta:
    A me sembra che nel nostro paese ci faccia abbastanza comodo considerare in generale i giovani come degli immaturi. Tutto cio’ consente alle generazioni piu’ adulte di prendere decisioni per essi anche senza consultarli e senza tener conto dell’impatto sul loro futuro (basta, ad esempio, pensare all’enorme debito pubblico accumulato). Diamogli il modo di dire la loro, di contare di piu’. Costringiamo le generazioni piu’ adulte a doversi confrontare maggiormente con le generazioni piu’ giovani, dopotutto chi governa opera scelte che mettono in gioco soprattutto il loro futuro. Cordialmente, AR
  • voto a 16 anni
    Nome: martino  Data: 18.07.2007
    Sinceramente non penso che abbassare l'età del voto possa essere d'aiuto nel senso descritto dall'articolo. Naturalmente, mi baso sulla semplice osservazione della realtà quotidiana che mi rammostra quanto segue: - la "maturità" dei giovani oggi si è spostata in avanti non indietro. la capacità di discernimento tra proposte politiche alternative comincia più o meno solo a 22-24 anni; mi sembra che, nella fase precedente, i.e. tra i 18 (o 16) e i 20 anni, il voto sia quasi sempre ideologico, cioè ereditato dai "gusti" familiari e non frutto un ragionamento politico. Di ciò le varie manifestazioni/autogestioni/occupazioni fatte per qualunque motivo che sia "anti" qualcosa sono, come noto a chi abbia rimembranze del liceo, chiaro segno. Paerltro, aumentare il numero di votanti - non paganti le tasse- mi sembra inopportuno in quanto aumenta il numero di votanti privi di alcuna "percezione" di quanto viene preso dallo Stato dal frutto del proprio lavoro a fronte di servizi migliorabili (eufemismo!). in fondo il voto esprime (anche) un giudizio su come i propri soldi dati allo stato vengono spesi iii) l'età per votare anzi andrebbe alzata. Butto lì una provocazione per ottenere lo stesso risultato "riequilibratore" dell'elettorato in realtà - la vera rivoluzione - per la stessa ragione di cui al sopra, sarebbe stabilire che non possano votare i pensionati (magari dopo 10 anni di percezione).
    Risposta:
    Anche per l’allargamento del voto alle donne si era usata la stessa obiezione, ovvero che non erano interessate alla politica, che il loro voto sarebbe stato troppo emotivo e poco ponderato, oppure avrebbero votato come mariti e padri. Per fortuna il diritto al voto le donne lo hanno poi ottenuto. Alla proposta di far votare solo chi paga le tasse ed escludere i pensionati andrebbe pero’ aggiunto, per coerenza, un allargamento del voto anche a tutti gli stranieri che lavorano e pagano le tasse. Cordialmente, AR
  • Sì al voto a 16 anni, con un'istruzione adeguata
    Nome: Marco Chino  Data: 18.07.2007
    A parer mio il problema dei sedicenni italiani non è l'interesse per la politica o l'eccessivo carico di responsabilità ma bensì avere gli strumenti per poter formare un'opinione propria. A questo dovrebbe provvedere l'istruzione pubblica e ciò accade in minima parte. Porto ad esempio il mio caso personale, sono un giovane di 23 anni alla soglia della laurea e quand'ero un sedicenne ho frequentato il Licieo Scientifico Statale. Eccetto alcune nozioni fondamentali di educazione civica sulla Costituzione e sulle maggiori Istituzioni, nessun altro strumento ci è stato dato per comprendere il pensiero e le politiche promosse dai diversi partiti. In particolare l'area economica è stata totalmente trascurata. Concludo guardando con favore alla partecipazione dei sedicenni al voto, ma dando loro gli strumenti per essere cittadini autonomi e consapevoli delle proprie scelte, se così non fosse questi diverrebbero l'ennesima massa di cittadini strumentalizzati dai partiti politici e tenuti consapevolmente nell'ignoranza per poterne controllarne meglio i voti.
    Risposta:
    Concordo. Indipendentemente dal voto, mi pare fondamentale che vengano forniti a sedici e diciassettenni strumenti adeguati per potersi formare un’opinione propria. Se poi il voto incentiva tutto cio’, molto meglio. Cordialmente, AR
  • ?
    Nome: riccardo boero  Data: 18.07.2007
    Egr. professore Gli studi scientifici piu' recenti provano che il cervello umano e` completo solo ad un'eta` di 22 anni circa, prima mancano molte delle strutture che verranno usate proprio per l'elaborazione dei comportamenti sociali e politici. L'eta` minima per votare andrebbe semmai alzata a 22 anni Ma riconosco che abbassarla a 16 anni aumenterebbe il peso di quei partiti che propagandano visioni utopistiche e infondate della societa`, partiti che forse (chissa`?) Ella ha vocazione a sostenere. Grazie di una cortese risposta.
    Risposta:
    Bene, togliamo allora il voto sotto i 22 anni. Per coerenza lei dovrebbe pero’ proporre anche di togliere il voto dopo una certa eta’, oltre la quale il cervello funziona meno bene (non ci sono studi in proposito?). Io invece, al contrario di lei, ho la stessa fiducia sulla possibilita’ di espressione compiuta del voto sia da parte di un novantenne che di un sedicenne, quindi lascerei il diritto al primo ed estenderei il diritto al secondo. Cordialmente, AR
  • schizofrenia
    Nome: GiGuazzi  Data: 18.07.2007
    Il lavoro a 16 anni e fino a 70 anni? Mi chiedo se tutti quelli che discutono guardando i conti che non tengono nel lungo periodo si sono mai chiesti, oppure conoscono qualcuno che ha trovato lavoro dopo i cinquant'anni; io ho 53 anni e l'azienda dove lavoro mi darebbbe dei soldi se andassi via. Ma chi assume un 55-60-65 enne?