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L'analisi costi-benefici boccia la Torino–Lione

di Rémi Prud'Homme, Categoria Infrastrutture e Trasporti, , Data 25.05.2007
La linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione è oggi uno dei più importanti progetti infrastrutturali nel mondo intero. Il costo complessivo è stimato ufficialmente in 16 miliardi di euro. Si tratta di un progetto socialmente desiderabile? Un tentativo di analisi costi-benefici fornisce risultati molto negativi. Non solo il debito aggregato di Italia e Francia aumenterà di 16 miliardi, ma la gestione dell'opera andrà ad accrescere il loro deficit per i quaranta anni successivi alla sua apertura.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • precisazioni
    Nome: massimo testa  Data: 25.05.2007
    Mi chiedo: 1. Come è stato preso in considerazione il valore residuo dell'investimento 2. In che modo è stato valutato l'eventuale surplus del'erogatore del servizio 3. Se sono stati considerati i benefici per coloro che continueranno a viaggiare sui percorsi esistenti 4. Se sono stati fatti confronti con analisi costo-benefici di progetti simili in altri parti di Europa. Nel qual caso se sono state fatte ipotesi e sono stati ottenuti risultati di molto differenti. Se così, queste differenze come vengono spiegate. 5. Quali sone le fonti di tutte le ipotesi (considerate generose) sui benefit. 6. Su quale base viene giustificata l'ipotesi del 30% di costo opportunità del finanziamneto pubblico 7. E' stata considerata l'ipotesi di project Financing. Nel qual caso, cosa accade al costo opportnità del finanziamento pubblico?
  • Costi benefici Torino - Lione.
    Nome: Andrea Bondanini  Data: 25.05.2007
    Conti fatti a questo modo dimostrano tutto e il contrario di tutto. Sono pericolosissimi. Sarebbe opportuno conoscere i conti fatti dal governo responsabile - si spera l'abbia fatto - ricordando tuttavia che le previsioni fatte estrapolando il presente si rivelano generalmente errate. Inoltre occorre introdurre concetti come aumento di qualità di servizi, e nuove attività derivanti da una offerta diversificata. Dunque una valutazione politica oltre che economica.
  • Se anche i politici e la gente comune ragionasse in termini di NPV!
    Nome: Leopoldo Rodà  Data: 25.05.2007
    Bella, chiara e persuasiva, nonchè giusta senza possibilità di confutazione, l'analisi costi-benefici sulla TAV. Considerato il vicolo cieco in cui versa il nostro Paese a causa del debito pubblico che sottrae al mondo produttivo circa 80 miliardi di euro per interessi (tutti gli anni e per sempre), sarebbe opportuno tentare di calcolare il NPV in termini di costi-benefici qualora un gruppo di politici seri e volenterosi riuscisse ad imporre la ricusazione del debito pubblico, quantomeno di quello interno. Tutti pressano sul futuro pensionistico (coefficienti + età + TFR), compreso il Prof. Boeri, per appena un risparmio INPS di appena 200 miliardi in 40, senza considerare che il blocco degli interessi sul debito ci farebbe risparmiare quasi 6000 miliardi in 40 anni a tutto vantaggio delle nuove generazioni. E' possibile fare questi calcoli senza furbizie di parte?
  • TAV: ma le merci in francia come proseguono?
    Nome: angelo cane  Data: 25.05.2007
    Uno dei tanti paradossi che nessuno mi ha ancora chiarito è questo: in Francia e Spagna i treni TAV sono soltanto passeggeri, in quanto le linee hanno un armamento non adatto ai pesanti treni merci. Quindi i teni merci che arrivano dall'Italia che fine faranno? scaricati sui TIR o instradati sulle linee normali? ed allora perchè spendere tutti questi soldi?
  • Commento
    Nome: Corrado Fontaneto  Data: 25.05.2007
    Incredibile! Quindi dov'è tutto il vantaggio conclamato ed esaltato da più parti ? Complimenti all'autore per la capacità di sintesi e la chiarezza.
  • TAV e debito pubblico
    Nome: Luca Melindo  Data: 25.05.2007
    L'articolo (ben scritto e chiaro anche per i meno ferrati di economia dei trasporti) meriterebbe (insieme a precedenti contributi di Francesco Ramella e di altri collaboratori del Vostro sito) di trovare maggiore eco sugli organi di stampa di rilevanza nazionale. Purtroppo sui quotidiani trovano eco solo le ragioni del NO più ideologiche e, oggettivamente, meno difendibili (anche da parte della classe politica). Dire NO perché l'opera è inutile oltreché enormemente costosa sarebbe forse più semplice e permetterebbe, dati alla mano, di fare una decorosa retromarcia anche a chi si è più esposto in questi anni perché l'opera fosse realizzata. Cordiali saluti