Logo stampa
 
 
 

Commenti

Alitalia: un prezzo troppo elevato. Per il paese

di Carlo Scarpa, Categoria Concorrenza e Mercati, / Infrastrutture e Trasporti, Data 03.07.2007
Per vendere Alitalia si rischia che a pagare siano ancora una volta i contribuenti. Per "salvare" i privilegi di qualche migliaio di lavoratori, spesso assunti per ragioni clientelari e pagati stipendi fuori mercato. E se a comprare sarà AirOne, rischiano di pagare anche i consumatori, che vedranno scomparire la concorrenza tra Linate e Fiumicino. Un ulteriore costo sarà poi la perdita di reputazione dell'Autorità antitrust, nel caso decida di non intervenire. Sembra un gioco a somma molto negativa.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Gestire la cosa tramite commissione ue
    Nome: Anna Rossi  Data: 04.07.2007
    Finché il problema verrà affrontato all'italiana, si cercherà sempre di vendere al prezzo più alto, mantenedo TUTTI i privilegi e non licenziando nessuno e NON ottimizzando i costi vivi di gestione ordinaria. Che sia tutto commissariato da un organo esterno tecnico , che applichi sistemi di valutazione corretti; così almeno ci tireremo via dal groppone questo bel grosso grasso debito.
  • Rai e Alitalia
    Nome: Alberto Carzaniga  Data: 04.07.2007
    1.ho letto l'articolo di Carlo Scarpa sull'Alitalia. Siamo sicuri che la privatizzazione di Alitalia costi troppo ? Siamo sicuri invece, che privatizzare Alitalia, come per la Rai, sia operazione che va fatta comunque costi quel che costi, perchè diversamente sarà nei secoli problema insolubile che tutti ci porteremo appresso? 2 La "manomorta" Alitalia (e Rai), che poi è eredità IRI, va abolita a mio avviso al più presto, costi quel che costi, iniziando a privatizzareAlitalia. Costerebbe di più continuare così. Chiusa questa fase storica, non mancheranno strumenti per dare concorrenza sulla Milano-Roma : pensate ad un Eurostar che, finita la Milano-Bologna che è quasi finita, ci metta tre ore e mezza. Più qualche slots a concorrenti agguerriti, e spero che di Alitalia (come problema) non sentiremo più parlare. Sentiremo parlare di problema Airone, ma sarà problema diverso, solubile, "detrotozzando" Airone.
    Risposta:
    Le rispondo solo sul primo punto. Sarei lieto di considerare la possibilità di tenere Alitalia nel settore pubblico, se almeno la si riuscisse a trasformare in un'impresa che non perde 2 milioni di Euro al giorno. "Purtroppo" i vincoli che la UE ci ha imposto non consentono di continuare a ripianare queste perdite ri-capitalizzando l'impresa all'infinito. O il settore pubblico si mostra capace di risolvere il problema delle perdite (e finora, la contrario, si è mostrato molto capace di fare l'opposto) oppure si venda...
  • Quale finale?
    Nome: Mirko Serra  Data: 04.07.2007
    Gentile prof. Scarpa, Le chiedo una previsione: alla "fine della fiera", qual'è secondo Lei il finale più probabile di questa vicenda? Il mio timore è che, come quasi sempre accade in Italia, si cercherà di procrastinare il più possibile la soluzione ai problemi di Alitalia, "mantenendo in vita tramite uno strenuo accanimento terapeutico il malato", a spese naturalmente dei contribuenti, magari facendo qualche nuova nomina all'interno del c.d.a. Per poi ritrovarci tra due o tre anni punto e a capo! Sono troppo pessimista? Un saluto
    Risposta:
    Anch'io non sono ottimista. Temo che o finisce come lei suggerisce (ma con crescenti problemi con la commissione europea, oppure il governo dovrà usare i suoi poteri per consentire la fusione nonostante i dubbi antitrust. Spero di sbagliarmi...
  • PRIVATIZZAZIONE ALITALIA
    Nome: Sergio Marotta  Data: 04.07.2007
    Per l'Alitalia mi pare che si prospetti la stessa situazione della privatizzazione di Autostrade: un privato le acquista indebitandosi con le banche sicuro di poter pagare i debiti contratti con il ricavato delle tratte più remunerative. Per Alitalia significa, in pratica, pagare i debiti con il ricavato della tratta Roma-Milano dove non ci sarà più concorrenza. Ma, mi chiedo, non sarebbe forse ora di cominciare a riflettere in modo serio sulle privatizzazioni italiane degli anni Novanta e a valutare con obiettività quali risultati siano stati raggiunti? Si potrebbe forse cominciare a capire quali errori siano stati commessi soprattutto per cercare di non ripeterli.
    Risposta:
    In realtà, uno dei vincoli posto dal governo è il mantenimento della copertura del territorio (anche se non è noto quanto stringente sia questo vincolo). Quanto alla riflessione sul tema delle privatizzazioni, mi limito a segnalarle il pezzo di Alfredo Macchiati del 12 aprile scorso su lavoce.info. Cordiali saluti