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Troppa fretta sull'Ici

di Gilberto Muraro, Categoria , Fisco, Data 20.03.2007
La proposta del presidente del Consiglio di abbattere l'Ici sulla prima casa, con vantaggi crescenti in base al numero dei figli, appare negativa sotto il profilo della finanza comunale e dei rapporti tra governo ed enti locali. E' invece apprezzabile come misura per la famiglia. Tuttavia, non sembra opportuno varare ora un provvedimento parziale, quando il governo ha promesso di definire entro breve tempo e in modo coerente una strategia globale su questo tema e sul federalismo fiscale.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Perché non si pensa ad investire sulla scuola , la sanità'e le strutture viarie?
    Nome: Giuseppe Moncada  Data: 22.03.2007
    Ho letto con interesse e condivido in pieno le sue osservazioni, sopratutto relativamente alle modalità di intervento sulla famiglia. L'assistenza domiciliare e i consultori fanno parte del pacchetto sanità, così come gli asili nido della scuola. Ma perchè non si investe nelle strutture scolastiche alquanto fatiscenti e nel sistema di trasporti via ferrovie e via mare? E poi ci si lamenta se i giovani hanno difficoltà a stare a scuola. Avere strutture idonee aiuta nel alvoro scolastico. Sa dirmi perchè la sinistra, che, dovrebbe essere sensibile alle suddette tematiche non riesce a farlo? Con cordialità. giuseppe moncada
    Risposta:
    Se il governo rimane, penso che riuscirà a formulare ed attuare una coerente politica per la famiglia. Ben per questo è bene evitare manovre anticipate e parziali.
  • Ici
    Nome: Matteo Barbero  Data: 22.03.2007
    Mi fa piacere trovarmi d'accordo con il prof. Muraro. Ho scritto le stesse cose (ovviamente meno bene) su Italia Oggi qualche giorno fa. Buon lavoro.
    Risposta:
    Grazie, sono anch’io lieto della nostra sintonia.
  • Detrazioni ICI
    Nome: riccardo boero  Data: 22.03.2007
    Egr. dr. Muraro, non mi pare proprio si possa invocare l'aiuto alle famiglie per giustificare le detrazioni ICI. Tali detrazioni vanno infatti a vantaggio di tutti: famiglie, single, anzi per forza di cose il vantaggio e` maggiore per una coppia non convivente che per una famiglia. Il minor gettito anzi comportera` realisticamente una minore spesa per i veri aiuti alle famiglie come costruzione di asili, etc Una spiegazione piu' convincente risiede nel sostegno al mercato immobiliare divenuto oramai la sola sorgente di crescita economica di gran parte dell'Occidente. E` una crescita puramente fittizia, basata sull'inflazione dei prezzi immobiliari e sull'indebitamento, ma e` la sola che ci e` rimasta. Forza allora con le ruspe: e` rimasto forse qualche angolo di litorale o di campagna ancora non cementificato, forza con i mutui che fanno guadagnare tanti soldini alle banche, e per l'ICI non preoccupatevi: offre la casa. Accendendo un altro prestito. Siamo o non siamo nell'era del debito?
    Risposta:
    Condivido le sue critiche alla manovra proposta, anche se non credo che il sostegno all’edilizia ne sia il vero motivo ispiratore.
  • Iniquità fiscali
    Nome: giuseppe caffo  Data: 22.03.2007
    A mio avviso L' ICI sulla prima casa è in assoluto la più ingiusta delle tasse. Perché è una tassa patrimoniale che grava su quello che è un bene che è assolutamente ed evidentemente indispensabile per ogni famiglia: la Casa. Anche l'IRPEF sulla prima casa è ingiusta, perché è una tassa che grava su un reddito che non esiste. Ben venga quindi ogni provvedimento teso a eliminare queste iniquità fiscali.
    Risposta:
    Ripetendo il commento al Sig. Sarcina, ribadisco il convincimento che sia valida, anche se parziale, la visione della città come un grande condominio e che sia dunque giustificato un tributo comunale sui proprietari di case. Circa la questione dell’Irpef, faccio notare che il caso del residente-proprietario configura un atto di autoconsumo ( come inquilino, io pago un canone a me stesso come proprietario ) e che l’autoconsumo , essendo comunque indice di capacità contributiva, è universalmente considerato tassabile in linea di principio, anche se poi i problemi di controllo e di politica sociale consigliano in pratica larghe esenzioni.
  • abolire l'Ici
    Nome: Davide De Bacco  Data: 22.03.2007
    Chiedo all'autore dell'articolo se forse non sia meglio abolire l'ici sulla prima casa e sostituire il gettito mancante con l'aumento delle addizionali comunali. Qui in Veneto soprattutto si è assisitito ad un fenomeno scandaloso di degrado del territorio dovuto alla elargizione di un numero enorme di concessioni edilizie da parte dei comuni affamati di fare cassa con l'ici. La gestione del territorio spetta ai comuni e indirettamente ai cittadini, ma la crisi delle istituzioni e la loro autoreferenzialità coinvolge anche i governi locali, non solo quello centrale. Le decisioni vengono spesso prese all'oscuro di tutti.
    Risposta:
    Ho da tempo segnalato su queste colonne (“Poca allegria nella finanza comunale”,13.09.05 ) il pericolo da Lei denunciato e quindi l’opportunità di alzare le addizionali Irpef comunali; ma senza arrivare all’estremo di abolire l’ICI.
  • ICI e politiche per la famiglia
    Nome: Matteo Missaglia  Data: 22.03.2007
    Concordo sul fatto che le vere politiche a favore della famiglia si facciano in altri modi. Vorrei aggiungere che non sono nemmeno certo che una riduzione -e tantomeno una cancellazione- dell'ICI a beneficio delle famiglie numerose, quale si ventila, possa essere una misura del tutto equa: da un lato poiché non terrebbe conto delle differenze di reddito fra le varie famiglie (e se ne dovesse tenere conto si complicherebbe ancor più il quadro, senza contare che spesso i redditi denunciati non corrispondono al reale, come ben sappiamo); d'altro lato, come la mettiamo con quelle famiglie numerose che vivono in affitto, probabilmente ancora più bisognose di aiuto, ma che non beneficerebbero ovviamente di una misura sull'ICI? Matteo Missaglia
    Risposta:
    Sono d’accordo.