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La parodia dei premi al merito

di Tito Boeri, e Pietro Ichino*, Categoria Lavoro, , Data 26.04.2007
Premi alla produttività dei pubblici dipendenti? No chiamiamoli con il loro vero nome: si tratta di una riedizione delle vecchie indennità di presenza e di compensazioni per chi ha commesso reati nell'esercizio delle sue funzioni. L'esempio dell'accordo dei dipendenti del Tesoro. Un documento davvero illuminante.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • retribuzione dei dipendenti del Mef
    Nome: Quintino Sella  Data: 03.05.2007
    Ciò che imi indigna è la provvista di quelle risorse. Se ho letto bene, il Corriere della Sera ha scritto che buona parte di quelle risorse derivano dai tagli operati sui bilanci degli altri ministeri e sui tagli in Finanziaria. Ciò vuol dire, se ho ben capito, meno servizi ai cittadini e più alte retribuzioni ai dirigenti e ai dipendenti del Mef. Forse per questa ragione su dagospia venivano chiamati "i furbetti".
    Risposta:
    Ogni spesa aggiuntiva deve essere coperta. Quindi spiazza altre spese che possno essere considerate piu' meritorie. Ma questo ragionamento si applica a tutta la spesa pubblica. Saluti
  • Merito e Pubblica Amministrazione
    Nome: carmelo lo piccolo  Data: 03.05.2007
    Non credo che istituire l'ennesima Authority, visto anche il funzionamento (?) delle altre, contribuisca a risolvere il problema della produttività e del merito nel Pubblico Impiego. I motivi sono tanti e sono stati autorevolmente e scientificamente dimostrati e spiegati in qualificati interventi ospitati da "lavoce". La Pubblica Amministrazione non è e non sarà mai un'azienda privata che si misura con il mercato. Se questa affermazione è vera, ne discende che i metodi di valutazione delle prestazioni individuali che funzionano nelle imprese private non possono funzionare, e non funzioneranno mai, negli uffici pubblici. Prima si prende atto di questà realtà, per altro scientificamente verificata, e meglio sarà per chi ha veramente a cuore la sorte dei dipendenti pubblici e dei cittadini - utenti. Non trovo poi corretto attribuire al Sindacato l'origine di tutti i mali del Pubblico Impiego: mi limito a ricordare infatti che grazie alle politiche di moderazione salariale e di concertazione attuate da CGIL, CISL e UIL è stato possibile abbattere l'inflazione e partecipare alla creazione dell'Unione Monetaria Europea. Gli unici strumenti per garantire un dignitoso funzionamento della Pubblica Amministrazione risiedono nella possibilità di miglioramento economico e di carriera dei dipendenti, che devono essere legate alla professionalità dimostrata sul campo, magari "certificata", questo si, da associazioni di utenti o di cittadini, e da una diversa concezione della formazione e dei titoli di studio. Il Pubblico Impiego è pieno di gente con lauree e percorsi formativi più o meno validi, ma tutto ciò non si traduce in una maggiore professionalità e qualità dei servizi resi alla collettività. Perchè ciò accade, e perchè nessuno indaga su questa contraddizione?
  • Insider trading
    Nome: Matteo Olivieri  Data: 01.05.2007
    Ai fini della discussione aggiungo elementi che possono essere un'utile base di esperienze. Chi, come me, ha visto l'assegnazione dei premi in diretta, sa che l'obiettivo dei dirigenti è far risultare, con un'autovalutazione (credetemi, si AUTOVALUTANO SEMPRE) la loro massima produttività cautelativamente tenuta al 97-98%, mai che si insospettisse qualcuno! A quel punto si passa al comparto, cioè a chi sta sotto, e voilà, la frittata. Persone con noti problemi psichici, incapaci di rendere il servizio non foss'altro perchè incollati alla finestra per ore, hanno la stessa valutazione di produttività di dipendenti con la canna alla gola, che svolgono servizi di front office e vengono apprezzati da tutti, SPECIE DAI CLIENTI, cioè dal pubblico. SIndacati in riga, tutti d'accordo. Cari professori, augurandoci che una nuova politica di incentivi possa fare breccia, forse è il caso di dichiarare fallita ogni politica di concertazione nel pubblico impiego. Troppi conflitti di interessi, chi controlla è anche controllato.
