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Meglio il proporzionale

di Gilberto Muraro, Categoria Istituzioni e Federalismo, , Data 26.02.2007
Benvenuta la virata verso il proporzionale nei progetti di riforma elettorale. Nel nuovo contesto federalista, infatti, questo sistema realizza meglio il principio della sovranità popolare. E per raggiungere gli altri obiettivi che una buona legge elettorale si prefigge, bastano alcune regole: premio di maggioranza, soglia minima, indicazione a priori del leader, candidature in un solo collegio, una preferenza assegnata all'elettore. Tutto ciò riguarda la Camera. Solo dopo averlo realizzato si potrà pensare al Senato federale e alle norme per eleggerlo.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • maggioritario o referendum
    Nome: Gaetano Criscenti  Data: 27.02.2007
    Sono in disaccordo con le sue argomentazioni: poste per vere le finalità che Lei riassume all'inizio dell'articolo, le sue conclusioni non sono per niente in linea con gli obiettivi. Parto dall'elettore e dalla necessità, da Lei dichiarata, di avvicinare eletti ed elettori: è indubbio che tale vicinanza, tale controllo dell'operato dell'eletto, si ottiene solo con collegi di ridotte dimensioni e nei quali viene eletto uno,o al massimo due deputati; in tale sistema di cose il maggioritario arriva con i fatti reali: è difatti inutile presentare liste su liste con tanti nomi , se , alla fine, in quel collegio , verrà eletto solo un deputato. Lei, inoltre, accenna alla necessità (in effetti Lei lo definisce un "obbligo morale") di far pesare ogni voto, anche quello minoritario; in effetti è quello che è sempre successo al Senato con la regola del ricalcolo a livello nazionale o regionale dei voti. Ma questo sistema dà come risultato un certo numero di deputati senza mandato elettorale, deputati più del partito che degli elettori! E questo è francamente l'opposto di quanto si era detto prima a proposito del mandato elettorale e del peso dei voti. Inoltre nella democrazia più vecchia del mondo, tutti i deputati sono eletti a maggioranza semplice a turno unico, senza che questo faccia sentire particolarmente frustrati gli elettori che in hanno votato per candidati sconfitti: questo perchè la ridotta dimensione del collegio, ed il fatto che esprima un solo deputato fa si che il controllo sugli atti ed il comportamento dell'eletto è fortissimo! Il vero obbligo morale è assicurare la trasparenza e la vera rappresentatività oggi negate ! In un maggioritario, a turno unico o doppio, la frammentazione viene immediatamente ridotta e non si ha neanche il fenomeno della pluricandidatura! Per quanto attiene al premio di maggioranza , questo può essere tranquillamente assegnato , dando per eletti coloro che , pur sconfitti, hanno ottenuto il miglior risultato propozionale.
    Risposta:
    Il piccolo collegio del maggioritario facilita l’incontro tra eletti ed elettori ma non è condizione necessaria né sufficiente. Ci può essere contatto anche in una vasto collegio nell’ambito del sistema proporzionale se i candidati derivano dal territorio mentre il contatto nel piccolo collegio uninominale è fasullo se il candidato è imposto dal partito, come nell’ultima tornata elettorale in Italia.In ogni caso, rispetto al contatto con il candidato locale, pesa di più l’esigenza di rappresentare correttamente le preferenze degli elettori sulle piattaforme elettorali.