  • Commento
    Nome: ale  Data: 01.05.2007
    Sono un giovane dipendente pubblico è mi sento imbarazzato dal contenuto dell'accordo anche se non mi tocca direttamente..viene meno il principio di eguaglianza tra lavoratore pubblico e privato e danneggia chi opera nella p.a. con lo spirito di servire il cittadino favorendo chi opera con lo spirito del posto fisso.. il sindacato, poi, rinuncia ad essere il protagonista di quella modernizzazione di cui lo stato ha bisogno.
  • Il CNEL ...
    Nome: Sandra  Data: 27.04.2007
    Sarebbe bello che il CNEL facesse anche l'analisi che propongono i due autori peccato che ... a guardare l'archivio CNEL dei contratti collettivi nazionali, ossia quelli di più "facile" reperimento, si scopre che esso è in ritardo all'incirca di un anno. Quindi, un anno per costituire l'archivio, diciamo un altro anno per esaminari e comparare i contratti: non sarà che così si allungano ulteriormente i tempi dei rinnovi? Dato che comunque mantenere un archivio dei contratti è funzione strategica inserirei un nuovo suggerimento per il CNEL: migliorare i tempi di aggiornamento dell'archivio e introdurre anche tutti quegli accordi integrativi che al momento nell'archivio non ci sono!
  • la parodia...
    Nome: michele  Data: 27.04.2007
    I contratti integrativi, dovrebbero stabilire gli obiettivi da raggiungere e orientare l'azione delle amministrazioni. Due sono i principali motivi per cui non possono adempiere a questa funzione. Il primo è che vengono stipulati alla fine dell'anno o, molto spesso ad anno concluso. Il secondo è che indipendentemente dai parametri considerati per l'attribuzione dei premi (più spesso collegati a performance collettive e quasi mai all'impegno individuale), la dirigenza è sostanzailmente esclusa da una valutazione del proprio operato. Solo quando i meccanismi retributivi della dirigenza pubblica saranno agganciati alla programmazione e alla verifica del raggiungimento degli obiettivi assegnati si potrà realizzare una catena di controllo interna all'organizzazione pubblica. L'assenza di questo meccanismo è fonte di inefficienza e questo non è imputabile ai singoli dipendenti ma all'alta dirigenza e alla politica.
  • Valutiamo il Demerito
    Nome: Fabio Pancrazi  Data: 27.04.2007
    Penso sarebbe ora di finirla con questo "merito": nel pubblico impiego equivale a "clientelismo". Diciamo la verità! E basta coi contratti integrativi, la contrattazione decentrata, ecc. Un vigile urbano che lavora in una città di 15.000 abitanti dovrebbe percepire uno stipendio uguale ad un altro vigile urbano che lavori in una simile città italiana di 15.000 abitanti. Invece ci sono differenze a volta abissali ed ingiuste. Poi un organismo esterno dovrebbe valutare il Demerito (documentato), quello sì! Altrimenti ci prendiamo in giro con un gioco di interessi incrociati.
  • basta con questo sindacato
    Nome: biagio parmaliana  Data: 26.04.2007
    Egr. Prof Ichino, sono stato avvocato consulente di cgil la mia appartenenza è indubbia ho votato prodi ma sono molto deluso da questo governo In merito al suo articolo mi permetto qualche osservazione nella speranza di un suo pensiero considerato che la morale, l'etica, la politica ed il "pulito" centro sinistra non ferma queste indecenze mi chiedo la Corte dei Conti dinanzi a questi contratti decentrati o ai silenziosi contratti per le progressioni verticali nel pubblico impiego (che la corte costituzionale ha sempre detto essere concorsi veri e propri e quindi assoggettati all'art. 97 cost) cosa fa?? dobbiamo denunciare anche la corte dei conti?? Chiedo a Lei che ha studiato di certo il fenomeno esiste in un altro paese europeo un sindacato così forte nel pubblico impiego ? capisco il sindacato a tutela di metalmeccanici, chimici, edili etc ma a tutela del pubblico impiego non lo capisco oppure dobbiamo dire la verità il "guadagno" nel pubblico impiego per il sindacato con la ritenuta sullo "stipendio sicuro" è notevole !! evviva il conflitto di interessi !! (forse è troppo facile vedere solo quello di berlusconi) inoltre non mi sembra corretto un altro fatto: come può il sindacato sedersi al tavolo delle trattative per il contratto degli impiegati e poi per quello dei dirigenti pubblici ma questi non sono diventati i datori di lavoro ? o dobbiamo dire anche questa volta la verità: il fascino del comando indiretto non abbandona il sindacato Avv biagio parmaliana